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18.071 · Oggetto del Consiglio federale · 2018-09-14

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 14 settembre 2018 concernente l’approvazione e la trasposizione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo con relativo Protocollo addizionale nonché il potenziamento del dispositivo penale contro il terrorismo e la criminalità organizzata

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 14.09.2018

Lotta al terrorismo: il Consiglio federale introduce modifiche mirate del diritto penale

Il Consiglio federale intende migliorare le possibilità di perseguire gli atti terroristici e rafforzare la cooperazione internazionale. A tal fine introduce modifiche mirate in particolare del diritto penale. Nella seduta del 14 settembre 2018 ha preso atto dei risultati della consultazione sul suo avamprogetto e adottato il messaggio concernente il relativo disegno di legge. Il rafforzamento del dispositivo penale contro il terrorismo è uno dei tre progetti volti a prevenire e combattere più efficacemente gli atti terroristici.

Per prevenire e perseguire meglio i reati terroristici il Consiglio federale vuole adeguare in modo mirato il diritto svizzero, in particolare quello penale. Propone quindi l'introduzione di una nuova norma che punisce il reclutamento, l'addestramento e i viaggi a fini terroristici, incluse le relative operazioni di finanziamento.

La vigente legge federale di durata determinata che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate ottiene una base legale permanente e le relative disposizioni sono formulate in modo più chiaro. Le modifiche attuano anche la Convenzione e il Protocollo addizionale del Consiglio d'Europa per la prevenzione e la lotta al terrorismo.

La revisione comporta anche un adeguamento dell'attuale norma penale sull'organizzazione criminale (art. 260ter CP) che era stata introdotta negli anni Novanta soprattutto per lottare contro le organizzazioni di stampo mafioso. L'adeguamento in questione precisa che ora la norma penale si applica anche alle organizzazioni terroristiche. Al fine di facilitare il lavoro delle autorità inquirenti sono inoltre modificati singoli criteri legali per determinare l'esistenza di un'organizzazione criminale o terroristica e l'entità della pena è maggiorata da cinque a 20 anni. Con questi adeguamenti il Consiglio federale attua anche la mozione 15.3008 della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati.

Cooperazione internazionale migliorata

Per contrastare il terrorismo il Consiglio federale intende inoltre rafforzare la cooperazione internazionale. Da un lato vuole migliorare lo scambio e l'analisi delle informazioni sul finanziamento del terrorismo. A tal fine l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro potrà trattare le comunicazioni straniere anche quando non è data una comunicazione svizzera in proposito.

Dall'altro, l'assistenza giudiziaria sarà, all'occorrenza, semplificata e accelerata. Il Consiglio federale ha tenuto conto delle osservazioni espresse in sede di consultazione. Le informazioni saranno trasmesse anticipatamente soltanto in casi eccezionali, ovvero in presenza di una minaccia o se l'assenza di questo tipo di trasmissione complicasse eccessivamente le indagini all'estero.

Il disegno di legge non ha subito modifiche importanti rispetto all'avamprogetto. La grande maggioranza dei partecipanti alla consultazione ha accolto favorevolmente le proposte del Consiglio federale.

Due altri progetti

Il messaggio, ora adottato dal Consiglio federale, rappresenta soltanto uno dei tre progetti tesi a rafforzare il dispositivo penale contro il terrorismo. Alla fine del 2017 i Cantoni, le città, i Comuni e la Confederazione hanno già approvato all'unanimità il "Piano d'azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l'estremismo violento" (PNA). La sua attuazione è in corso, la Confederazione sostiene progetti concreti con un programma d'incentivazione pari a cinque milioni di franchi.

Il terzo progetto dà facoltà alla polizia di adottare misure al di fuori di un procedimento penale contro i soggetti pericolosi, quali ad esempio l'obbligo di presentarsi regolarmente a un posto di polizia, il divieto di espatrio o anche gli arresti domiciliari. La relativa consultazione è attualmente sottoposta a esame.

L'obiettivo delle misure del Consiglio federale è contrastare la minaccia terroristica con maggiore fermezza, tutelando nel contempo i principi dello Stato di diritto e liberali della Svizzera.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.12.2019

Terrorismo, rinviati due dossier in commissione

Per lottare contro il terrorismo è necessario estendere le misure preventive di polizia. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che è oggi entrato nel merito su due progetti in materia. Dubbi sono però stati espressi sulla cooperazione internazionale, tanto che entrambi i dossier sono stati rispediti in commissione.

Con 33 voti contro 12, i "senatori" hanno così seguito la proposta di Beat Rieder (PPD/VS) di rinviare la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo. La commissione preparatoria, quella della politica di sicurezza, dovrà ora chiedere un parere a quella degli affari giuridici.

Per il vallesano le misure di cooperazione internazionale previste dalla convenzione si spingono oltre la lotta al terrorismo. Il "senatore" teme che i procuratori siano obbligati a fornire ai loro omologhi stranieri informazioni diverse da quelle relative al terrorismo.

Per la ministra di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter i timori di Rieder sono infondati: le autorità giudiziarie svizzere non saranno obbligate a fornire dati all'estero, decideranno da sole quali informazioni trasmettere.

La minaccia terroristica, inoltre, è ancora ben presente, ha affermato la consigliera federale ricordando il recente attacco a una sinagoga e a un ristorante turco ad Halle, in Germania. Non possiamo combattere efficacemente il terrorismo senza cooperazione internazionale, ha sottolineato, invano, Keller-Sutter. A differenza delle legislazioni nazionali, infatti, il terrorismo non conosce frontiere, ha aggiunto il il relatore commissionale Daniel Jositsch (PS/ZH).

Per prevenire e lottare più efficacemente contro il terrorismo, il governo propone l'introduzione di una nuova norma che punisce il reclutamento, l'addestramento e i viaggi a fini terroristici, incluse le relative operazioni di finanziamento. Le modifiche attuano pure la Convenzione e il Protocollo addizionale del Consiglio d'Europa per la prevenzione e la lotta al terrorismo.

La revisione comporta anche un adeguamento dell'attuale norma penale sull'organizzazione criminale (art. 260ter CP) che era stata introdotta negli anni Novanta soprattutto per lottare contro le organizzazioni di stampo mafioso. Grazie alla modifica apportata ora la norma penale si applica anche alle organizzazioni terroristiche, ha precisato la consigliera federale.

Dopo aver rispedito in commissione questo primo pacchetto legislativo, gli Stati hanno rinviato (con 34 voti contro 10) anche un secondo dossier, che mira a concedere alla polizia maggiori strumenti per contrastare, al di fuori di un procedimento penale, le persone potenzialmente pericolose. Il motivo è presto detto: i due dossier vanno trattati insieme, ha sostenuto Jositsch.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.03.2020

Lotta al terrorismo, approvati due progetti

Per lottare contro il terrorismo è necessario estendere le misure preventive di polizia. È quanto ritiene il Consiglio degli Stati che oggi ha approvato due progetti in materia. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.

Il primo disegno - adottato con 35 voti favorevoli e 8 astenuti - introduce una nuova norma che punisce il reclutamento, l'addestramento e i viaggi a fini terroristici, incluse le relative operazioni di finanziamento. Le modifiche attuano pure la Convenzione e il Protocollo addizionale del Consiglio d'Europa per la prevenzione e la lotta al terrorismo.

La revisione comporta anche un adeguamento dell'attuale norma penale sull'organizzazione criminale (art. 260ter CP) che era stata introdotta negli anni Novanta soprattutto per lottare contro le organizzazioni di stampo mafioso. Grazie alla modifica apportata ora la norma penale si applica anche alle organizzazioni terroristiche.

Con 30 voti contro 13, la maggioranza ha deciso che la partecipazione e il sostegno a organizzazioni sia terroristiche che criminali potranno essere puniti con una pena detentiva fino a 10 anni. Una minoranza auspicava invece una differenza per organizzazioni criminali (fino a cinque anni) e organizzazioni terroristiche (fino a 10 anni).

I "senatori" hanno anche accettato - con 26 voti favorevoli e 17 contrari - una proposta di Beat Rieder (PPD/VS) per limitare la trasmissione anticipata di informazioni e prove nell'ambito dell'assistenza giudiziaria internazionale. Ciò potrebbe aprire la porta agli abusi dato che l'accusato o i suoi legali non potrebbero opporsi o fare ricorso, ha sostenuto il vallesano.

Il secondo dossier - adottato con 35 voti contro 5 e 2 astensioni - mira invece a concedere alla polizia maggiori strumenti per contrastare, al di fuori di un procedimento penale, le persone potenzialmente pericolose. Qui il disegno di legge propone un catalogo di misure nei confronti di individui che rappresentano una minaccia, ma che non possono essere oggetto di un procedimento penale.

Sarà per esempio possibile obbligare un sospetto a presentarsi a un posto di polizia a determinati orari, vietargli di lasciare la Svizzera confiscandogli il passaporto, confinarlo in un perimetro determinato o proibirgli l'accesso a un luogo o il contatto con talune persone.

Come ultima ratio, e solamente contro le persone particolarmente pericolose, è prevista la possibilità di pronunciare un divieto di lasciare un immobile ("arresti domiciliari"). Questa misura, oltre all'autorizzazione dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol), necessita anche dell'approvazione di un'autorità giudiziaria.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 16.06.2020

Terrorismo, approvato inasprimento pene e misure

È necessario estendere le misure preventive per lottare contro il terrorismo. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che, dopo un acceso dibattito, oggi ha approvato un progetto in materia che inasprisce il codice penale e aumenta la cooperazione internazionale.

Durante il dibattito, la sinistra ha messo in guardia contro i rischi per la libertà che la proposta comporta. Una seconda parte del disegno di legge, che riguarda le misure di polizia, sarà trattata giovedì.

Il disegno - approvato con 127 voti a 54 e 13 astensioni - introduce una nuova norma che punisce il reclutamento, l'addestramento e i viaggi a fini terroristici, incluse le relative operazioni di finanziamento. Le modifiche attuano pure la Convenzione e il Protocollo addizionale del Consiglio d'Europa per la prevenzione e la lotta al terrorismo.

La pena massima per la partecipazione o il sostegno a un'organizzazione vietata aumenta a dieci anni. La modifica crea anche una base giuridica per istituire squadre investigative transfrontaliere. Inoltre, a determinate condizioni, le autorità svizzere potrebbero trasmettere in anticipo informazioni a quelle estere.

Verdi e socialisti hanno chiesto di rinviare l'intero dossier al Consiglio federale affinché lo rielaborasse conservandone solo i punti necessari per applicare la Convenzione del Consiglio d'Europa. "Ogni inasprimento della legge in questo ambito ci costa un po' di libertà", ha affermato Marionna Schlatter (Verdi/ZH), aggiungendo che "la scelta di quale organizzazione può essere considerata terroristica è politica e non giuridica".

È necessario intervenire, ma "il progetto si spinge troppo in là", le ha fatto eco Priska Seiler Graf (PS/ZH), temendo che le nuove disposizioni indeboliscano lo Stato di diritto. Pierre-Alain Fridez (PS/JU) ha da parte sua ricordato che diversi relatori dell'Onu e molte ong hanno rilevato la problematicità di questo testo, "che in più punti supera la linea rossa".

"Per combattere il terrorismo tutti gli Stati devono collaborare", ha replicato Bruno Walliser (UDC/ZH). "Non dobbiamo far piacere a qualche studio legale, ma proteggere la popolazione", ha aggiunto il suo collega di partito Jean-Luc Addor (UDC/VS).

"Terrorismo ed estremismo sono un'aggressione allo Stato di diritto ed è nell'interesse della Svizzera avere un buon armamentario per combatterli", secondo Martin Candinas (PPD/GR). "Questo progetto è centrale", ha poi rilevato Maja Riniker (PLR/AG): "non lasciamo che siano persone o organizzazioni a limitare la nostra libertà".

Secondo la ministra di giustizia e polizia, Karin Keller-Sutter, i terroristi attaccano "la nostra società e il nostro stile di vita". Gli interventi contro di loro devono essere intrapresi a vari livelli, ha aggiunto, menzionando, oltre alle nuove norme penali, anche la prevenzione e l'educazione. La richiesta di rinvio è stata bocciata con 127 voti a 67.

Nel corso dell'esame dettagliato è stata respinta una serie di proposte di minoranza. La sinistra chiedeva, per esempio, di stralciare la nuova disposizione penale contro il reclutamento, l'addestramento e i viaggi a fini terroristici. Porterà a conflitti con i diritti fondamentali, ha rilevato Priska Seiler Graf (PS/ZH).

Keller-Sutter ha però ricordato che questo è il nucleo della Convenzione del Consiglio d'Europa e una sua soppressione indebolirebbe notevolmente il progetto. Il plenum ha respinto la proposta con 121 voti a 69. Nulla da fare neanche per la richiesta di prevedere eccezioni per i combattenti per la libertà e la democrazia.

La proposta della commissione preparatoria di esonerare esplicitamente le organizzazioni umanitarie, come il CICR, dalla responsabilità penale per il sostegno alle organizzazioni terroristiche ha invece avuto successo. La ministra era contraria: l'assistenza neutrale e indipendente alle vittime dei conflitti continuerà a rimanere impunita e garantita, ha dichiarato invano difendendo il punto di vista del governo.

Questo disegno di legge è controverso. Una delle critiche verte sul fatto che anche gli adolescenti a partire dai quindici anni potrebbero essere posti agli arresti domiciliari e che si potrebbero imporre misure nei confronti di bambini a partire dai 12 anni. Secondo molte ong, la formulazione del disegno di legge, che si rivolge principalmente ad atti presunti e futuri, non offre inoltre sufficienti garanzie giuridiche.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.09.2020

Terrorismo, esonerare organizzazioni umanitarie

Le organizzazioni umanitarie che agiscono in base al diritto internazionale codificato nella Convenzioni di Ginevra vanno esonerate dalla responsabilità penale per il sostegno alle organizzazioni terroristiche.

Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati per 23 voti a 17, adottando una proposta di minoranza elaborata dalla sua commissione preparatoria. Il Consiglio nazionale, affrontando il progetto "Terrorismo e la criminalità organizzata. Convenzione del Consiglio d'Europa", voleva escludere tali organizzazioni, menzionando esplicitamente il Comitato internazionale della Croce rossa (CICR).

La soluzione di compromesso trovata oggi cozza contro la volontà del Consiglio federale secondo cui la Convenzione non ostacolerebbe le attività delle organizzazioni umanitarie e che l'aiuto neutrale e indipendente alle vittime di conflitti continuerebbe a rimanere impunito.

La camera dei cantoni ha mantenuto un'altra divergenza (23 voti a 19) col Nazionale, limitando la trasmissione anticipata di informazioni e prove nell'ambito dell'assistenza giudiziaria internazionale. Ciò potrebbe aprire la porta agli abusi dato che l'accusato o i suoi legali non potrebbero opporsi o fare ricorso, secondo la maggioranza.

Il disegno di legge che traspone nel diritto elvetico le prescrizioni incluse nella Convenzione del Consiglio d'Europa introduce una nuova norma che punisce il reclutamento, l'addestramento e i viaggi a fini terroristici, incluse le relative operazioni di finanziamento.

La revisione comporta anche un adeguamento dell'attuale norma penale sull'organizzazione criminale (art. 260ter CP) che era stata introdotta negli anni Novanta soprattutto per lottare contro le organizzazioni di stampo mafioso. Grazie alla modifica apportata ora la norma penale si applica anche alle organizzazioni terroristiche.

La partecipazione e il sostegno a organizzazioni sia terroristiche che criminali potranno essere puniti con una pena detentiva fino a 10 anni.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 22.09.2020

Il Consiglio nazionale ha ribadito - con 111 voti contro 75 e 9 astenuti - nel quadro del progetto "Terrorismo e criminalità organizzata. Convenzione del Consiglio d'Europa" - che le organizzazioni umanitarie, quali il CICR, dovrebbero poter lavorare in zone controllate da gruppi terroristi senza rischiare di essere punite. Il Consiglio degli Stati non intende invece menzionare esplicitamente il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), Tra i due rami del Parlamento rimane un'altra divergenza concernente l'assistenza internazionale. Contrariamente ai "senatori", la Camera del popolo non vuole limitare la trasmissione anticipata di informazioni e prove nell'ambito dell'assistenza giudiziaria internazionale per prevenire abusi e pericoli gravi e imminenti.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 23.09.2020

CSt: terrorismo, misure restrittive pronte per voto finale

Il progetto "Terrorismo e criminalità organizzata. Convenzione del Consiglio d'Europa" è pronto per le votazioni finali. Oggi il Consiglio degli Stati ha tacitamente eliminato le ultime due divergenze col Nazionale.

Gli ultimi due ostacoli riguardavano le ONG e l'assistenza internazionale. In futuro, le organizzazioni umanitarie, quali il CICR, dovrebbero poter lavorare in zone controllate da gruppi terroristici senza rischiare di essere puniti. In questo caso, l'ha spuntata la Camera del popolo, che nella sua versione della legge ha voluto menzionare esplicitamente il CICR, a differenza degli Stati.

In merito all'assistenza internazionale, i due rami del Parlamento hanno stabilito che la trasmissione anticipata di informazioni e prove sarà possibile in caso di pericolo imminente e per indagini che riguardano il terrorismo e la criminalità organizzata. Le Camere hanno voluto restringere il campo d'azione dell'assistenza internazionale per evitare abusi.