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17.3960 · Mozione · 2017-09-29

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un atto normativo che vieti o limiti la riscossione di un supplemento in caso di pagamento con carta di credito da parte di privati. Tale divieto va applicato in particolare al settore delle linee aere.

Begründung

Conformemente alle direttive degli istituti di emissione delle carte di credito, dal 1° agosto 2015 la riscossione di un supplemento (surcharge) in caso di pagamenti con carte di credito non è più ammessa. Ciononostante Swiss, ad esempio, continua a esigere un supplemento fino a 30 franchi. Una conciliazione della Commissione della concorrenza (COMCO) prevede la riduzione della commissione interbancaria media riscossa dagli istituti emittenti dagli operatori commerciali tramite le imprese che offrono servizi di accettazione delle carte di credito allo 0,44 per cento. Otto anni fa questo valore era ancora dell'1,29 per cento. I rivenditori in rete Digitec e Microspot, specializzati nell'elettronica d'intrattenimento, hanno eliminato le commissioni per pagamenti con carta di credito già nel maggio 2015, mettendo in tal modo sotto pressione tutti rivenditori in rete. La Swiss rimane imperturbata da tutto ciò. Chi intende volare con la Swiss dalla Svizzera ha sfortuna e deve continuare ad accollarsi fino a 30 franchi per pagare con la carta di credito.

Una nuova direttiva dell'UE vieta i supplementi per pagamenti con carta di credito da parte di privati nei Paesi membri. La Germania attuerà questa normativa all'inizio del 2018, seguita da altri Paesi. A partire dal 2018 la Lufthansa, che attualmente riscuote ancora una commissione per il pagamento con carta di credito di voli dalla Germania, non potrà più farlo per pagamenti con Visa e Mastercard. Lo stesso vale per la Swiss, che fa parte del gruppo Lufthansa. Chi viaggia partendo dalla Svizzera ha invece sfortuna, dato che la Swiss intende mantenere il supplemento per voli in partenza dal territorio elvetico. Una portavoce dell'azienda ha sostenuto che la direttiva europea non è applicabile nel nostro Paese e che la commissione sul pagamento con carta di credito è calcolata in base all'aeroporto di partenza, indipendentemente dal sito Internet sul quale il cliente ha prenotato il volo.

Swiss intende agire a beneficio dei clienti solo una volta creata la base legale: per un biglietto Zurigo-Francoforte-Zurigo occorre pertanto pagare un supplemento, mentre lo stesso non vale per un biglietto Francoforte-Zurigo-Francoforte. Evidentemente la Swiss intende reagire soltanto quando vi sarà costretta dallo Stato, ossia quando in Svizzera sarà introdotto un divieto legale di riscuotere tali supplementi. A fine agosto 2017 la portavoce di Swiss ha affermato che se la Svizzera creasse una base legale in tal senso, anche la linea aerea dovrebbe ridurre le spese per i clienti.

Senza una modifica di legge, la Swiss continuerà a sfavorire gli svizzeri fatturando loro consapevolmente troppo. Ciò contraddice tutte le dichiarazioni e promesse fatte da Swiss prima dei negoziati della COMCO. Finora gli istituti di emissione delle carte di credito hanno tollerato i supplementi. In agosto, tuttavia, le commissioni che i commercianti devono versare in caso di pagamento con carta di credito sono diminuite. Secondo la valutazione della COMCO, attualmente il pagamento con le carte di credito causa quindi i medesimi costi del pagamento in contanti, per cui i supplementi della Swiss hanno perso la loro legittimità economica. Mastercard intende ora intervenire con maggiore fermezza. Come confermato dal responsabile di Mastercard Svizzera Guido Müller in un articolo nel quotidiano "20 Minuten", l'azienda inizierà già quest'autunno a pronunciare multe nei confronti dei titolari di licenza manchevoli. Sta inoltre valutando sanzioni più severe.

Tali sanzioni paiono necessarie, visto che finora la Swiss si è dimostrata imperturbata dalla minaccia di multe. Numerosi esperti del settore ritengono che la linea aerea tragga profitto dai supplementi. Quest'opinione è condivisa anche da Thomas Hodel, responsabile della Swiss Payment Association, secondo cui i supplementi per pagamenti con carta di credito costituiscono presumibilmente un'importante fonte secondaria di guadagno per la Swiss.

I clienti che hanno chiesto la restituzione di queste illegittime commissioni compilando i relativi moduli degli istituti emittenti di carte di credito quali UBS, Swisscard e Viseca sono stati minacciati senza esitazioni da Swiss di essere espulsi dalla sua clientela: in seno alla linea aerea si stanno esaminando misure per contrastare la tendenza a chiedere la restituzione delle commissioni, tra cui, ad esempio, l'impossibilità di comprare nuovi biglietti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Alla fine del 2014 la Commissione della concorrenza (COMCO) ha concordato con le imprese che emettono carte di credito (cosiddetti issuer), da un lato, e le imprese che si occupano di affiliare i commercianti che accettano le carte di credito e di concludere con essi contratti specifici (cosiddetti acquirer), dall'altro, che la commissione media che l'acquirer deve versare all'issuer in caso di pagamento con una carta di credito svizzero (cosiddetta interchange fee) scenda allo 0,44 per cento a partire dal 1° agosto 2017. L'obiettivo è sgravare il commercio, cosicché per il commerciante è indifferente se il pagamento è effettuato in contanti o con carta di credito.

Le imprese di carte di credito (Visa e Mastercard) così come il commercio, rappresentato dall'Associazione per i pagamenti elettronici, non sono parti alla citata conciliazione. Erano tuttavia implicate nella procedura e sono connesse tra loro tramite una rete di contratti che include gli acquirer e gli issuer. Spetta a questi ultimi attuare la conciliazione con la COMCO all'interno di questa rete e provvedere affinché anche i commercianti e i clienti beneficino della riduzione della commissione.

Come indicato nella motivazione dell'intervento, da questo autunno sono stati intensificati gli sforzi profusi per imporre contrattualmente la rinuncia alla commissione. Occorre attendere i risultati di queste iniziative prima di intraprendere altri passi a causa di singole imprese. Attualmente il Consiglio federale non ritiene necessario un intervento legislativo. Continuerà nondimeno a osservare la situazione e seguirà gli sforzi per imporre contrattualmente la rinuncia alla commissione. In futuro potrebbe essere necessario riconsiderare la situazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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