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Unesco negazionista ed in balia di interessi politici di parte. La presenza della Svizzera non è più compatibile con la neutralità

17.4045 · Mozione · 2017-12-07

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di decidere l'uscita della Svizzera dall'Unesco.

Begründung

L'Unesco, con una decisione pilotata politicamente, nel 2016 ha votato una risoluzione denominata "Palestina Occupata", proposta dai palestinesi e da diversi paesi arabi, che prevede di considerare Gerusalemme Est e l'area della moschea di Al-Aqsa esclusivamente arabe.

Nel corso del 2017, l'Unesco si è spinta oltre, assegnando la tomba ad Hebron dei patriarchi ebrei Abramo, Isacco e Giacobbe al patrimonio islamico, ciò che ha provocato l'uscita dall'organizzazione internazionale degli USA e di Israele.

Tali iniziative equivalgono ad un tentativo di cancellamento di tremila anni di storia.

I primi ad insediarsi in quelle terre furono infatti gli ebrei, seguiti dai cristiani e in terza battuta dai musulmani.

Nei giorni scorsi, per contro, il presidente USA Donald Trump ha riconosciuto Gerusalemme capitale di Israele.

Quella compiuta dall'Unesco è un'operazione di negazionismo, che dimostra come tale organizzazione, ben lontana dall'essere equanime ed oggettiva, sia invece in balia di gruppi di interesse particolari, e come tale persegua una linea politica filo islamica, filo palestinese ed anti israeliana. Una linea in cui la Svizzera (neutrale) non si può riconoscere.

In una simile situazione, la permanenza della Svizzera all'interno dell'Unesco quale Stato membro non è compatibile con la nostra neutralità. Né può la Svizzera avallare decisioni aberranti, come quelle prese con la risoluzione "Palestina occupata", mirate a mortificare i valori giudaico-cristiani, che stanno alla base della nostra società e della nostra democrazia.

Si propone dunque che la Svizzera, seguendo l'esempio degli USA e di Israele, esca dall'Unesco. Il che comporterebbe inoltre un risparmio di oltre 3,7 milioni di franchi annui (3,742 milioni a Preventivo 2018).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'Unesco è l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza, la cultura e la comunicazione. Il suo mandato è contribuire alla pace e allo sviluppo sostenibile attraverso la cooperazione internazionale in questi settori.

L'Unesco adempie questo mandato anche contribuendo all'ampliamento delle capacità degli Stati membri, promuovendo la cooperazione internazionale ed esortando le parti ad assumersi le proprie responsabilità. Ciò vale anche per il settore della protezione e della salvaguardia dei patrimoni mondiali.

Quando i beni culturali si trovano in zone di conflitto, spesso il mandato dell'Unesco è in contrasto con le rivendicazioni identitarie delle parti coinvolte. Il Consiglio federale ritiene che, in tali circostanze, l'Organizzazione possa svolgere un ruolo importante nel mantenimento del dialogo tra le parti al fine di promuovere la protezione del patrimonio culturale. Per questo non mette in discussione l'impegno della Svizzera in seno all'Unesco.

Per quanto riguarda la Città Vecchia di Gerusalemme, la Svizzera sostiene da diversi anni l'invio di una missione di esperti indipendenti per una valutazione fattuale della situazione. Le risoluzioni dell'Unesco riconoscono "l'importanza della Città Vecchia di Gerusalemme e delle sue mura per le tre religioni monoteiste": questo è un elemento sulla cui base le parti coinvolte possono essere incoraggiate a collaborare in modo costruttivo. Anche la decisione di dichiarare la Città Vecchia di Hebron patrimonio mondiale è stata presa tenendo conto del fatto che la Moschea di Abramo/Tomba dei Patriarchi rappresenta un sito straordinario che consente alle tre religioni di condividere tutta una serie di riti e pratiche.

Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele da parte degli Stati Uniti pregiudica una pace giusta e duratura tra Israeliani e Palestinesi basata su una soluzione negoziata a due Stati. La Svizzera ha preso atto del fatto che, per quanto riguarda i luoghi sacri di Gerusalemme, deve essere mantenuto lo status quo.

La Svizzera ritiene che la soluzione al conflitto in Medio Oriente, conformemente alla risoluzione di cui 478 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, debba basarsi in particolare su disposizioni negoziate e globali che disciplinino lo status finale di Gerusalemme e garantiscano la tutela dei diritti e delle rivendicazioni di tutte le parti interessate.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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