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17.3951 · Interpellanza · 2017-09-29

Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione

Liquidato

Wortlaut

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha confermato di aver aperto nel 2013 un procedimento penale contro Rifaat Al-Assad per crimini di guerra; il procedimento è stato aperto sulla base del principio della giurisdizione universale, che obbliga la Svizzera a perseguire le persone sospettate di aver commesso crimini internazionali presenti nel nostro territorio.

Il Consiglio federale ribadisce regolarmente la centralità della lotta all'impunità nella sua politica estera e penale. In un'intervista concessa a "La Liberté" nel 2012, il MPC ha dichiarato: "Dal 1° gennaio 2011 disponiamo di una base legale che afferma chiaramente che il MPC è competente per la lotta contro il genocidio, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra - tutti reati imprescrittibili - e che ciò obbliga il MPC a perseguire le persone sospettate presenti nel territorio svizzero, anche se solo di passaggio."

Nelle sue risposte alle interpellanze 11.4168, 14.3283, 15.3362 e 16.3745, l'Autorità di vigilanza sul MPC ha confermato più volte che gli strumenti a disposizione del MPC in materia di crimini internazionali sono sufficienti. Nel suo rapporto di gestione del 2016, il MPC ha anche affermato: "Nell'ambito dell'attuazione della strategia 2016-2019 è stato deciso segnatamente che l'ambito Diritto penale internazionale ha un'importanza strategica."

Tuttavia, fino ad oggi, dalla creazione del relativo centro di competenza (CCV, poi RV) per nessun procedimento in materia di crimini internazionali si è fatto ricorso al Tribunale penale federale.

La Svezia, ad esempio, che si è dotata di un'unità composta da otto procuratori a tempo pieno responsabili dei casi di diritto penale internazionale, ha già concluso una decina di procedimenti di questo tipo.

Domande:

1. Sulla base dei recenti sviluppi, l'Autorità di vigilanza sul MPC conferma che gli strumenti disponibili sono sufficienti per il perseguimento delle persone sospettate di aver commesso crimini di guerra?

2. Come spiega le critiche continue da parte delle associazioni e degli avvocati delle parti civili e le rivelazioni della stampa in materia?

3. Di quanto tempo dispone, in percentuale, la divisione RV per i casi di crimine internazionale rispetto ai casi di assistenza giudiziaria?

4. Si prevede di discutere la possibilità di rendere autonoma un'unità del CCV affinché tali casi siano gestiti con il tempo, la specializzazione e le risorse necessarie?

Antrag des Bundesrates

Risposta dell’Autorità di vigilanza

Stellungnahme des Bundesrates

1. In primo luogo si ricorda che l'articolo 7 della Legge sul Parlamento (LParl), che disciplina i diritti d'informazione dei parlamentari, concerne solo informazioni del Consiglio federale o dell'Amministrazione federale, mentre non è applicabile alle richieste di informazione rivolte ai Tribunali federali e al MPC e/o all'AV-MPC (von Wyss, in: Commento alla Legge sul Parlamento, n. 19 sull'articolo 7 LParl), in quanto le relazioni tra l'Assemblea federale e l'AV-MPC sono regolamentate dall'articolo 162 LParl. Di conseguenza, per le richieste di informazioni rivolte all'AV-MPC si tiene conto esclusivamente dei diritti di informazione delle Commissioni.

In secondo luogo va sottolineato che, ai sensi dell'articolo 26 capoverso 4 LParl, il controllo di merito delle decisioni giudiziarie e delle decisioni del MPC non è soggetto alla (Alta) Vigilanza parlamentare. Questa norma serve tra l'altro a proteggere i Tribunali federali e il MPC dalle influenze politiche sui loro processi decisionali.

Con l'applicazione dello Statuto di Roma la competenza per il perseguimento penale di genocidi, crimini contro l'umanità e crimini di guerra è stata attribuita al MPC. L'ambito Diritto penale internazionale è stato introdotto nel 2012 e dal 2016 è annesso alla Divisione Assistenza giudiziaria, diritto penale internazionale (RV). La Divisione RV è composta da 18,5 collaboratori a tempo pieno: sei procuratori, cinque assistenti procuratori, 1,5 praticanti e cinque assistenti di procedimento. Tra questi, tre procuratori e un assistente procuratore sono specializzati segnatamente nel campo del diritto penale internazionale.

Dal 2011 il MPC ha trattato oltre quaranta casi. I procedimenti si sono conclusi nella maggior parte dei casi con un non luogo a procedere o con l'abbandono del procedimento; fino ad oggi non per nessun procedimento si è fatto ricorso al Tribunale penale federale. Al momento attuale ci sono 19 procedimenti pendenti. Le possibilità di perseguimento penale sono limitate e dipendono strettamente dalla disponibilità degli Stati coinvolti a cooperare. I luoghi dei reati si trovano sempre all'estero, interessano molti Paesi, regioni e culture e le vittime e i testimoni soggiornano anch'essi all'estero; i reati in questione sono imprescrittibili, cosicché le indagini devono riguardare in parte anche casi avvenuti molto tempo addietro. Particolarmente serio è il problema della conciliabilità delle deposizioni raccolte in forma privata o rilasciate all'estero con il diritto processuale svizzero e quindi dell'utilizzabilità di tali dichiarazioni nel contesto di un processo penale svizzero.

Il MPC si confronta in maniera molto approfondita con le particolari esigenze che si manifestano nell'ambito del diritto penale internazionale. In maggio 2017 ha avviato un'analisi strategica dei crimini del diritto penale internazionale e in gennaio 2018 ha posto in vigore il suo regolamento sull'organizzazione interna della Divisione RV - un processo che è ancora lontano dal concludersi, in quanto in una prima fase si è dovuto procedere alla raccolta dei dati relativi alla situazione attuale, alla definizione degli sviluppi da perseguire e infine all'elaborazione delle misure necessarie per l'attuazione del progetto. Dal canto suo, l'AV-MPC ha sottoposto la Divisione RV del MPC a una particolare ispezione, i cui lavori non si sono a tutt'oggi ancora conclusi. I risultati conclusivi dell'ispezione saranno esposti in forma riassuntiva nel Rapporto d'attività 2018 dell'AV-MPC.

Al momento attuale, l'AV-MPC continua a ritenere che gli strumenti messi in campo dal MPC nell'ambito del diritto penale internazionale siano sufficienti per un corretto adempimento dei compiti affidatigli. Tuttavia, dato che il MPC deve occuparsi anche di altri ambiti criminali (ad esempio nel campo del terrorismo, della protezione dello Stato o della criminalità economica) quante risorse debbano essere impiegate nei singoli ambiti è, in ultima analisi, un problema che riguarda le priorità strategiche del Procuratore generale della Confederazione.

I confronti diretti tra Paesi sono solo in parte possibili a causa dei diversi sistemi giuridici e della diversa organizzazione delle autorità.

2. È nella natura delle cose che i vari soggetti coinvolti nei procedimenti ne giudichino in parte l'andamento in modo diverso. Se in un procedimento in corso vengono avanzate delle critiche mediante ricorso, il MPC esprime il suo parere all'attenzione del Tribunale competente. Non esiste d'altronde alcun'altra possibilità, al di fuori dei rimedi giuridici previsti dalla legge, di prendere posizione rispetto alle obiezioni dei diretti interessati o alle notizie pubblicate in merito dai media.

3./4. Come esposto nel suo Rapporto d'attività 2016 il MPC si è dato, al 1° febbraio 2016, una nuova organizzazione anche negli ambiti dell'assistenza giudiziaria e del diritto penale internazionale, creando la Divisione RV, i cui collaboratori vengono impiegati in entrambi gli ambiti a seconda delle esigenze e del carico di lavoro (cfr. il parere dell'AV-MPC sull'interpellanza 16.3745); nello specifico, i procuratori particolarmente specializzati in Diritto penale internazionale vengono impiegati soprattutto in questo ambito penale.

Risposta dell’Autorità di vigilanza