17.3936 · Postulato · 2017-09-29
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il lavoro a tempo parziale guadagna sempre più terreno in Svizzera. L'ultimo controllo dell'Ufficio federale di statistica indica che, nell'ultimo decennio, il numero di persone attive a tasso d'occupazione ridotto è aumentato tre volte più rapidamente rispetto a quello dei lavoratori a tempo pieno. Come conseguenza, a livello europeo la Svizzera figura al secondo posto, dietro ai Paesi Bassi, tra gli Stati con il maggior numero di lavoratori impiegati a un tasso inferiore al 90 per cento. Nei Paesi Bassi, una legge accorda addirittura ai cittadini il diritto di chiedere il tempo parziale. Questo tipo di contratto non riguarda solo i lavori precari, ma si applica anche ai più alti livelli gerarchici. Capita spesso che il direttore di un dipartimento universitario o il responsabile finanziario di un'impresa lavori solo quattro giorni alla settimana. In Svizzera la situazione è diversa: il lavoro a tempo parziale non permette di accedere facilmente a funzioni di responsabilità. Troppo spesso i dipendenti temono che una riduzione dell'orario di lavoro possa avere un impatto negativo sulla loro carriera e che potrebbero essere considerati poco motivati. Il lavoro a tempo parziale può pertanto ostacolare la carriera se le funzioni direttive sono legate a impieghi a tempo pieno. Il lavoro ripartito (job sharing) potrebbe diventare una valida alternativa. Introdotto negli Stati Uniti negli anni 1980, consiste nella condivisione di un'attività lavorativa a tempo pieno e della relativa responsabilità tra varie persone. Tale soluzione permetterebbe ad esempio a un genitore di conciliare i propri obblighi familiari con un impiego a tempo parziale o a un lavoratore più anziano di ridurre il proprio tempo di lavoro rimanendo nell'azienda e trasmettendo il proprio sapere ai più giovani. La produttività nelle imprese aumenterebbe e la sostituzione verrebbe agevolata, garantendo la continuità del lavoro. Il lavoro ripartito non è finora definito per legge in Svizzera.
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le modalità legali necessarie all'attuazione del lavoro ripartito in Svizzera.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale si è già espresso in merito al lavoro parziale e ripartito nel parere sul postulato Marchand-Balet 17.3307, "Promuovere il job sharing", in cui ha innanzitutto segnalato gli sviluppi incoraggianti in materia riscontrabili nel mercato del lavoro svizzero. Ha poi sottolineato il suo impegno volto a migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia nonché la priorità politica del tema, che costituisce uno dei quattro campi d'azione dell'iniziativa sul personale qualificato. Non ha tuttavia considerato opportuno redigere un rapporto sul lavoro ripartito e ha proposto di respingere il postulato.
È in primo luogo compito dell'economia privata creare e realizzare condizioni di lavoro ottimali, anche a tutela della famiglia o dei lavoratori d'età più avanzata. Non tutti i modelli di lavoro flessibili sono ugualmente adeguati per tutti i lavoratori e tutte le imprese. Il lavoro ripartito rappresenta una possibilità interessante che può essere impiegata in determinati casi, mentre in altri appaiono opportune altre forme di lavoro flessibile. I partner sociali sono pertanto nella posizione migliore per sviluppare le condizioni quadro idonee ai fini di una ripartizione del lavoro che tenga conto delle particolarità della singola categoria o impresa. Non è per contro necessario adeguare la legislazione. Occorre inoltre considerare che la digitalizzazione dell'economia ha portato allo sviluppo di nuove forme di lavoro flessibile.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.