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17.3670 · Interpellanza · 2017-09-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Nel Cantone di Vaud, la fondazione MART ha denunciato maltrattamenti intollerabili negli allevamenti di suini. Il Consiglio di Stato ha per finire deciso di adottare misure volte a sanzionare tali pratiche e a migliorare le condizioni di detenzione dei maiali da allevamento. Quanto verificatosi ha rivelato il modo scandaloso in cui trattiamo i maiali che finiscono sui nostri piatti e il pessimo funzionamento dei controlli, considerato che sono stati i ripetuti interventi di un'ONG e non i controlli ufficiali a smascherare queste pratiche illecite.

Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Reputa sufficienti i controlli negli allevamenti, in particolare di suini, nel Cantone di Vaud e in generale?

2. Sarebbe giustificato inasprire le disposizioni federali per rafforzare tali controlli?

3. Per essere efficaci, i controlli non dovrebbero avvenire sempre senza preavviso?

4. Le associazioni di protezione degli animali non dovrebbero essere coinvolte nei controlli per aumentarne la credibilità?

5. I consumatori sono rimasti profondamente sconvolti dalle condizioni di detenzione indegne permesse per i maiali dalle disposizioni federali, persino da quelle riviste. Non sussiste una differenza di trattamento ingiustificabile tra bovini e suini, in particolare per quanto riguarda lo spazio, la sistemazione degli interni e l'accesso ad aree all'aperto?

6. Crede che allevare animali privandoli della luce del giorno e della possibilità di uscire all'aperto, su un suolo sprovvisto di paglia e in uno spazio di circa 1 metro quadrato per capo, a temperature che possono raggiungere valori estremi e con un rumore che può farsi assordante sia rispettoso della loro dignità e del loro benessere ai sensi delle definizioni di cui all'articolo 3 lettere a e b LPAn?

7. È disposto a migliorare ulteriormente le disposizioni della relativa ordinanza per assicurare un allevamento rispettoso dei bisogni di questi animali?

8. Il Cantone di Vaud ha imposto requisiti specifici in materia di formazione degli allevatori di maiali e di presenza sul posto. Requisiti del genere non dovrebbero diventare obbligatori in tutti i Cantoni, su scala federale?

9. Considerate le infrazioni ripetute e le recidive, ritiene che le violazioni delle disposizioni che disciplinano l'allevamento degli animali siano sanzionate in misura sufficiente e in maniera abbastanza dissuasiva?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Situazioni analoghe a quelle scoperte e documentate nel settembre del 2016 negli allevamenti di suini del Cantone di Vaud violano la legge e sono inaccettabili per il Consiglio federale. In questi casi è compito del Cantone avviare le misure che s'impongono, cosa che il Cantone di Vaud ha fatto.

Il sistema di controllo per la protezione degli animali prevede controlli di base e controlli successivi qualora si constatino carenze negli allevamenti di animali da reddito. Su segnalazione di terzi o in caso di sospetto sono inoltre effettuati controlli senza preavviso. L'attuale sistema di controllo funziona bene nel complesso, ma è suscettibile di miglioramenti, peraltro già previsti. Il competente Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria valuterà, in collaborazione con i Cantoni, il contenuto e la portata in particolare dei controlli di base e predisporrà i miglioramenti eventualmente necessari. Con la revisione della legislazione sulla protezione degli animali sono stati creati nel 2008 i presupposti per attuare efficacemente le prescrizioni in materia e controllarne con efficienza il rispetto. Non è necessario un ulteriore inasprimento delle pertinenti disposizioni.

3. Almeno il 10 per cento dei controlli di base deve essere svolto senza preavviso (ordinanza sul coordinamento dei controlli delle aziende agricole; RS 910.15). Il Consiglio federale è disposto a riesaminare i requisiti minimi per i controlli di base a sorpresa. Già oggi solitamente i controlli a seguito di notifiche di terzi o in caso di sospetto e i controlli successivi avvengono senza preavviso.

4. L'organizzazione e lo svolgimento dei controlli per la protezione degli animali competono ai Cantoni, che possono affidare questo compito anche a organizzazioni non governative accreditate, comprese le associazioni di protezione degli animali. I controlli devono essere eseguiti da persone indipendenti e debitamente qualificate, ma sono le autorità cantonali a dovere intervenire qualora si constatino irregolarità. Il Consiglio federale ritiene che in questo modo siano garantite la qualità e la credibilità dei controlli e l'applicazione della legge.

5. Le prescrizioni per la detenzione degli animali vengono emanate tenendo conto delle conoscenze scientifiche e del progresso tecnico, sono più rispettose degli animali di quelle della maggior parte degli altri Paesi e nel complesso più severe di quelle europee. Si ponderano sempre gli interessi degli animali e l'interesse delle aziende a una produzione di carne concorrenziale. Le differenze tra le prescrizioni in materia di protezione degli animali previste per i bovini e i suini non sono dovute a una discriminazione di fondo dei suini, ma alle diverse esigenze delle singole specie. L'ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn; RS 455.1) prevede solo per i bovini tenuti legati la possibilità di uscire all'aperto almeno 90 giorni all'anno. Per i bovini nelle stalle a stabulazione libera non sono prescritte possibilità supplementari di uscita all'aperto. I suini invece non possono assolutamente essere tenuti legati. I programmi per il benessere degli animali per "uscite regolari all'aperto" (URA) e per "sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali" (SSRA) condotti dall'Ufficio federale dell'agricoltura e connessi ai pagamenti diretti valgono anche per i suini e, grazie a questi stessi programmi, il 60 per cento dei suini vive in condizioni migliori rispetto a quelle minime prescritte dall'OPAn.

6./7. Il Consiglio federale ritiene che le prescrizioni vigenti proteggano adeguatamente il benessere e la dignità dei suini. L'OPAn vieta di tenere gli animali costantemente al buio. I suini devono avere la possibilità di soddisfare le loro esigenze comportamentali in qualsiasi momento con paglia, foraggio grezzo o altro materiale equivalente. I locali in cui gli animali soggiornano in prevalenza devono essere illuminati con luce naturale e nei porcili realizzati dopo il 2008 vi deve essere la possibilità di rinfrescarsi in caso di caldo intenso. È inoltre vietato esporre gli animali a rumori eccessivi per un lungo periodo. Il 31 agosto 2018 scade il termine transitorio per adeguare tutti i porcili. Ne conseguono miglioramenti nella detenzione dei suini, che dovranno disporre in particolare di un settore di riposo separato dall'area di foraggiamento e di defecazione.

8. Secondo l'OPAn, chiunque detiene più di tre suini deve possedere un attestato di competenza. I detentori sono inoltre tenuti a controllare, con una frequenza variabile a seconda delle necessità, il benessere degli animali e lo stato delle attrezzature.

9. Il Consiglio federale reputa che le norme penali previste nella legge sulla protezione degli animali (pena detentiva sino a tre anni o pena pecuniaria corrispondente) siano sufficientemente severe. Spetta alle autorità penali cantonali decidere la pena in considerazione della gravità dell'infrazione e delle sofferenze inflitte all'animale.

Risposta del Consiglio federale.