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17.3708 · Mozione · 2017-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 98a della legge federale sulla circolazione stradale (LCStr) in modo che lo scambio di segnalazioni riguardanti la circolazione stradale (presenza di radar, code, pericoli, incidenti, controlli di polizia e sim.) all'interno di gruppi social chiusi (SMS, WhatsAap, Messenger, Facebook, Snapchat, ecc.) non sia più sanzionabile.

Begründung

I messaggi inviati all'interno di gruppi social chiusi tramite SMS, Whatsapp, Facebook, Messenger, Snapchat, ecc. sono limitati a una cerchia ristretta di amici, contrariamente a quelli diffusi pubblicamente su Facebook (gruppi aperti), Instagram, Twitter, ecc., potenzialmente in grado di raggiungere un gran numero di utenti e quindi con carattere pubblico. Come riportato dal giornale gratuito "20 Minuti" il 22 settembre 2017, nella Svizzera orientale sono state comminate multe sproporzionate a persone che si erano scambiate segnalazioni elettroniche, sebbene queste fossero chiaramente al di fuori dell'ambito di pubblica fruibilità dei social media. Le informazioni condivise all'interno del gruppo riguardavano aggiornamenti sulla circolazione stradale, come presenza di radar, code, pericoli, incidenti e controlli di polizia.

Uno Stato che vuole conoscere ciò che si dicono gruppi chiusi, il cui scopo è mettersi in guardia dai rischi quotidiani (incidenti, multe, ecc.) ricorda molto i metodi della Stasi. Conversare tra amici su controlli radar e di polizia rientra nella libertà personale di ogni individuo. Che oggi i giovani si servano di strumenti elettronici per farlo non è un motivo sufficiente per spiarli e punirli. Criminalizzare gruppi e persone che si scambiano suggerimenti senza commettere reato significa dilapidare nel vero senso della parola risorse pubbliche. In giro ci sono abbastanza delinquenti, presunti terroristi, violentatori, parassiti sociali, ecc. che meriterebbero l'attenzione delle autorità. In confronto, perseguire questi gruppi è semplicemente ridicolo. Il Consiglio federale è pertanto invitato a modificare la LCStr in modo che le segnalazioni circoscritte al loro interno non siano più criminalizzate. Se l'unico obiettivo delle autorità fosse la sicurezza sulle strade, simili gruppi andrebbero addirittura incentivati.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

I controlli della circolazione e della velocità, che contribuiscono a garantire la sicurezza sulle strade, non vengono effettuati a tappeto. Rendere noto il luogo in cui si svolgono significa agevolare chi viola impunemente le regole e dargli la possibilità di rispettarle soltanto laddove sono previsti. Le relative segnalazioni hanno quindi conseguenze negative sulla sicurezza stradale.

Inoltre, avvantaggiano in particolare chi alle regole non si attiene. Gran parte degli utenti della strada chiede invece che i comportamenti scorretti vengano individuati e sanzionati, come avviene in uno Stato di diritto. Non bisogna infatti dimenticare che la possibilità di incorrere in un posto di blocco in qualsiasi momento ha anche finalità preventiva e induce a comportarsi correttamente.

L'articolo 98a capoverso 3 della legge sulla circolazione stradale (LCStr; RS 741.01) entrato in vigore il 1° gennaio 2013 vieta soltanto la segnalazione pubblica di controlli ufficiali della circolazione stradale, mentre è consentito trasmettere messaggi non pubblici. La decisione di classificare una segnalazione come pubblica (e quindi non più privata) dipende dal caso concreto, a prescindere dallo status di un gruppo nei social media. Infatti, anche i cosiddetti "gruppi social chiusi" cui fa riferimento l'autore della mozione possono avere carattere pubblico, soprattutto se il numero di iscritti è elevato. La valutazione al riguardo deve rimanere nella discrezionalità dei tribunali. L'articolo 98a LCStr va pertanto mantenuto invariato.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.