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18.036 · Oggetto del Consiglio federale · 2018-03-28

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 28 marzo 2018 concernente la modifica della legge federale sull’assicurazione malattie (Adeguamento delle franchigie all’evoluzione dei costi)

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 28.03.2018

L'importo della franchigia è adeguato all'evoluzione dei costi dell'assicurazione obbligatoria

L'importo della franchigia deve essere adeguato all'evoluzione dei costi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Nella sua seduta del 28 marzo 2018 il Consiglio federale ha deciso di trasmettere al Parlamento un messaggio in questo senso, adempiendo una mozione adottata dalle due Camere. Dal 1996 i premi dell'assicurazione malattie sono più che raddoppiati, mentre i salari e le rendite non hanno potuto tenere il passo con questo aumento. In questo contesto il Parlamento ha accolto alla fine del 2016 una mozione del consigliere agli stati Ivo Bischofsberger (15.4157) che incarica il Consiglio federale di modificare la legge sull'assicurazione malattie (LAMal) per adeguare l'importo delle franchigie all'evoluzione dei costi dell'AOMS.

Il Consiglio federale propone di aumentare di 50 franchi tutte le franchigie degli assicurati adulti quando i costi superano una certa soglia. La frequenza degli aumenti sarà quindi variabile in funzione dell'aumento dei costi. A seguito del nuovo sistema di calcolo tutti gli assicurati adulti dovranno partecipare in modo più marcato ai costi.

La mozione intende rafforzare la responsabilità individuale degli assicurati nel ricorso a prestazioni mediche e limitare l'aumento dei costi della sanità e quindi dei premi.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 26.11.2018

LAMal, aumentare franchigie quando costi aumentano

Le franchigie dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) vanno adeguate all'evoluzione dei costi. Inoltre, chi sceglie una franchigia opzionale non deve poterla più cambiarla per tre anni. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando due distinti progetti in materia. Gli Stati devono ancora esprimersi.

Per la maggioranza, aumentando le franchigie, ossia chiedendo agli assicurati una maggiore partecipazione ai costi, si potrà favorire un comportamento più attento ai costi e impedire le visite mediche e ospedaliere superflue, ha spiegato Philippe Nantermod (PLR/VS) a nome della commissione.

Per la sinistra le proposte in discussione vanno invece a scapito dei malati cronici e degli anziani. Nel confronto internazionale, inoltre, gli svizzeri non si recano sovente dal medico, ha ricordato Barbara Gysi (PS/SG) sostenendo che le misure proposte non permetteranno quindi di ridurre i costi del sistema.

Adeguare franchigie a evoluzione costi

Con 133 voti contro 53 e una astensione, il Nazionale ha però adottato una modifica della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) che chiede di adeguare l'importo della franchigia all'evoluzione dei costi. La frequenza degli incrementi sarà variabile in funzione della crescita degli oneri.

Concretamente, quando il rapporto tra la franchigia di base e i costi lordi medi per assicurato supera quota 1:13 scatterebbe un aumento di 50 franchi di tutte le franchigie, anche quelle opzionali. Solo quelle per bambini rimarrebbero invariate, ha spiegato Philippe Nantermod.

In questo modo, ha aggiunto il vallesano, si potrà rafforzare la individuale degli assicurati. La popolazione verrebbe infatti così maggiormente sensibilizzata sui costi che generano sul sistema sanitario.

La sinistra ha invano chiesto di bocciare il testo ritenendolo inutile: il governo ha infatti già oggi la competenza di modificare le franchigie, ha ricordato Barbara Gysi (PS/SG). La proposta in discussione non permetterà in alcun modo di diminuire i costi della salute, ha aggiunto la sangallese.

Questo punto è stato condiviso anche dal consigliere federale Alain Berset che, pur non opponendosi alla proposta, ha spiegato che si tratta sono di uno spostamento di costi. Del resto, ha aggiunto, quando in passato la franchigia è stata aumentata non si sono osservati significativi cambiamenti nel comportamento dei cittadini. I costi globali del sistema hanno infatti continuato ad aumentare in modo pressoché identico, ha affermato il ministro della sanità.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.03.2019

LAMal, aumentare franchigie quando costi aumentano

Le franchigie dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) vanno adeguate automaticamente all'evoluzione dei costi. È quanto prevede un progetto del Consiglio federale, già accolto dal Nazionale, adottato oggi dal Consiglio degli Stati per 26 voti a 13 e 2 astenuti. Contraria la sinistra, che minaccia il referendum, secondo cui tale automatismo punisce i malati, i poveri e gli anziani.

Concretamente, la modifica della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) prevede che, quando il rapporto tra la franchigia di base e i costi lordi medi per assicurato supera quota 1:13, scatterebbe un aumento di 50 franchi di tutte le franchigie, anche quelle opzionali. La franchigia minima salirebbe quindi, non appena entrata in vigore la modifica legislativa, da 300 a 350 franchi.

Da tale meccanismo sono escluse le franchigie per i bambini, ha sottolineato a nome della commissione Joachim Eder (PLR/ZG), e ciò proprio per tener conto del peso, talvolta elevato, dei premi sui bilanci di molte famiglie. Tuttavia, secondo il "senatore", l'adeguamento automatico delle franchigie all'evoluzione dei costi - oggi tale competenza è del Consiglio federale, n.d.r. - rappresenta un passo necessario alla luce del forte incremento delle spese sanitarie.

Chiedendo agli assicurati una maggiore partecipazione ai costi, si potrà favorire un comportamento più attento, impedendo visite mediche e ospedaliere superflue, ha spiegato. L'aumento della franchigia potrebbe inoltre spingere più persone - oggi solo pochi approfittano di tale possibilità - a cambiare cassa e modificare la propria franchigia, risparmiando così dei soldi.

Di parere opposto la sinistra, che chiedeva la non entrata nel merito (poi accolta in votazione per 28 voti a 13), secondo cui l'automatismo propugnato dalla maggioranza non è adeguato per controllare i costi sanitari. Già in passato, ha rammentato Hans Stöckli (PS/BE), vi sono stati aumenti delle franchigie senza che ciò incidesse sull'evoluzione dei costi. Nulla prova che questa modifica della legge sia una misura efficace.

A parere del "senatore" bernese, vi è invece il rischio che sempre più persone rinuncino a farsi curare: già oggi, il 22% della popolazione non va dal medico per timore di dover mettere mano al portafoglio. Vi è il rischio, ha aggiunto, che qualora questo automatismo venisse accolto, a pagarne lo scotto saranno i Cantoni e Comuni mediante un aumento dei rispettivi oneri per l'assistenza sociale.

Didier Berberat (PS/NE) ha sottolineato che nel confronto con gli altri Paesi dell'OCSE, gli Svizzeri si recano dal medico raramente, in media 3,9 volte l'anno, mentre solo in Germania tale media è molto più elevata (9,9 volte). A suo parere questo provvedimento è socialmente ingiusto e inaccettabile perché colpisce i poveri e i malati cronici e gli anziani. No quindi a una medicina a due velocità.

Paul Rechsteiner (PS/SG) ha anche fatto notare che, sempre nel raffronto internazionale, gli Svizzeri sono il popolo sul quale ricade la quota parte maggiore (30%) dei costi sanitari, rispetto per esempio a un Paese paragonabile come l'Olanda (11%). Già ora un quinto delle economie domestiche in Svizzera ha difficoltà a pagare un fattura inattesa di 2500 franchi.

Nel suo intervento, Rechsteiner ha rammentato l'intenzione del suo partito di lanciare il referendum contro questa modifica di legge e l'iniziativa sempre del PS volta a limitare al 10% del reddito il peso dei premi malattia sulle famiglie.

Secondo Ivo Bischofgerber (PPD/AI), l'incremento automatico delle franchigie - si calcola 50 franchi ogni 3 o 4 anni - non dovrebbe far crescere la quota di coloro che rinunciano a farsi curare. Secondo il Consiglio federale, il 10% degli assicurati rinuncia a prestazioni non necessarie e solo l'1% a cure indispensabili.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 14.03.2019

CN: premi malattia, no franchigia ordinaria a 500 franchi

Nemmeno la destra al Consiglio nazionale ha avuto stamane il coraggio di innalzare la franchigia ordinaria nell'ambito dell'assicurazione malattia da 300 a 500 franchi, come chiedeva la Commissione della sicurezza sociale e della sanità con una mozione, poi respinta per 162 voti a 21. Dopotutto, il Parlamento si è già messo d'accordo per adeguare la franchigia minima all'evoluzione dei costi sanitari, e tanto basta. Su quest'ultimo provvedimento, la sinistra ha in ogni caso promesso il referendum.

Nelle intenzioni della destra, l'atto parlamentare non avrebbe dovuto nemmeno essere trattato. Ieri, il consigliere nazionale Raymond Clottu (UDC/NE) aveva tentato invano, con una mozione d'ordine, di stralciarlo dall'ordine del giorno di oggi.

La sinistra ha protestato, chiamando il campo "borghese" alle proprie responsabilità e rinfacciandogli di voler depennare il dossier soltanto per motivi elettorali, sapendo che questa misura sarebbe assai impopolare se adottata dalle Camere. La proposta Clottu è quindi stata bocciata.

I relatori della maggioranza della commissione hanno quindi dovuto fare buon viso a cattivo gioco stamane, e presentare gli argomenti a favore di un innalzamento della franchigia. Per lo stesso Clottu e Bruno Pezzatti (PLR/ZG), simile provvedimento consentirebbe di ridurre i premi per tutti gli assicurati in modo significativo, ossia di almeno 430 milioni di franchi o dell'1,7% circa. L'idea di fondo è favorire un comportamento più attento ai costi e impedire le visite mediche e ospedaliere superflue.

Il Partito socialista non si è fatto pregare e, approfittando anche dell'attenzione dei media, ha attaccato i due relatori di maggioranza rinfacciando loro di essere in combutta con le casse malattia: sia Clottu che Pezzatti fanno infatti parte del gruppo di riflessione sul sistema sanitario del Groupe Mutuel, un importante assicuratore malattia.

Clottu e Pezzatti si sono difesi dicendo di fare semplicemente il loro lavoro di relatori. Alla richiesta se fosse vero che intascano 10 mila franchi l'anno per partecipare a poche sedute, hanno fatto orecchie da mercante.

Dopo aver "cucinato" per bene i due relatori, a nome della minoranza della commissione Yvonne Feri (PS/AG) ha spiegato che un aumento così massiccio della franchigia minima non farebbe che aumentare il numero di coloro che rinunciano a curarsi, soprattutto persone con reddito modesto, nonché i malati cronici e gli anziani.

Già oggi, ha aggiunto, gli Svizzeri sono a livello internazionale quelli che partecipano di più finanziariamente ai costi sanitari. Inoltre, non vi è alcun legame tra l'aumento dei costi sanitari e quello della franchigie. Negli ultimi vent'anni i costi sono costantemente saliti, nonostante l'incremento della franchigia dai 150 franchi iniziali degli anni '90 agli attuali 300 franchi.

Dello stesso parere anche il consigliere federale Alain Berset, secondo cui nel determinare l'ammontare della franchigia bisogna tenere anche conto della capacità finanziaria dei singoli. Rivolto al plenum, il ministro della sanità ha poi ricordato che il Parlamento ha già deciso di adeguare automaticamente le franchigie all'evoluzione dei costi, togliendo insomma questa competenza al Consiglio federale. "Volere ora aumentare la franchigia con una decisione politica a 500 franchi sarebbe contraddittorio", ha spiegato il ministro socialista.

Berset ha poi spiegato che l'aumento della franchigia ha un effetto sul premio, ma non sui costi sanitari in sé, che tendono ad aumentare. Per far fronte a questa situazione, gli strumenti sono altri, ha rammentato, come la revisione del tariffario medico o la diminuzione del prezzo dei farmaci.

Al voto, la mozione è stata quindi bocciata anche da chi in un primo momento l'aveva promossa in commissione.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 22.03.2019

Ii Consiglio nazionale ha respinto in votazione finale l'aumento automatico delle franchigie all'evoluzione dei costi grazie all'alleanza tra il campo rosso-verde e l'UDC.