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17.455 · Iniziativa parlamentare · 2017-06-15

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:

Occorre modificare la legge sulla Banca nazionale aggiungendo un capoverso 5 all'articolo 5 (Compiti).

Art. 5

...

Cpv. 5

La Banca nazionale sostiene le politiche economiche generali della Confederazione al fine di contribuire alla realizzazione dei propri obiettivi, come definiti nell'articolo 2 della Costituzione federale.

Begründung

La legge sulla Banca nazionale stabilisce, all'articolo 5, che la Banca nazionale svizzera operi nell'interesse generale del Paese. Secondo il messaggio del 26 giugno 2002 concernente la revisione della legge sulla Banca nazionale, questo significa unicamente che la BNS deve "orientare la sua politica monetaria sui bisogni dell'intera economia svizzera senza tenere conto dei problemi di singole regioni o settori" (FF 2002 5495-6). Questa interpretazione assai restrittiva e superata dell'interesse generale deve essere estesa aggiungendo un nuovo capoverso 5 all'articolo 5. L'interesse generale di un Paese non può infatti limitarsi a una politica economica equilibrata tra le proprie regioni e settori.

La proposta avanzata si ispira alle disposizioni che disciplinano le attività della Banca centrale europea (BCE). Nel Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, l'articolo 127 precisa che l'obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Si aggiunge inoltre che "fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea". Per quanto concerne la Svizzera, l'articolo 2 della nostra Costituzione definisce gli scopi perseguiti dalla Confederazione e menziona segnatamente, fra essi, la sostenibilità e la conservazione duratura delle basi naturali della vita.

Non si tratta di ledere l'indipendenza della nostra Banca nazionale. Come precisato da Marc Chardonnens, direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente, nell'ultimo numero della rivista "Magazine Environnement" dedicato alla leva finanziaria, la Confederazione deve fungere da "facilitatore" e accompagnare gli sforzi delle cerchie finanziarie nella direzione di una maggiore sostenibilità, fornendo loro un quadro adeguato. Precisare l'articolo 5 della legge sulla Banca nazionale si rende necessario semplicemente perché la politica economica condotta dalla BNS deve essere coerente con gli obiettivi che la Confederazione si è fissata.

La nostra Banca nazionale opera tuttavia in un senso inverso alla sostenibilità e, in particolare, alla conservazione duratura delle basi naturali della vita, arrecando un indubbio pregiudizio all'interesse generale della Svizzera ed entrando in contraddizione con gli scopi definiti nella nostra Costituzione. In un recente rapporto, gli Artigiani della transizione mostravano che con meno del 10 per cento del suo patrimonio investito nella Borsa degli Stati Uniti, ossia 61,5 miliardi di dollari, la BNS emetteva tanto CO2 quanto l'intera Svizzera, contribuendo così a innalzare di 4 fino a 6 gradi celsius le temperature del nostro pianeta, con un grave impatto per il nostro Paese particolarmente toccato dagli effetti del cambiamento climatico. Questo è tanto più assurdo visto che gli investimenti operati dalla BNS nell'industria fossile sono finanziariamente svantaggiosi: a causa di tali investimenti la BNS ha perso circa 4 miliardi di dollari in tre anni.

Sebbene la BNS abbia deciso, conformemente alle sue direttive interne, di "non acquistare azioni di imprese che producono armi bandite internazionalmente, che violano apertamente diritti umani fondamentali o che causano in modo sistematico gravi danni ambientali", essa è azionista in grandi imprese petrolifere come Chevron, ExxonMobil, Suncor Energy o ConocoPhillips, di cui sono notori i danni provocati al clima. La modifica legale proposta permetterebbe sicuramente alla BNS di rafforzare i propri sforzi per allinearsi alle proprie direttive interne.

La lotta contro il cambiamento climatico rappresenta una delle maggiori sfide con cui saranno confrontate in questo secolo la Svizzera e tutta la comunità internazionale. La Svizzera ha assunto impegni internazionali in materia, conformemente agli scopi definiti nella Costituzione federale sia nell'articolo 2, sia nell'articolo 54 "Affari esteri" capoverso 2 che la impegna a promuovere, nel quadro dei propri affari esteri, la conservazione delle basi naturali della vita. Il Parlamento ha in particolare appena approvato la ratifica dell'Accordo di Parigi sul clima. Quest'ultimo si prefigge infatti di rendere "i flussi finanziari compatibili con un percorso che conduca a uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente al clima" (art. 2 par. 1 let. c). La presente iniziativa parlamentare va in questo senso: la BNS, con le sue acquisizioni di titoli, genera infatti una parte di questi flussi finanziari (dal 2010 ha in particolare operato acquisizioni per più di 630 mia. fr. nel quadro delle sue riserve di cambio). Queste acquisizioni dovrebbero essere compatibili con lo sviluppo verso un'economia ecologicamente sostenibile, coerentemente con l'Accordo di Parigi sul clima. Infine, la Svizzera ha assunto impegni internazionali nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in materia di clima, di preservazione della biodiversità e delle acque, nonché di consumo sostenibile.

A chi si preoccupasse della valutazione dell'impatto climatico degli investimenti si può ancora ricordare che l'Ufficio federale dell'ambiente propone alle diverse istituzioni e imprese interessate, nel quadro di un progetto pilota, una valutazione gratuita della compatibilità climatica dei loro portafogli di investimenti. Una volta messo a punto, il modello così sviluppato sarà disponibile gratuitamente sul mercato.