17.3957 · Mozione · 2017-09-29
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 34a dell'ordinanza sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS) e le altre basi legali eventualmente interessate in modo che i contribuenti ricevano un sollecito gratuito prima di vedersi addossare una tassa di diffida.
Begründung
Secondo l'articolo 34a OAVS, le persone che non pagano i contributi ai quali sono tenute o non consegnano il conteggio relativo ai contributi paritari entro i termini prescritti devono essere immediatamente diffidate per scritto dalla cassa di compensazione. Con la diffida è addossata all'interessato una tassa da 20 a 200 franchi (art. 34a cpv. 2 OAVS). Nella diffida si fa inoltre (gentilmente) presente che in caso di mancato rispetto della nuova scadenza sarà avviata la procedura d'esecuzione. Nessuno discute che i contributi vadano versati entro i termini, ma la disposizione citata e la prassi corrente non tengono minimamente conto delle esigenze degli utenti. Può infatti capitare che la fattura della cassa di compensazione non pervenga al contribuente e che questi non abbia alcuna possibilità di provarlo. Come può capitare che anche il contribuente più diligente e meglio organizzato per una volta si lasci sfuggire una fattura. Per i contribuenti, dover pagare una tassa dai 20 ai 200 franchi senza aver prima ricevuto una diffida gratuita è spiacevole e sintomo di una cultura gerarchica ormai fuori dal tempo. Sarebbe quindi opportuno, prima di addossare loro una tassa, poter sollecitare gratuitamente gli inadempienti a versare a breve scadenza il dovuto con l'avvertenza che una seconda diffida comporterebbe una tassa. Una procedura di questo tipo testimonierebbe rispetto e fiducia nei confronti dei contribuenti e non comporterebbe per le casse di compensazione né oneri sproporzionati né perdite.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'AVS è finanziata secondo il principio della ripartizione: gli impegni correnti vengono pagati tramite le entrate correnti. Dato che le prestazioni dell'AVS sono finanziate principalmente con i contributi degli assicurati e dei datori di lavoro, per l'assicurazione è indispensabile che i contributi siano versati puntualmente. L'obbligo del datore di lavoro di pagarli e conteggiarli è un compito di diritto pubblico il cui mancato adempimento costituisce un'inosservanza di prescrizioni legali. La riscossione dei contributi da parte dell'AVS si basa su regole rigide, il che in definitiva è nell'interesse della collettività degli assicurati.
Per i datori di lavoro tenuti a pagare i contributi, nonché per gli indipendenti e le persone senza attività lucrativa il versamento dei contributi all'AVS è una procedura regolare, standardizzata e pianificabile. I contributi d'acconto da versare periodicamente sono noti con molto anticipo. Oggigiorno i contributi sono pagati di regola per via elettronica, il che permette di programmare le scadenze da rispettare ed evitare ritardi. La stragrande maggioranza dei contribuenti adempie dunque i propri obblighi di conteggio e pagamento entro i termini prescritti dalla legge.
Per le casse di compensazione la riscossione dei contributi AVS è un'attività di massa, che si basa su regolamentazioni legali note ai contribuenti. Le diffide emesse nel corso di questa procedura sono inviate perlopiù automaticamente una volta scaduti i termini previsti. Le tasse addebitate con la diffida sono quindi tese a garantire il rispetto dei termini legali e rappresentano una controprestazione per gli oneri cagionati alle casse di compensazione. Se si rinunciasse a prelevare queste tasse, occorrerebbe compensare questi oneri tramite i contributi generali alle spese d'amministrazione. In altre parole, sarebbero gli utenti che pagano e conteggiano correttamente i contributi a dover rispondere per gli inadempienti. In questo contesto, il modo di procedere delle casse di compensazione non è sproporzionato: se un contribuente si oppone alla diffida (e alla relativa tassa), verificano le circostanze concrete. Se emerge che la diffida è stata inviata a torto o se l'utente riceve per la prima volta una diffida soggetta a tassa, di regola la cassa di compensazione rinuncia alla sua riscossione. L'introduzione generalizzata di un sollecito gratuito prima della diffida significherebbe rimandare l'incasso dei contributi, il che, considerato l'elevato volume dei contributi di AVS/AI/IPG e AD, avrebbe conseguenze sensibili per il finanziamento delle assicurazioni. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno rinunciare alla tassa di diffida in caso di ritardo nel pagamento e conteggio dei contributi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.