17.3954 · Interpellanza · 2017-09-29
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In relazione alle manomissioni sugli impianti di scarico sinora note operate dall'industria automobilistica sui veicoli diesel, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Su quali singole marche e modelli di veicoli venduti in Svizzera sono state constatate manipolazioni?
2. Chi esegue in Svizzera i controlli "ufficiali" dei veicoli manipolati e quali sono gli esiti precisi suddivisi per marche e modelli di veicoli?
3. Stando a quanto appreso, in Svizzera si è proceduto unicamente a cosiddetti aggiornamenti dei software dei veicoli manipolati, senza effettuare modifiche tecniche. Quali marche hanno eseguito questi aggiornamenti e quali no?
4. Quali miglioramenti, per marca e tipo di veicolo, sono in grado di apportare in dettaglio i software sul piano dei valori di emissione? Il Consiglio federale li reputa sufficienti o ritiene necessari anche interventi tecnici?
5. I limiti previsti dalla legge sono stati violati a piacimento e consapevolmente, per lo meno dalle case automobilistiche. Come giudica il Consiglio federale questo comportamento e come intende procedere nei loro confronti?
6. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per evitare simili manomissioni in futuro?
7. Quali conclusioni trae il Consiglio federale dalle manomissioni sinora rese note?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le manipolazioni agli impianti di scarico sono state riscontrate su veicoli del Gruppo Volkswagen, che riunisce i marchi Volkswagen, Audi, Skoda, Seat e Porsche, in particolare nei modelli equipaggiati con motori da 1,2, 1,6 e 2 litri della famiglia "EA 189" e sulla Porsche Cayenne dotata di propulsore diesel da 3 litri.
2. In Svizzera non vengono effettuati controlli ufficiali: la competenza per le rilevazioni formali e l'avvio di campagne di richiamo spetta all'autorità che ha rilasciato l'omologazione CE, la stessa che sovrintende e risponde per le verifiche dei correttivi apportati dai costruttori. I risultati dei controlli non sono pubblici e non sono pertanto nella disponibilità del Consiglio federale.
3./4. Sono stati effettuati aggiornamenti ai software di tutti i veicoli di cui alla risposta 1. Determinate serie, equipaggiate con motore da 1,6 litri, hanno richiesto anche un adeguamento di tipo tecnico. Con le modifiche effettuate, tutti i modelli rientrano ora nei limiti fissati dalla legge per le emissioni allo scarico.
5. Il Consiglio federale comprende il malcontento diffuso fra i possessori dei veicoli interessati dalle manomissioni; si aspetta pertanto che costruttori e importatori facciano di tutto per rimediare alle conseguenze il prima possibile e trarre dall'accaduto l'insegnamento necessario.
L'Ufficio federale delle strade (USTRA) ha disposto il blocco delle immatricolazioni per i veicoli manipolati che ancora non hanno ottenuto l'ammissione alla circolazione in Svizzera; il provvedimento non riguarda i veicoli già immatricolati nel nostro Paese, che possono continuare a circolare, ma devono essere messi a norma. Dopo la sentenza del Tribunale penale federale del 30 novembre 2016 il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto un'inchiesta nei confronti degli importatori svizzeri di veicoli manipolati. Il giudizio penale è di competenza dei tribunali.
6. L'inasprimento dal 1° settembre 2017 delle prescrizioni sui gas di scarico prevede l'obbligo, nell'ambito della procedura di omologazione, di misurare i valori limite in un ciclo di test più severo e anche su strada, in condizioni reali (Real Driving Emissions) e promette un netto miglioramento della situazione.
7. Parallelamente all'evoluzione delle prescrizioni tecniche occorre perfezionare il monitoraggio del mercato. La UE sta rielaborando le normative che dovrebbero sostituire la direttiva quadro 2007/46/CE attualmente in vigore e contenere disposizioni al riguardo. È intenzione del Consiglio federale recepire tali disposizioni nel diritto svizzero.
Risposta del Consiglio federale.