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17.3980 · Interpellanza · 2017-11-27

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Ritiene che si debba ridurre drasticamente la quantità di cibo buttato annualmente?

2. Oltre alle varie misure già adottate o annunciate, è disposto a rivedere il diritto del consumo per consentire un'eccezione per le associazioni caritatevoli?

3. In caso contrario, è disposto a rivedere i requisiti per l'indicazione della data sulle etichette (rinunciando alla data di scadenza e optando soltanto per la data limite di vendita o per la data di imballaggio)?

Begründung

Il problema delle derrate alimentari che possono ancora essere consumate nonostante sia superata la data di scadenza è di grande attualità.

Non occorre ritornare sulle migliaia di tonnellate di cibo sciaguratamente sprecate ogni anno né ricordare la grande utilità che potrebbe avere buona parte di queste derrate.

Si tratta perciò di trovare una vera soluzione legale che permetta di farne donazione alle associazioni caritatevoli. Si possono ipotizzare o una modifica del diritto del consumo che preveda una determinata estensione della data di scadenza o, più logicamente, una modifica dell'etichettatura che non prescriva più una data di scadenza, ma una data di vendita o di imballaggio.

Nel rispetto dell'igiene e delle altre regole usuali in materia di consumo (catena del freddo ecc.) queste modifiche permetterebbero di valorizzare il cibo ancora idoneo al consumo e di offrire un sostegno apprezzato, se non indispensabile, ai meno fortunati del nostro Paese.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Anche il Consiglio federale ritiene importante ridurre sensibilmente i rifiuti alimentari e da tempo si impegna al riguardo cercando il dialogo con il settore e le organizzazioni caritatevoli e sostenendo misure di formazione e sensibilizzazione basate sul piano d'azione Economia verde. Aderendo agli Obiettivi di sviluppo sostenibile, la Svizzera si è tra l'altro impegnata a dimezzare entro il 2030 i rifiuti alimentari prodotti dal commercio al dettaglio e dalle economie domestiche e a ridurre quelli delle altre fasi della produzione alimentare. L'obiettivo perseguito con questo impegno è, tra l'altro, di incoraggiare le iniziative volontarie volte a destinare al consumo umano maggiori quantità di derrate alimentari invendute.

2. A determinate condizioni, già il diritto vigente permette di donare derrate alimentari a organizzazioni caritatevoli. Informazioni in merito sono reperibili in una guida elaborata dall'economia alimentare, dalle autorità cantonali di esecuzione del diritto alimentare e dalle organizzazioni caritatevoli con il sostegno della Confederazione (www.fial.ch -> Dokumente -> Guida "Donazioni alimentari"). La Confederazione è inoltre disposta a collaborare anche in futuro, entro i limiti delle sue possibilità, con il settore e le associazioni caritatevoli per conseguire ulteriori progressi. Per ragioni di protezione della salute e dagli inganni il Consiglio federale respinge però la richiesta di deroghe alla legislazione sulle derrate alimentari per ridurre gli sprechi alimentari (cfr. anche la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Fricker 17.3742 "Rendere possibili le donazioni di cibo per ridurre gli sprechi").

3. La legislazione sulle derrate alimentari ha, tra gli altri, l'obiettivo di proteggere i consumatori da derrate alimentari non sicure e dagli inganni. Questo obiettivo può essere raggiunto consentendo di consegnare le derrate alimentari soltanto entro la data di scadenza oltre la quale la loro sicurezza non è più garantita. Il termine minimo di conservazione contribuisce anche alla protezione dagli inganni, poiché indica fino a quando una derrata alimentare conserva le sue proprietà specifiche. Adeguamenti legislativi in questo ambito sarebbero problematici sotto diversi punti di vista poiché ridurrebbero la protezione della salute e dagli inganni dei consumatori. Se invece della data di scadenza o del termine minimo di conservazione fosse riportata la data di imballaggio o l'indicazione "da vendere entro il", i consumatori non saprebbero fino a quando è possibile consumare una derrata alimentare senza correre rischi o fino a quando quest'ultima conserva le sue proprietà specifiche. Si creerebbero inoltre nuovi ostacoli al commercio con l'UE essendo ora le rispettive prescrizioni armonizzate. Le differenze nell'etichettatura delle derrate alimentari richiederebbero infatti la rietichettatura dei prodotti importati con un conseguente aumento dei costi e molto probabilmente degli sprechi. Per questo motivo il Consiglio federale respinge gli adeguamenti legislativi proposti.

Risposta del Consiglio federale.