Lexipedia

Resistenze agli antibiotici. Nessuna strategia per lo sviluppo di nuove terapie?

17.3837 · Interpellanza · 2017-09-28

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Le resistenze agli antibiotici stanno diventando sempre più comuni e pericolose. Solamente in Europa muoiono ogni anno 25 000 pazienti perché vengono contagiati da agenti patogeni resistenti agli antibiotici, e il numero è in aumento. Per arginare questa tendenza, bisogna impedire l'insorgenza di nuove resistenze e sviluppare nuove terapie efficaci contro i germi multiresistenti.

Ultimamente si procede molto lentamente, perché le case farmaceutiche si concentrano sullo sviluppo di altri medicamenti. Inoltre l'impiego e lo sviluppo di terapie alternative molto promettenti (p. es. la terapia fagica) viene ostacolato dalle condizioni di ammissione vigenti, che talvolta non sono nemmeno applicabili. È quindi necessario agire.

Sebbene l'attuale programma di ricerca nazionale "Resistenza antimicrobiotica" (PNR 72) includa alcuni progetti per lo sviluppo di nuove terapie, questo obiettivo viene trattato soltanto marginalmente nella Strategia contro le resistenze agli antibiotici in Svizzera (StAR). Bisogna definire priorità di ricerca in questo e in altri campi e incoraggiare gli scambi interdisciplinari.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Non ritiene che lo sviluppo di nuove terapie sia una componente fondamentale della lotta ai germi multiresistenti?

2. Per quali ragioni la StAR non prevede pressoché nessuna misura concreta che possa incoraggiarne o semplificarne lo sviluppo o creare incentivi?

3. Quali misure si possono adottare per raggiungere questi obiettivi?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Per il Consiglio federale non è importante soltanto sviluppare nuove terapie: è fondamentale, altresì, poter disporre anche in futuro di terapie efficaci contro le malattie batteriche dell'essere umano e degli animali. Pertanto, alla fine del 2015 ha adottato la Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici in Svizzera, affidandone l'attuazione al DFI. Quest'ultima avviene in stretta collaborazione tra l'Ufficio federale della sanità pubblica, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, l'Ufficio federale dell'agricoltura e l'Ufficio federale dell'ambiente. In tal modo si intende combattere le resistenze agli antibiotici, assicurando al contempo l'efficacia a lungo termine degli antibiotici per preservare la salute delle persone e degli animali.

La strategia si basa su un approccio One-Health, concordato internazionalmente e caratterizzato da diversi elementi centrali (sorveglianza a 360 gradi, prevenzione, impiego corretto degli antibiotici, ecc.). In sintonia con il Piano d'azione globale dell'OMS, il Consiglio federale ritiene estremamente importante non soltanto fare affidamento sullo sviluppo di nuovi antibiotici e terapie, bensì anche migliorare costantemente le possibilità di prevenzione e di cura dei germi patogeni resistenti. Per questo, nel quadro dell'attuazione della strategia, vanno tra l'altro promosse le vaccinazioni, elaborate direttive per la prescrizione di antibiotici destinate ai medici, allestiti programmi di stewardship per un impiego adeguato degli antibiotici negli ospedali e informati i pazienti sull'uso corretto di questi medicamenti.

2. Nella lotta contro l'aumento delle resistenze agli antibiotici, altrettanto importanti sono le nuove possibilità di prevenzione (p. es. vaccini), di diagnosi (nuovi test rapidi) e terapeutiche (p. es. nuove sostanze antimicrobiche). La strategia punta quindi sia sulla forza innovativa delle aziende che operano in questo settore sia su misure mirate da parte dello Stato. Queste ultime includono ad esempio la promozione della ricerca nel quadro del programma nazionale di ricerca menzionato dall'autrice dell'interpellanza e la cooperazione internazionale (p. es. Orizzonte 2020). Effettivamente la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici costituiscono una sfida a livello mondiale. Pertanto, la Svizzera ha recentemente prolungato di altri due anni il suo contributo di sostegno alla Global Antibiotic Research and Development Partnership (GARDP). Questa iniziativa congiunta dell'OMS e della Drugs for Neglected Diseases initiative (DNDi) punta a livello globale a sviluppare nuovi antibiotici o a riprendere la ricerca sulle sostanze con effetto antibiotico già sviluppate ma non ancora pronte per essere messe in commercio. Nel quadro del Programma nazionale di ricerca "Resistenza antimicrobica" (PNR72), la Svizzera partecipa attivamente anche all'iniziativa di ricerca internazionale Joint International Programming Initiative on AMR (JPIAMR). Inoltre, dal luglio del 2017 è attiva nel nostro Paese una fondazione, la Swiss Entrepreneurs Foundation, dotata di un capitale di 500 milioni di franchi provenienti da diversi partner dell'industria privata, che ha lo scopo di fornire sostegno alle start-up per lo sviluppo di nuovi prodotti (p. es. antibiotici) fino alla loro immissione sul mercato.

3. Negli ultimi anni lo sviluppo di nuovi antibiotici ha subito una battuta d'arresto, in parte anche a causa - a quanto si afferma - del fallimento dell'economia di mercato. Il Consiglio federale è consapevole di questo problema. I nuovi antibiotici sviluppati di recente vengono classificati come antibiotici di riserva per non rischiare che, se impiegati su larga scala, la loro efficacia si riduca in tempi relativamente rapidi. Questi nuovi farmaci sono quindi utilizzati in modo circoscritto. Gli approcci risolutivi per la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici vanno ricercati a livello mondiale congiuntamente tra i diversi governi, le organizzazioni internazionali e gli attori dell'industria farmaceutica. La Svizzera si è più volte impegnata attivamente a livello internazionale nella discussione su possibili misure da adottare per superare questo fallimento dell'economia di mercato. Ad esempio al World Economic Forum di Davos di quest'anno, ha organizzato con la Germania e i Paesi Bassi una tavola rotonda a livello ministeriale cui hanno partecipato diversi Paesi, rappresentanti dell'industria farmaceutica, di fondazioni private e di organizzazioni non governative, allo scopo di promuovere un dialogo globale volto a creare incentivi per lo sviluppo di antibiotici.

Riguardo allo sviluppo di terapie alternative, il Consiglio federale ritiene che le normative vigenti (p. es. le disposizioni sull'omologazione) siano sufficienti. Inoltre, le forme di terapia che non provocano resistenze agli antibiotici non sono soggette agli stessi fenomeni di fallimento dell'economia di mercato, come avviene per i nuovi antibiotici. Per quanto concerne la ricerca di terapie alternative, come la terapia fagica, il Consiglio federale reputa sufficienti gli attuali strumenti di promozione della ricerca a livello nazionale e internazionale, quali il PNR72 o il programma di ricerca europeo Orizzonte 2020. Lo scopo di quest'ultimo è, tra l'altro, di promuovere idee innovative di ricerca da realizzare in prodotti e prestazioni commercializzabili. Esso copre perciò quasi tutta la catena di creazione di valore, dalla ricerca fondamentale a quella applicata, fino allo sviluppo tecnologico. Dall'inizio del 2017, la Svizzera è di nuovo pienamente associata al programma Orizzonte 2020 e i ricercatori nonché le PMI possono candidarsi per partecipare ai progetti.

Risposta del Consiglio federale.