17.3965 · Interpellanza · 2017-09-29
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nel 2016 circa il 20 per cento dello spazio dei negozi situati nei Comuni svizzeri di frontiera della regione del lago di Costanza è rimasto vuoto. E l'unica causa è l'intenso turismo degli acquisti che opprime sempre più pesantemente questi Comuni. Negli ultimi dieci anni il fenomeno è aumentato in maniera massiccia e il boom non accenna a diminuire. Nei soli Comuni di Singen am Hohentwiel e Weil am Rhein la superficie destinata al commercio al dettaglio si espanderà di 33 000 metri quadrati entro il 2019.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Quali misure raccomanda la Confederazione ai Comuni svizzeri di frontiera per evitare che la loro attrattiva venga compromessa dalla crescente migrazione delle attività lucrative e che vengano tagliati altri posti di lavoro?
2. Secondo il Consiglio federale, cosa dovrebbero fare questi Comuni per attenuare le conseguenze ambientali causate dal rapido aumento del traffico di transito transfrontaliero? Il Consiglio federale dispone di dati concreti al riguardo?
3. È vero che le autorità tedesche stanno esercitando forti pressioni affinché l'ingresso in Svizzera sia reso il più efficiente possibile, in modo da evitare ingorghi stradali sul versante tedesco?
4. Il Consiglio federale può confermare che il numero di controlli effettuati dalle autorità doganali svizzere sui veicoli transfrontalieri è nettamente diminuito rispetto al numero di veicoli che attraversano il confine?
5. Durante i colloqui governativi il Consiglio federale fa presente i problemi dei Comuni di frontiera? Cosa si sa al riguardo?
6. Come valuta il Consiglio federale i progetti di espandere le superfici di commercio al dettaglio oltrefrontiera, soprattutto dal punto di vista dei danni ecologici ed economici che ne risulteranno per la Svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
Il commercio tradizionale è attualmente sotto pressione a causa di vari fattori, tra cui il commercio on line e il turismo degli acquisti dovuto ai prezzi elevati in Svizzera. Il Consiglio federale ha recentemente espresso il proprio parere al riguardo nel rapporto del 21 dicembre 2016 sulla politica monetaria.
In risposta al postulato della Commissione delle finanze 17.3360, "Ripercussioni della sopravvalutazione del franco sull'IVA", si è inoltre impegnato a elaborare un nuovo rapporto in materia.
1. Vista la loro vicinanza alle regioni della zona euro, i Comuni di frontiera sono particolarmente colpiti dal fenomeno del turismo degli acquisti. Per il Consiglio federale è importante sia mantenere buone relazioni con i Paesi limitrofi sia trovare soluzioni soddisfacenti per questi Comuni. Grazie alla nuova politica regionale (NPR), i Cantoni possono concentrarsi sulle problematiche specifiche di determinate regioni e, contando sul sostegno della Confederazione, migliorarne la competitività. Nei progetti di sviluppo economico sostenuti attraverso la NPR la Confederazione investe ogni anno 40 milioni di franchi in finanziamenti a fondo perso e 50 milioni in mutui. I Cantoni, dal canto loro, versano una quota almeno equivalente. Dando un forte impulso alle regioni, questi finanziamenti consentono anche di contrastare gli effetti negativi dell'apprezzamento del franco. Una parte dei fondi è destinata a progetti transfrontalieri nell'ambito dei programmi Interreg della Commissione europea.
2. Ogni giorno un totale di 1,1 milioni di autovetture attraversa il confine svizzero. Mancando dati precisi al riguardo, è tuttavia impossibile stabilire quanti di questi attraversamenti vadano ascritti al turismo degli acquisti. Tuttavia, se i requisiti legali esistenti vengono applicati in modo corretto (art. 8 e 9 dell'ordinanza contro l'inquinamento fonico), chi abita vicino a una strada è protetto contro il rumore eccessivo nonostante l'aumento del traffico.
3. Le autorità doganali dei due Paesi comunicano l'una con l'altra e l'autorità tedesca non esercita alcuna pressione su quella svizzera. È inoltre nell'interesse del nostro Paese garantire che il traffico transfrontaliero rimanga fluido e che non vi siano ingorghi o ritardi ai valichi di confine. I punti di congestione sono dovuti in particolare al fatto che gli Svizzeri che comperano all'estero fanno timbrare la ricevuta per il rimborso dell'IVA presso la dogana tedesca. Per questa ragione, le autorità tedesche stanno valutando la possibilità di usare un sistema informatico per il trattamento automatizzato di queste ricevute alla frontiera svizzera. Anche l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) sta sviluppando un software per automatizzare le procedure di sdoganamento. Queste soluzioni informatiche dovrebbero consentire in futuro un disbrigo più rapido ed efficiente delle formalità doganali associate al traffico turistico.
4. Considerato l'affollamento stradale, l'AFD effettua controlli a campione mirati e basati sui rischi. Oltre alla lotta contro il contrabbando, i rischi sono legati all'immigrazione irregolare e alla criminalità.
5./6. La questione è discussa periodicamente a vari livelli. Tuttavia, il Consiglio federale può influenzare solo in misura limitata la maggior parte dei fattori responsabili della situazione menzionata dall'interpellante (come la forza del franco svizzero, la legislazione tedesca in materia di IVA, la pianificazione territoriale di altri Stati, ecc.). In generale, è vero che l'impatto ecologico può essere contenuto riducendo il numero di veicoli a motore privati. Il turismo degli acquisti si basa principalmente sulle differenze di prezzo relativamente marcate tra la Svizzera e i Paesi limitrofi.
Nel rapporto del 22 giugno 2016 sugli ostacoli alle importazioni parallele, in adempimento del postulato della CET-N 14.3014, "Semplificazione delle formalità doganali e promozione delle importazioni parallele grazie al riconoscimento di altri documenti attestanti l'origine di un prodotto", il Consiglio federale ha già contemplato le prime misure da adottare per contrastare il fenomeno del caro prezzi in Svizzera. L'Esecutivo ritiene sostanzialmente che solo riducendo in modo mirato gli ostacoli al commercio e semplificando il più possibile le procedure amministrative si potranno attenuare le differenze di prezzo a lungo termine.
Risposta del Consiglio federale.