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17.4077 · Interpellanza · 2017-12-12

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Quali sono, per il Consiglio federale, le sfide e i principi fondamentali della riforma della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni?

2. In che modo provvederà la Confederazione affinché la situazione dei Cantoni finanziariamente deboli non peggiori?

3. Secondo il rapporto Marty commissionato dai Cantoni, la riforma permetterà alla Confederazione di realizzare risparmi dell'ordine di diverse centinaia di milioni di franchi. Il Consiglio federale è disposto a riversare l'intera somma o una parte di essa ai Cantoni per preservare, se non addirittura rafforzare, la coesione nazionale?

Begründung

La riforma della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni entrerà in vigore il 1° gennaio 2020. A seguito del rapporto Marty commissionato dalla Conferenza dei Governi cantonali, i Cantoni hanno trovato una soluzione di compromesso: la perequazione finanziaria permetterà a tutti i Cantoni di raggiungere un indice delle risorse di almeno l'86,5 per cento rispetto alla media di tutti i Cantoni. Quattro Cantoni beneficiari (FR, VS, NE, JU) si oppongono a questa soluzione, ritenendo le perdite finanziarie troppo importanti. Il Cantone di Berna, anch'esso beneficiario, si è astenuto dal pronunciarsi in merito.

Per discutere di questo progetto è stato creato, su proposta del Dipartimento federale delle finanze, un gruppo di lavoro che riunisce rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni. Secondo i calcoli riportati nel rapporto Marty, la riforma della perequazione finanziaria permetterà ai Cantoni donatori di risparmiare quasi 300 milioni di franchi all'anno fino al 2022. La Confederazione potrebbe a sua volta essere sgravata di circa 400 milioni di franchi all'anno.

Secondo quanto proposto nel rapporto Marty lo sgravio a livello federale andrebbe a vantaggio dei Cantoni. Il Consiglio federale non si è ancora pronunciato in merito a questa proposta. La perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni è un pilastro centrale del nostro sistema politico che consente di evitare disparità finanziarie eccessive tra i Cantoni contribuendo così notevolmente a rafforzare la coesione nazionale. La riforma corrente deve permettere di preservare gli effetti positivi del sistema per tutto il Paese e pertanto deve essere trattata con particolare attenzione dal Consiglio federale.

Stellungnahme des Bundesrates

1. La perequazione finanziaria intende rafforzare l'autonomia finanziaria dei Cantoni e rappresenta quindi un elemento chiave per il federalismo e la coesione nazionale. Il 6 settembre 2017 il Consiglio federale ha deciso di analizzare in maniera più approfondita la proposta della Conferenza dei Governi cantonali (CdC) nell'ambito del rapporto sull'efficacia della perequazione finanziaria. Esso approva il punto centrale della proposta, ovvero la garanzia di una dotazione minima dell'86,5 per cento della media svizzera per il Cantone finanziariamente più debole. Il valore attuale passerebbe quindi dall'85 all'86,5 per cento. In tal modo le spese vincolate della Confederazione aumenterebbero nel lungo periodo. L'obiettivo della proposta è adeguare l'attuale metodo di calcolo della perequazione finanziaria affinché i versamenti di compensazione tengano maggiormente conto dell'evoluzione delle disparità tra i Cantoni. Per l'Esecutivo è indispensabile che un'eventuale riforma della perequazione finanziaria preservi gli obiettivi disciplinati all'articolo 2 della legge federale concernente la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri, ovvero garantire ai Cantoni una dotazione minima di risorse finanziarie e ridurre le disparità tra i Cantoni per quanto riguarda la capacità finanziaria e il carico fiscale.

2. La proposta della CdC presenta alcuni vantaggi per i Cantoni finanziariamente deboli. Infatti, la dotazione minima di risorse finanziarie non sarà più, contrariamente al sistema attuale, un obiettivo da perseguire ma sarà garantita dalla legge. Negli anni 2010 e 2011 la dotazione del Cantone finanziariamente più debole è scesa al di sotto del valore previsto (85 per cento). Una simile situazione non potrebbe più verificarsi con una dotazione minima garantita. Inoltre, si innalzerebbe l'importo di tale dotazione. Il Cantone finanziariamente più debole avrebbe la certezza di ricevere versamenti di compensazione che gli consentirebbero di raggiungere non più l'85, bensì l'86,5 per cento della dotazione media nazionale di risorse finanziarie.

3. Nell'ambito della proposta del gruppo di lavoro Marty non è corretto parlare di uno sgravio per la Confederazione. L'aumento del valore di riferimento per la perequazione delle risorse comporterà oneri sensibilmente più elevati rispetto a quelli previsti dalla legge in vigore per la Confederazione e per i Cantoni finanziariamente forti. Attualmente, infatti, gli obiettivi della perequazione finanziaria vengono ampiamente superati a seguito di una dotazione troppo elevata. Una correzione sarebbe stata inevitabile in occasione del prossimo adeguamento. Il Consiglio federale non condivide pertanto l'opinione secondo cui la Confederazione dovrebbe versare senza riserve l'importo di 280 milioni di franchi ai Cantoni. Dato che questi ultimi chiedono un'importante partecipazione federale in molti altri settori, la Confederazione e i Cantoni hanno costituito un gruppo di lavoro incaricato di fornire un quadro d'insieme sugli affari che comportano conseguenze finanziarie significative per tali attori. Questo gruppo, presieduto dal capo del Dipartimento federale delle finanze, è composto pariteticamente da rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni. Il Consiglio federale prenderà in considerazione i risultati del gruppo di lavoro nell'autunno del 2018, in occasione della redazione del messaggio concernente la perequazione finanziaria.

Risposta del Consiglio federale.