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17.3775 · Interpellanza · 2017-09-27

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Ogni anno, in Svizzera, si registrano circa 100 000 casi di infezioni ospedaliere, di cui 2000 con esito letale. La maggior parte di esse è causata da batteri multiresistenti del tipo Stafilococcus aureus (MRSA, stafilococco aureo meticillino-resistente). Oltre la metà potrebbe essere evitata applicando in modo sistematico misure d'igiene. Che un aumento delle infezioni da MRSA non sia irreversibile è dimostrato dall'esempio dei Paesi Bassi e dei Paesi scandinavi, dove i casi restano inferiori al 5 per cento. La prassi chiamata "search and destroy" (letteralmente "cerca e distruggi"), adottata dai Paesi Bassi, comprende procedure regolari di screening e misure di isolamento dei pazienti a rischio di infezioni da MRSA - specialmente di quelli provenienti da altre istituzioni (p. es. per lungodegenti) - così come il rigoroso trattamento di quelli già infettati. Questa strategia permette inoltre di realizzare ragguardevoli risparmi. Uno studio condotto nel 2016 in un ospedale del Kennemerland (NL) stima i costi di cura dei pazienti prima dell'introduzione della prassi a 1 388 907 euro (tasso di prevalenza del 50 per cento) e dopo a soli 290 673 euro (tasso di prevalenza del 17,3 per cento) (Souverein et al. 2016 - https://doi.org/10.1371/journal.pone.0148175).

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Perché la Svizzera non adotta il modello collaudato dei Paesi Bassi?

2. Perché al momento del ricovero in ospedale e del trasferimento da un'altra istituzione di cura non si procede in modo sistematico a screening e al loro controllo?

3. In virtù di quale base legale il Consiglio federale potrebbe ordinare queste misure?

4. A quanto ammontano i costi delle infezioni ospedaliere da MRSA che potrebbero essere ridotti con l'adozione rigorosa di misure d'igiene?

5. Nemmeno con i progetti in corso da lungo tempo è stato possibile diminuire in modo significativo il numero delle infezioni da MRSA e abbassare i tassi d'infezione ai livelli dei Paesi Bassi. Per quale motivo?

6. Secondo l'OMS, i casi di sepsi sono in forte aumento. Risulta perciò molto più difficile curare le persone portatrici del MRSA. Come valuta il problema nello specifico e sul piano generale?

7. Come giudica il potenziale di rischio delle infezioni da MRSA e delle antibioticoresistenze?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla lotta contro le infezioni nosocomiali e contro le resistenze agli antibiotici. Entrambi i temi rientrano nelle priorità di politica sanitaria "Sanità2020" del Consiglio federale. In virtù della legge federale sulla lotta contro le malattie trasmissibili all'essere umano (legge sulle epidemie, LEp; RS 818.101), il Consiglio federale ha adottato il 18 novembre 2015 la Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici (StAR, www.star.admin.ch) e il 23 marzo 2016 la Strategia nazionale per la sorveglianza, la prevenzione e la lotta contro le infezioni nosocomiali (Strategia NOSO: www.ufsp.admin.ch > Temi > Strategie & politica > Strategie nazionali della sanità > Strategia contro le infezioni nosocomiali). Dal 2016, entrambe sono in fase di graduale attuazione in collaborazione con i Cantoni e altri partner.

Queste strategie, concretizzate in un pacchetto di misure, sono finalizzate a controllare efficacemente il problema della resistenza agli antibiotici nel suo complesso: le infezioni nosocomiali da stafilococco aureo meticillino-resistente (MRSA) sono infatti solo uno degli aspetti del problema. Gli ospedali svizzeri non hanno atteso l'attuazione delle strategie nazionali per adottare misure simili alla strategia "search and destroy" dei Paesi Bassi. I pazienti considerati a rischio perché potenziali portatori di MRSA sono sistematicamente sottoposti a screening e isolati per evitare che contagino altri pazienti. Queste misure si ripercuotono positivamente sulla proporzione delle infezioni invasive da MRSA, come dimostrano i dati rilevati dal 2004 dal Centro svizzero per la resistenza agli antibiotici (Anresis). In Svizzera, queste infezioni sono nettamente diminuite, passando dal 12,7 per cento (quota di batteri resistenti negli isolati invasivi) nel 2004 al 3,1 per cento nel 2017. Negli Stati dell'UE e dello SEE questa percentuale era scesa in media dal 18,8 per cento nel 2012 al 16,8 per cento nel 2015.

2. La LEp e la pertinente ordinanza di esecuzione (ordinanza sulle epidemie, OEp; RS 818.101.1) prevedono che le istituzioni del settore sanitario adottino misure di prevenzione delle infezioni associate alle cure (IAC). Queste istituzioni devono informare sia i propri impiegati e le persone che operano in queste aziende, sia coloro che vengono a contatto con i pazienti all'interno delle istituzioni sulla prevenzione delle IAC e delle resistenze agli antibiotici. Devono inoltre mettere a disposizione appropriato materiale di prevenzione e informazione sulla prevenzione delle IAC e delle resistenze agli antibiotici, nonché adottare i necessari provvedimenti organizzativi per ridurre il rischio di trasmissione di malattie (art. 29 OEp). In Svizzera, gli ospedali per cure acute compiono il loro dovere adottando le misure necessarie. Dato che queste ultime hanno dimostrato la propria efficacia, il Consiglio federale non ritiene necessario aumentare i controlli.

3. I pazienti portatori di infezioni da MRSA o a rischio sono isolati dagli altri pazienti a titolo volontario. Secondo la LEp, le autorità cantonali possono ordinare l'isolamento delle persone che mettono a rischio la salute della popolazione (artt. 31 e 35 LEp) il che, in questo caso, non sembra necessario, dato che la misura è già applicata in via volontaria. In una situazione particolare, se gli organi esecutivi ordinari non sono in grado di prevenire e di combattere la comparsa e la propagazione di malattie trasmissibili e vi è un rischio elevato di contagio e propagazione, il Consiglio federale può ordinare provvedimenti coercitivi (art. 6 LEp). In considerazione della situazione attuale delle infezioni da MRSA, le condizioni perché il Consiglio federale ordini simili provvedimenti in questo settore non sono riunite.

4. Per la Svizzera non vi sono informazioni specifiche sui costi correlati alle infezioni da MRSA che potrebbero essere evitati.

5. Le misure attualmente adottate hanno consentito una diminuzione della proporzione delle infezioni invasive da MRSA, che è passata dal 12,7 per cento nel 2004 al 3,1 per cento nel 2017 (cfr. prima risposta).

6./7. La frequenza e le cause delle sepsi (gravi infezioni del sangue) non sono repertoriate a livello nazionale, ma secondo Anresis la proporzione delle sepsi da MRSA è in costante diminuzione. Il problema della resistenza agli antibiotici è strettamente monitorato da Anresis dal 2004 grazie al sostegno finanziario della Confederazione.

Risposta del Consiglio federale.