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Chiusura di un tratto autostradale ai veicoli a motore almeno una domenica all'anno

17.3885 · Mozione · 2017-09-29

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a organizzare la chiusura ai veicoli a motore di un tratto autostradale fra due agglomerati, almeno una domenica all'anno, in collaborazione con gli operatori economici.

Begründung

La chiusura delle strade al traffico motorizzato nelle giornate domenicali vanta una lunga tradizione in Svizzera: la prima risale infatti al 1936, decisa in segno di protesta contro il rialzo dei prezzi della benzina decretato dalla Confederazione. Raccontava allora il giornale "Der Bund": "Che delizia passeggiare sulle ampie carreggiate incorniciate da campi di grano che ondeggiano al vento e, cosa oggi tanto rara, respirare e assaporare nel silenzio l'aria pura fino alla calma ora della sera. Ovunque si dà voce al medesimo auspicio: che questa meravigliosa domenica possa ripetersi!".

Seguirono fino ad anni Sessanta inoltrati numerose domeniche di questo tipo, come reazione alle crisi di approvvigionamento dei carburanti che si verificarono in Svizzera. Ma furono le tre domeniche senza auto del 1973, decise da un decreto federale per fare fronte al contingentamento dovuto al primo choc petrolifero, a far breccia nell'opinione pubblica. Fu allora che cominciarono a spuntare punti di sosta per picnic sull'autostrada fra Ginevra e Losanna. L'esperienza unica del 1973, realizzata su scala nazionale, ha via via ceduto il passo a iniziative locali, come i popolari "slow up", che vedono la partecipazione di numerosi operatori economici. Con il successo di cui godono, questi eventi potrebbero avere una portata e un effetto promozionale ancora maggiore se si svolgessero sull'autostrada.

Oggi non si tratta più di reagire alle impennate del prezzo del petrolio, ma al riscaldamento globale, la cui rapida diffusione impone risposte urgenti. I trasporti sono responsabili di circa un terzo delle emissioni di gas serra e sono l'unico settore a non avere rispettato gli obiettivi intermedi di contenimento, superando del 4 per cento il livello del 1990.

Chiudendo un tratto autostradale al traffico motorizzato, la Confederazione prenderebbe una chiara posizione a favore dei mezzi di trasporto rispettosi della sanità pubblica e dell'ambiente e offrirebbe agli operatori economici patrocinanti una vetrina privilegiata.

La presente mozione si inserisce nel progetto "engage.ch" che mira a coinvolgere i giovani nella vita politica. Questa stessa idea è stata formulata originariamente proprio da loro e ora viene tradotta in linguaggio parlamentare.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Le strade nazionali sono i collegamenti stradali di maggiore rilevanza per l'intero territorio elvetico e costituiscono un tassello significativo del nostro sistema dei trasporti. La loro efficienza, sicurezza e sostenibilità è pertanto di notevole importanza per l'economia del Paese. Pur rappresentando solo il 2,5 per cento circa dell'intera rete stradale, nel 2015 hanno registrato quasi il 42 per cento di tutti i chilometri percorsi. Ancora più marcata è la loro rilevanza per il traffico merci pesante su gomma (circa il 69 per cento). Una crescita costante e significativa della mobilità si prevede anche per il futuro.

Le strade nazionali, sulle quali converge gran parte del traffico motorizzato, concorrono sensibilmente a decongestionare la rete stradale subordinata, fluidificano la viabilità rendendola più sicura e contribuiscono nel contempo alla tutela dell'ambiente.

Chiudere alla circolazione almeno una domenica all'anno una di queste importanti arterie tra due agglomerati, come proposto dall'autore della mozione, inciderebbe pertanto negativamente su ambiente e sicurezza. Il traffico si riverserebbe sulle strade comunali e cantonali con conseguenti code e disagi. Inoltre lo spostamento verso itinerari alternativi della rete secondaria esporrebbe a rischi maggiori gli utenti della strada più vulnerabili. Senza parlare delle ricadute negative su turismo, strutture ricettive ecc.

Il Consiglio federale accoglie con favore il progetto "engage.ch", respingendo tuttavia la richiesta avanzata nella mozione. Ritiene infatti che la politica svizzera dei trasporti vada impostata in modo da ridurre al minimo sul lungo periodo gli impatti negativi sulla mobilità e sostiene la necessità di puntare su misure che consentano di ricavare per l'intero sistema viario il massimo dei benefici con oneri ragionevoli.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.