17.3899 · Interpellanza · 2017-09-29
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Admeira, società di commercializzazione pubblicitaria nata quasi due anni fa dall'unione di SRG, Ringier e Swisscom in una joint venture, ha da poco creato una filiale denominata Adtelier, che secondo un comunicato stampa di Admeira ha l'obiettivo di fornire servizi di "native advertising", "storytelling" e "content marketing" ai committenti di pubblicità. Ora, attraverso la joint venture comprendente la SSR i clienti potranno non solo commissionare spot pubblicitari, ma anche far produrre pubbliredazionali e film pubblicitari. Le informazioni sono elaborate in modo che i contenuti non vengano percepiti come messaggi pubblicitari. Stando ai media, sui canali SSR in Romandia si lavora già alla diffusione di pubblicità mirata. Con questa nuova offerta commerciale la SSR penetra nuovi mercati e si situa in una zona grigia tra il suo ruolo di fornitore del servizio universale indipendente e quello di veicolo di messaggi pubblicitari celati.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il fatto che la SSR stia ampliando le sue offerte commerciali entrando sempre di più in concorrenza con i media privati è conciliabile con il mandato di servizio pubblico?
2. Cosa intraprende l'autorità di vigilanza per impedire la mescolanza di contenuti informativi e messaggi pubblicitari nell'ambito delle trasmissioni della SSR?
3. La legislazione vigente conferisce al Consiglio federale la facoltà di impedire che, in ambito pubblicitario, la SSR in futuro ci metta nuovamente di fronte al fatto compiuto, come è avvenuto con la creazione di nuove piattaforme pubblicitarie?
4. È disposto a tenere conto di queste considerazioni ai fini della decisione relativa alla nuova concessione?
Stellungnahme des Bundesrates
La partecipazione della SSR ad Admeira è un'attività che non rientra nel mandato di servizio pubblico e non beneficia dei proventi del canone. La SSR ritiene tale partecipazione economicamente necessaria. Il finanziamento dell'azienda dipende infatti per un quarto circa dagli introiti commerciali. Secondo le previsioni, nell'ambito della televisione lineare le entrate pubblicitarie tenderanno a calare, per spostarsi nel settore on line.
Il 14 dicembre 2015 la Commissione della concorrenza (COMCO) ha approvato l'unione tra Swisscom, Ringier e SSR, non ritenendo che questa potesse costituire un ostacolo a una concorrenza efficace. La partecipazione della SSR è stata esaminata anche dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), che l'ha accettata senza condizioni. Tale decisione è però stata impugnata e non è ancora passata in giudicato.
Attiva su vari media, Admeira propone i suoi servizi di commercializzazione in tutti gli ambiti mediatici. La sua scelta di offrire anche forme pubblicitarie come il "content marketing", il "native advertising" e lo "storytelling" è di natura imprenditoriale. Proprio il "native advertising" era già in uso, ben prima della creazione di Admeira da parte di Swisscom, Ringier e SSR, sui media cartacei e online cui ora Admeira offre i propri servizi di commercializzazione. In base alla concessione, la SSR non è attualmente autorizzata a diffondere pubblicità mirata (targeted advertising) in televisione; in Romandia è attualmente in corso un esperimento pilota sul canale dell'emittente francese TF 1./3. Né la partecipazione della SSR a un'impresa di commercializzazione né la creazione di nuove piattaforme pubblicitarie come Admeira rientrano nelle attività previste nella concessione, sono bensì attività disciplinate all'articolo 29 della legge sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40). In linea di principio, per tali attività non definite nella concessione la SSR può, come qualsiasi impresa privata, appellarsi alla libertà economica garantitale dalla Costituzione. Deve però notificarle, e il DATEC può imporre oneri o emanare divieti qualora queste limitino considerevolmente il margine di sviluppo di altre imprese mediatiche.
La creazione di eventuali nuove piattaforme cui parteciperebbe anche la SSR dovrebbe essere giudicata sulla base del vigente diritto in materia di concorrenza, oppure riesaminata nell'ambito di un procedimento di vigilanza conformemente all'articolo 29 LRTV.
2. La LRTV e la relativa ordinanza (ORTV; 784.401) contengono prescrizioni dettagliate in materia di pubblicità alla radio e alla televisione. Sia nei programmi radiofonici che in quelli televisivi è vietato mescolare pubblicità e programmi redazionali. Qualora le nuove forme pubblicitarie come il "content marketing", il "native advertising" e lo "storytelling" dovessero essere utilizzate nei programmi della SSR, spetterebbe all'autorità di vigilanza giudicare la conciliabilità di tale pratica con le attuali prescrizioni in materia di pubblicità e in particolare con l'obbligo di separare pubblicità e programmi redazionali.
4. Le attività che non rientrano nella concessione sono disciplinate all'articolo 29 LRTV e non dalla concessione stessa, che si limita a regolamentare il mandato di servizio pubblico. Tale disposizione sarà valutata nell'ambito dei lavori per l'elaborazione della nuova legge sui media elettronici.
Risposta del Consiglio federale.