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17.4298 · Postulato · 2017-12-15

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare la possibilità di un nuovo tentativo di mediazione per porre fine alla guerra civile in Yemen.

Begründung

Scoppiata nel 2014, la guerra civile in Yemen contrappone i ribelli sciiti Houthi e le forze fedeli all'ex presidente Saleh al governo guidato da Hadi, eletto nel 2012 sulla scia della rivoluzione yemenita. Nel 2015 il conflitto ha assunto una dimensione internazionale in seguito all'intervento di una coalizione di vari Stati guidati dall'Arabia Saudita. Nel corso dei due anni seguenti la guerra si è estesa e i combattimenti si sono moltiplicati sull'intero territorio nazionale, contraddistinti da attacchi aerei sferrati dalle forze della coalizione e da scontri sul terreno tra i diversi gruppi rivali. L'intero Paese è scosso da violazioni dei diritti umani e da crimini di guerra, causa di notevoli sofferenze per la popolazione civile. Dal marzo 2015 il conflitto ha provocato circa 8500 morti e quasi 49 000 feriti, tra cui numerosi civili. La crisi umanitaria si aggrava sempre più.

La guerra acuisce la precarietà della situazione in cui versa la popolazione, che con un PIL per abitante di 990 dollari è contraddistinta da un'estrema povertà. Secondo le stime dell'ONU, 14 milioni di persone soffrono di insicurezza alimentare, e la metà di esse di insicurezza alimentare grave. In alcuni governatorati il 70 per cento della popolazione è costretto a lottare per nutrirsi, e tale situazione concerne soprattutto i bambini. Come se non bastasse, con più di 500 000 casi e 2000 morti, nel 2017 lo Yemen ha fatto registrare la peggior epidemia di colera dal 1949 a questa parte. Stando a una lettera cofirmata nell'agosto 2017 da 62 organizzazioni internazionali non governative, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, e indirizzata ai rappresentanti permanenti degli Stati membri e osservatori del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite,

"lo Yemen sta vivendo la peggior crisi umanitaria del mondo".

Nell'estate del 2016 i negoziati di pace sotto l'egida dell'ONU si sono conclusi senza aver prodotto alcun risultato.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La Svizzera segue con preoccupazione lo sviluppo della situazione in Yemen. La persistenza del conflitto armato è all'origine di condizioni umanitarie disastrose, aggravate dal blocco parziale dei porti e degli aeroporti la cui importanza è vitale per l'approvvigionamento della popolazione. La Svizzera invita regolarmente le parti a rispettare il diritto internazionale umanitario e opera a vari livelli per trovare una soluzione politica al conflitto e alleviare le sofferenze dei civili.

I buoni uffici, che da lungo tempo rientrano tra le priorità della politica estera svizzera, sono un'offerta permanente ben nota agli attori internazionali. Il nostro Paese dispone di un'ampia gamma di strumenti, tra cui figurano la mediazione, la facilitazione e lo svolgimento di mandati in qualità di potenza protettrice. Se si presenta l'occasione e le parti in conflitto lo desiderano, è inoltre disponibile a proporre i suoi buoni uffici.

La Svizzera sostiene il processo di pace in Yemen sotto l'egida dell'inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite e si è già impegnata a più riprese in veste di facilitatrice dei relativi negoziati di pace condotti sotto la direzione dell'ONU e svoltisi nel 2015 a Ginevra e Macolin. Il nostro Paese è disposto a continuare a rivestire questo ruolo anche in futuro, come accade regolarmente durante le discussioni ufficiali tra i vari attori coinvolti. Tuttavia, per sostenere il processo di pace condotto sotto l'egida delle Nazioni Unite senza interferirvi, per il momento si astiene dal partecipare a iniziative ufficiali parallele in Yemen, ad esempio proponendo una mediazione. Ciò non influisce sulla sua volontà di mettere a disposizione delle parti coinvolte, qualora lo desiderino, tutti gli strumenti dei suoi buoni uffici per porre fine al conflitto.

La Svizzera non è attiva solo sul fronte della politica di pace, ma anche su quello dell'aiuto umanitario, nella doppia veste di Stato donatore e Paese ospite di conferenze in questo campo. Per spingere la comunità internazionale a impegnarsi maggiormente, ha organizzato in collaborazione con la Svezia e l'ONU una conferenza dei donatori per lo Yemen, che si è svolta a Ginevra il 25 aprile 2017. I Paesi partecipanti si sono impegnati a fornire un aiuto umanitario superiore a 1,2 miliardi di franchi.

L'aiuto umanitario è uno dei pilastri principali dell'intervento svizzero in Yemen. La Svizzera si concentra in particolare sulla protezione della popolazione civile e sull'accesso all'acqua potabile con un budget complessivo di circa 40 milioni di franchi per il periodo compreso tra il 2017 e il 2020. Inoltre ha sostenuto l'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani in Yemen.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.