17.3656 · Interpellanza · 2017-09-13
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nella risposta all'interpellanza 17.3105 il Consiglio federale ha affermato che, per ovviare alla mancanza di informazioni affidabili e complete sull'osservanza delle disposizioni in materia di protezione degli animali in occasione delle gare di volo, nel 2015 aveva avviato apposite misure concrete. Alcuni recenti resoconti di indubbia attendibilità, come le comunicazioni della Federazione colombofila svizzera (FCS), la statistica dello Swiss Sand Derby o i rapporti della Protezione svizzera degli animali (PSA) del 2016 e del 2017, parlano di spaventosi tassi di perdita pari al 30-50 per cento dei piccioni di detentori locali impiegati in gare di volo nazionali e internazionali. Questo significherebbe che in meno di tre mesi (tanto dura complessivamente la stagione delle gare) si perdono diverse migliaia di animali.
Dato che per qualsiasi altro impiego di animali un tale numero di perdite sarebbe a giusto titolo immediatamente oggetto di approfonditi accertamenti da parte delle autorità e di tempestive restrizioni o divieti, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Quali risultati sono emersi dagli accertamenti effettuati finora sulle cause delle perdite, presumibilmente molto elevate, di piccioni da gara? Quando saranno disponibili le preannunciate informazioni definitive sull'osservanza delle disposizioni in materia di protezione degli animali in occasione delle gare di volo?
2. Quanti dei piccioni registrati inizialmente vivevano ancora nelle colombaie dei proprietari alla fine delle stagioni 2016 e 2017? Quanti sono stati persi in gara?
3. A quanto ammontano le perdite di piccioni giovani e privi di esperienza negli allenamenti di volo prima della stagione delle gare?
4. Come valuta dal punto di vista della protezione degli animali il trasporto su veicoli di piccioni chiusi in casse per oltre 950 km da Zurigo alla costa orientale dell'Inghilterra, con un tempo di percorrenza di circa 11 ore, e il loro successivo rilascio ai fini della gara per tornare in Svizzera?
5. Con una velocità di volo stimata di circa 60 km/h, nel migliore dei casi i piccioni impiegano almeno 13-15 ore di volo per compiere questa distanza. Ritiene che siano in grado di sostenere uno sforzo del genere? Come viene applicata la ponderazione degli interessi prescritta dalla legge sulla protezione degli animali per queste gare di volo?
6. Se, al contrario di quanto preannunciato, il Consiglio federale non dovesse ancora disporre di informazioni chiare sulla rilevanza in materia di protezione degli animali delle gare con piccioni viaggiatori: è disposto, nell'interesse del benessere degli animali, a emanare almeno un divieto temporaneo per le gare su grandi distanze per la stagione 2018, fino a quando la situazione non sarà chiarita?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Per poter valutare il rispetto del diritto sulla protezione degli animali nell'ambito delle gare di piccioni, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha avviato un sondaggio tra le autorità cantonali d'esecuzione, i cui risultati sono attesi nel corso dell'inverno. Su questa base saranno intrapresi passi eventualmente necessari, ad esempio ulteriori accertamenti.
In riferimento alle cause che provocano la perdita dei piccioni, da un incontro tra l'USAV e la Federazione colombofila svizzera (FCS) è emerso che, secondo la FCS, queste sono riconducibili in primo luogo agli attacchi degli uccelli da preda. Uno studio condotto alla fine degli anni 1990 per le autorità britanniche cita tra le cause maggiori anche il fatto che i piccioni si perdano, si uniscano ad altre popolazioni di piccioni domestici oppure muoiano durante le gare (Report of the UK Raptor Working Group, consultabile su http://jncc.defra.gov.uk/pdf/raptors.pdf). Dallo studio risulta anche che entità e cause delle perdite variano fortemente da regione a regione e, tra le altre cose, anche secondo le popolazioni di uccelli da preda. I risultati sono dunque applicabili alla Svizzera solo con la dovuta attenzione.
2./3. In Svizzera, le gare di piccioni viaggiatori non sono soggette né a notifica né ad autorizzazione. Non vi è nemmeno l'obbligo di registrare i piccioni. Le autorità non dispongono pertanto di informazioni ufficiali sul numero di uccelli persi durante le gare o le esercitazioni.
Secondo i dati della FCS le perdite di uccelli nelle gare della stagione 2017 si sono attestate al 4,9 per cento per gli uccelli giovani e al 5,2 per cento per quelli più anziani. Nelle esercitazioni si è registrato un tasso di perdita del 40 per cento per gli uccelli giovani la cui piccionaia era situata nel raggio di quattro chilometri di distanza da nidi di falchi pellegrini. Stando alle affermazioni della FCS, per il resto, le perdite sono ammontate a percentuali a una cifra.
4. La legislazione sulla protezione degli animali contiene disposizioni dettagliate per il trasporto di animali, che si applicano anche al trasporto di piccioni. Il rispetto di queste disposizioni nella pratica può essere valutato soltanto nei singoli casi. Le prescrizioni riguardano per esempio le dimensioni dei mezzi e dei contenitori di trasporto utilizzati, nonché l'accudimento degli animali durante il trasporto. Per i trasporti all'interno del nostro Paese il tempo di percorrenza massimo è di sei ore (art. 15 cpv. 1 della legge federale del 16 dicembre 2005 sulla protezione degli animali [LPAn; RS 455]; art. 152a cpv. 1 dell'ordinanza del 23 aprile 2008 sulla protezione degli animali [OPAn, RS 455.1]). Nei trasporti internazionali il tempo massimo di percorrenza non viene applicato in ossequio al principio di territorialità (art. 162 cpv. 2 OPAn).
5. Attualmente non vi sono informazioni concrete sul sovraffaticamento dei piccioni nelle gare. Il sondaggio in corso tra le autorità cantonali d'esecuzione (cfr. risposta alla domanda 1) fornirà eventualmente nuove conoscenze.
6. Senza informazioni rilevanti dal punto di vista della protezione degli animali e conoscenze scientifiche consolidate sulle gare di piccioni viaggiatori, anche un divieto temporaneo sarebbe sproporzionato e ingiustificato.
Risposta del Consiglio federale.