17.3745 · Interpellanza · 2017-09-27
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
In Svizzera è dedicata ancora troppo poca attenzione al fenomeno della radicalizzazione di matrice islamica. Soprattutto la collaborazione tra le autorità, l'istruzione degli specialisti nonché la formazione e il perfezionamento delle persone che svolgono un'attività religiosa possono essere migliorate. In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.
1. Ritiene ipotizzabile esigere una registrazione obbligatoria per gli imam e altre persone che svolgono pubblicamente un'attività religiosa in Svizzera?
2. Quali possibilità vede per migliorare la formazione e il perfezionamento delle persone che forniscono assistenza religiosa negli ospedali e nelle carceri?
3. Il Servizio delle attività informative della Confederazione può convocare le persone per un'audizione. Il Consiglio federale ritiene possibile istituire un obbligo legale di presentarsi e rispondere alle domande?
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'introduzione di un obbligo di registrazione concernente soltanto gli imam esporrebbe le comunità musulmane a un sospetto generalizzato e va pertanto respinta. Una tale misura sarebbe inoltre incompatibile con il principio della parità di trattamento sancito dalla Costituzione. Per contro, gli organi di sicurezza della Confederazione e dei Cantoni, in virtù della legge federale del 25 settembre 2015 sulle attività informative (LAIn; RS 121), entrata in vigore il 1° settembre 2017, sono autorizzati a trattare informazioni sugli imam islamisti.
2. Già attualmente le attività di consulenti religiosi all'interno di istituzioni pubbliche quali le carceri e gli ospedali sono subordinate a determinate condizioni, che implicano tra l'altro spesso la presentazione di un attestato relativo a una formazione riconosciuta. Il Piano d'azione nazionale contro la radicalizzazione e l'estremismo violento propone una misura che consiste nell'istituire, nel quadro dell'autonomia delle scuole universitarie, offerte formative e di perfezionamento che permettano anche ai consulenti appartenenti a una comunità religiosa non riconosciuta di assumere funzioni spirituali all'interno delle istituzioni summenzionate. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è inoltre incaricato di allestire un rapporto in adempimento del postulato Ingold 16.3314, "Gli imam moderati sono persone chiave contro la radicalizzazione di giovani musulmani". Il rapporto tratterà da vicino la questione della formazione e del perfezionamento di insegnanti e consulenti religiosi musulmani.
3. In virtù dell'articolo 201 del Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0), il pubblico ministero, un'autorità penale delle contravvenzioni o un'autorità giudicante può citare una persona. Per contro, dall'articolo 23 LAIn non deriva alcun obbligo di partecipazione o di deporre in caso di audizione di terze persone da parte del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). La LAIn, accolta dal 65,5 per cento dei votanti, è il risultato di una ponderazione accurata tra le libertà fondamentali e le preoccupazioni in materia di sicurezza. Poiché la legge è entrata in vigore solo il 1° settembre 2017, prima di esaminare la possibilità di modificarla occorrerà verificarne l'efficacia sul piano pratico. Inoltre, il Consiglio federale presenterà entro fine anno un avamprogetto concernente nuove misure preventive di polizia per la lotta al terrorismo, a complemento delle raccomandazioni e proposte contenute nel Piano d'azione nazionale contro la radicalizzazione e l'estremismo violento. Queste misure mirano a imporre a persone radicalizzate o giudicate pericolose determinati comportamenti sul piano della polizia (obbligo di presentarsi presso un'autorità) o a vietarne altri (p. es. attraverso il divieto di contatto, il divieto di espatrio, l'assegnazione di un luogo di soggiorno e il divieto di accedere a un dato territorio). Se necessario, tali misure possono essere eseguite anche in via coattiva.
Risposta del Consiglio federale.