17.3650 · Interpellanza · 2017-09-13
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Nei giorni scorsi il Consigliere federale Schneider-Ammann, dopo un incontro col ministro italiano Carlo Calenda, ha assicurato nel giro di pochi mesi la ratifica dell'accordo sulla fiscalità dei frontalieri con l'Italia.
Non solo l'affermazione appare assai poco credibile, essendo ormai oltre tre anni che ora l'uno ora l'altro/a Consigliere/a federale parlano di conclusione imminente di questa annosa vertenza, ma solleva dei dubbi a proposito della consapevolezza del Consiglio federale, come gremio governativo, dei problemi esistenti nei rapporti con l'Italia.
Non solo l'Italia non ha evidentemente alcuna intenzione di concludere l'accordo sulla fiscalità dei frontalieri, e men che meno in prossimità delle elezioni, ma sussistono anche importanti difficoltà in relazione alla possibilità degli operatori finanziari svizzeri (nel concreto: ticinesi) di accedere al mercato italiano. Malgrado ciò sia contemplato nella road map.
La pretesa (decisione parlamentare) di porre quale condizione all'accesso al mercato finanziario italiano l'apertura di una filiale nel Belpaese, avrebbe quale conseguenza la migrazione di un importante numero di posti di lavoro dal Ticino alla vicina Penisola, con pesanti ripercussioni occupazionali negative sulla piazza ticinese; che è pur sempre la terza della Svizzera. Un aspetto che il Consiglio federale non può permettersi di ignorare o di sottovalutare.
L'impressione è che il Consiglio federale non sia consapevole che i rapporti con l'Italia rimangono altamente problematici in quanto la controparte non intende rispettare gli accordi presi con la Svizzera e cerca pretesti per non farlo. A pagare il prezzo di questa situazione è il Ticino.
Chiedo al Consiglio federale:
1. Il Consiglio federale è davvero convinto che nelle relazioni con l'Italia vada tutto bene?
2. Quali misure di pressione intende mettere in atto il Consiglio federale per far sì che l'Italia ottemperi agli impegni presi?
3. E' intenzione del Consiglio federale fare delle relazioni con l'Italia un tema della sua politica?
4. Oppure il Ticino - e la piazza finanziaria ticinese, malgrado sia la terza della Svizzera - sono considerati sacrificabili nell'ottica di non meglio definiti interessi superiori?
Stellungnahme des Bundesrates
1./3. Il 23 febbraio 2015 la Svizzera e l'Italia hanno sottoscritto una roadmap volta a proseguire il dialogo bilaterale sul piano finanziario e fiscale. Questa roadmap contiene un chiaro impegno di natura politica in merito a diversi punti importanti delle relazioni bilaterali in ambito fiscale e finanziario.
Per ciascun punto sono state convenute delle soluzioni o disposto un programma di lavoro. Per quanto riguarda alcuni temi, l'Italia ha vincolato il proseguimento del dialogo bilaterale con la Svizzera alla condizione che in particolare l'attuazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa sia compatibile con l'Accordo concluso con l'UE sulla libera circolazione delle persone.
In conformità ai punti chiave stabiliti nella roadmap, il 22 dicembre 2015 la Svizzera e l'Italia hanno parafato un accordo sull'imposizione dei lavoratori frontalieri. Questo accordo non è ancora stato firmato. In relazione alla roadmap, i due Paesi hanno anche previsto di esaminare possibili soluzioni finalizzate a migliorare l'accesso al mercato per la prestazione transfrontaliera di servizi finanziari. È vero che nel quadro dell'applicazione della direttiva europea relativa ai mercati degli strumenti finanziari (MiFID II), l'Italia ha deciso di introdurre per le imprese di Paesi terzi l'obbligo di stabilire una succursale sul proprio territorio per offrire servizi di gestione patrimoniale a clienti privati in Italia.
Le relazioni con l'Italia costituiscono un fascicolo importante nell'agenda politica del Consiglio federale. In occasione dell'incontro con il Presidente del Consiglio dei ministri italiano Paolo Gentiloni, con il ministro delle finanze e il ministro degli esteri, la presidente della Confederazione Doris Leuthard e i capi del Dipartimento federale delle finanze e del Dipartimento federale degli affari esteri hanno espresso più volte la volontà di proseguire il dialogo e di trovare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti anche in ambito di accesso al mercato transfrontaliero per i servizi finanziari.
2./4. Il Consiglio federale si aspetta che l'Italia continui a rispettare la roadmap firmata, tra l'altro anche in vista di miglioramenti bilaterali nell'ambito dell'accesso al mercato per i servizi finanziari offerti da prestatori svizzeri a clienti privati in Italia.
Risposta del Consiglio federale.