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17.4318 · Mozione · 2017-12-15

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto di modifica della legge federale sull'Assemblea federale (RS 171.10) e della legge federale sulle finanze della Confederazione (RS 611.0) al fine di estendere il referendum facoltativo ai decreti federali sui crediti d'impegno e sui limiti di spesa che comportano nuove spese uniche o ricorrenti a partire da un determinato importo.

Begründung

In Svizzera il referendum costituzionale obbligatorio esiste dal 1848, il referendum legislativo facoltativo dal 1874 e il referendum facoltativo in materia di trattati internazionali dal 1921. Nel settore della politica finanziaria, in particolare per quanto concerne le spese, tuttavia, la nostra democrazia diretta presenta ancora una lacuna eclatante a livello federale. Mentre in tutti i Cantoni il Popolo può porre il veto a decisioni finanziarie di entità più o meno elevata, nei confronti della Confederazione invece ha le mani legate. La tanto decantata democrazia diretta è ancora carente in questo delicato settore, che deve essere corretto con l'introduzione di un referendum finanziario facoltativo a livello federale. In passato si sono tenute votazioni federali su ingenti investimenti e progetti infrastrutturali, come il risanamento della galleria autostradale del San Gottardo (2015), la legge sul Fondo Gripen (2014) o la legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est (miliardo di coesione) nel 2006. Queste proposte sono state mascherate da legge federale, non sempre strettamente necessaria, ma utile per poter ricorrere al referendum. Tuttavia, questi referendum finanziari pro forma sono generalmente ostici a causa del loro carattere plebiscitario: l'Assemblea federale decide ad hoc se consentire o meno il veto popolare nei singoli casi. I diritti politici, tuttavia, dovrebbero seguire regole del gioco generali, prevedibili ed eque.

Il problema è destinato a rimanere controverso anche nell'immediato futuro. Così, stando a quanto richiesto, si sottoporranno al giudizio del Popolo questioni politicamente controverse quali, per esempio, i Giochi olimpici invernali 2026 (cfr. mozione 17.4069, "Giochi olimpici invernali Svizzera 2026. La decisione al popolo!" e iniziative parlamentare 17.504, "Giochi olimpici invernali Svizzera 2026. La decisione al popolo!") e l'"acquisto di nuovi aerei da combattimento" (cfr. mozione 17.3394, "Decisione di principio e pianificazione per l'acquisto di nuovi aviogetti da combattimento").

Nella presente mozione non si parla di cifre concrete per le spese uniche e ricorrenti, a partire dalle quali si dovrebbe poter indire un referendum finanziario. Ipotizzando un limite relativo commisurato alle entrate annue nei Cantoni, la Confederazione sarebbe al secondo posto con 250 milioni di franchi (pari allo 0,38 per cento delle entrate totali) dopo il Cantone del Giura, con 500 milioni (0,76 per cento), sarebbe addirittura in testa (cfr. Leuzinger/Kuster, "Wo man gegen eine Ausgabe von 1 Franken das Finanzreferendum ergreifen kann (und wo erst ab 9 Millionen)", https://napoleonsnightmare.ch/2017/10/12/wo-man-gegen-eine-ausgabe-von-1-franken-das-finanzreferendum-ergreifen-kann-und-woerst-ab-9-millionen/). Se, ad esempio, si optasse per un limite di 250 milioni di franchi, secondo un sondaggio dell'Amministrazione federale delle finanze, il referendum finanziario si applicherebbe a circa dieci crediti d'impegno all'anno. Le aree tematiche interessate riguarderebbero in particolare l'esercito, la cooperazione allo sviluppo e i trasporti.

Per introdurre il referendum finanziario non è necessaria una modifica costituzionale: l'articolo 141 capoverso 1 lettera c della Costituzione federale prevede già di sottoporre a referendum "i decreti federali, per quanto previsto dalla Costituzione o dalla legge". In sostanza, quindi, le decisioni di finanziamento sopracitate non dovrebbero più avere la forma di un decreto federale semplice, bensì di un decreto federale soggetto a referendum facoltativo. Nell'ambito dei lavori relativi all'iniziativa parlamentare 03.401, "Introduzione di un referendum finanziario", sono già stati redatti numerosi rapporti e progetti di legge di ampia portata ai quali si potrebbe fare riferimento.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Le Camere federali hanno affrontato ripetutamente la questione riguardante il rafforzamento dei diritti popolari a livello federale per mezzo di un referendum finanziario. Un'iniziativa parlamentare di simile tenore (03.401), depositata dal Gruppo dell'Unione democratica di Centro, è stata tolta dal ruolo nel 2008, dopo che l'introduzione di un referendum finanziario era stata respinta a maggioranza nell'ambito della consultazione.

L'introduzione di un referendum finanziario a livello federale rafforzerebbe il diritto popolare di esprimersi su questioni di politica finanziaria. Una partecipazione democratica diretta più ampia avrebbe però conseguenze negative sulla gestione delle spese. È probabile, ad esempio, che si verifichino ritardi nell'approvazione dei decreti in materia di spese. Sia il Parlamento che il Consiglio federale perderebbero dunque la propria flessibilità politico-finanziaria.

Nell'ottica della politica finanziaria è importante che l'adempimento dei compiti della Confederazione, disciplinato per legge, non venga compromesso dall'introduzione di un referendum finanziario. Per questo motivo il Consiglio federale respinge l'applicazione del referendum finanziario ai decreti federali concernenti i limiti di spesa. Contrariamente ai crediti d'impegno, che riguardano perlopiù spese uniche o spese legate a un progetto e che quindi possono essere bloccati in caso di rifiuto, i limiti di spesa vengono utilizzati anche per gestire spese ricorrenti. Queste comprendono sia i sussidi (ad es. i pagamenti diretti all'agricoltura) sia le spese a carattere gestionale (ad es. nei settori dell'esercito o dell'educazione e ricerca). In quest'ultimo caso un referendum potrebbe impedire o ritardare l'adempimento dei compiti legittimati per legge. Tuttavia, se il referendum fosse introdotto soltanto per i crediti d'impegno, i suoi effetti sarebbero troppo limitati e comprometterebbero anche l'impegno e la reputazione della Svizzera in settori importanti (ad es. le relazioni con l'estero e la cooperazione internazionale).

Le uscite e i debiti pubblici possono essere limitati efficacemente con altri provvedimenti istituzionali. Negli ultimi 15 anni, soprattutto il freno all'indebitamento si è rivelato uno strumento molto valido per garantire una politica finanziaria sostenibile.

Riguardo alla questione dell'introduzione del referendum finanziario (come richiesto nella presente mozione) esclusivamente tramite modifiche di legge occorre ricordare che, nell'ambito dell'iniziativa parlamentare 03.401, è stata svolta una consultazione su questo tema. Soltanto tre Cantoni e un partito si sono dichiarati a favore dell'introduzione del referendum finanziario unicamente a livello di legge. Per contro, 18 Cantoni e tre partiti auspicavano di introdurre (eventualmente) il referendum finanziario tramite una revisione della Costituzione. Anche esperti in ambito scientifico ritenevano che una modifica talmente importante del sistema dei diritti popolari avrebbe dovuto essere sottoposta al giudizio del Popolo e dei Cantoni. Per questa ragione non bisognerebbe escludere a priori la possibilità di una revisione costituzionale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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