18.095 · Oggetto del Consiglio federale · 2018-12-07
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 7 dicembre 2018 concernente la modifica della legge federale sulla protezione dell’ambiente (Divieto di mettere in commercio legname ottenuto illegalmente)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 07.12.2018
Lotta al disboscamento illegale: il Consiglio federale propone una modifica di legge
A livello globale, il disboscamento illegale causa problemi di politica climatica e commerciale. Nell'Unione europea, il regolamento europeo del legno impedisce l'immissione sul mercato di legname di provenienza illegale. La Svizzera non dispone ancora di una normativa per combattere il disboscamento illegale. Per colmare questa lacuna, il Consiglio federale propone di modificare la legge sulla protezione dell'ambiente. Il 7 dicembre 2018 ha trasmesso al Parlamento il messaggio relativo alla modifica di legge.
La Banca mondiale stima che, su scala globale, ogni due secondi venga disboscata la superficie di due campi di calcio. In molti Paesi, oltre la metà del legname raccolto proviene dal taglio illegale, un motore importante del disboscamento a livello mondiale, che contribuisce al 17 per cento delle emissioni globali di CO2 e quindi anche al riscaldamento climatico. Nell'Unione europea, l'immissione sul mercato (importazione, commercio) di legno tagliato illegalmente è vietata dal relativo regolamento europeo (EUTR; European Timber Regulation 995/2010). La Svizzera non dispone ancora di un'apposita normativa.
Con l'adozione delle due mozioni dello stesso tenore (17.3855, CN Peter Föhn, UDC, AG; 17.3843, CN Sylvia Flückiger-Bäni, UDC, AG) "Garantire agli esportatori svizzeri di legname condizioni eque rispetto ai loro concorrenti europei", il Consiglio federale è stato incaricato di creare le condizioni quadro per introdurre al più presto in Svizzera una normativa identica al regolamento EUTR, allo scopo di vietare l'importazione di legname di provenienza illegale ed eliminare gli ostacoli al commercio per le aziende svizzere nei confronti dell'UE. Nel 2017 il valore delle importazioni nell'ambito dell'EUTR è stato pari a quasi 5 miliardi di franchi, mentre il volume delle esportazioni è stato di circa 1,5 miliardi di franchi.
Per attuare le due mozioni, il Consiglio federale ha adottato nella seduta del 7 dicembre 2018 il messaggio sulla modifica della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb). Il divieto europeo di importazione di legname di provenienza illegale costituisce un contributo alla protezione delle foreste in tutto il mondo e alla loro gestione sostenibile. Le foreste prevengono la desertificazione e l'erosione del suolo e mitigano le conseguenze di eventi meteorologici estremi, ad esempio in caso di inondazioni. Infine consentono di salvaguardare la biodiversità.
Introduzione dell'obbligo di diligenza
La modifica di legge prevede che possano essere messi in commercio unicamente legno e prodotti da esso derivati raccolti e commercializzati legalmente. Chi mette in commercio per la prima volta legno e prodotti da esso derivati deve quindi attestare il rispetto dell'obbligo di diligenza. La prova della valutazione del rischio deve contenere informazioni sulla specie (p. es. faggio, quercia, abete rosso ecc.) e sul Paese di origine del legno. Al contempo vanno adottate misure volte a ridurre il rischio di mettere in commercio legno di provenienza illegale. Queste misure contemplano, ad esempio, l'inoltro della documentazione sulla gestione legale del bosco di origine e le informazioni sull'utilizzo del legname abbattuto.
Inoltre, gli operatori della filiera commerciale coinvolti devono garantire la tracciabilità dei loro acquisti e delle loro vendite. Il monitoraggio delle misure sarà affidato a un'unità specializzata a livello nazionale. Le organizzazioni autorizzate dalla Confederazione devono inoltre essere in grado di sostenere e controllare il rispetto dell'obbligo di diligenza di concerto con gli operatori della filiera.
Il Consiglio federale aveva proposto questa modifica della legge sulla protezione dell'ambiente già nel 2014 nell'ambito del controprogetto all'iniziativa popolare "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)". Il Parlamento ha respinto il controprogetto nel dicembre 2015 ma ne ha ora ripreso questa parte.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 05.06.2019
Stop a commercio legname tagliato illegalmente
Il commercio in Svizzera di legname proveniente da disboscamenti illegali va vietato. Lo ha stabilito oggi il Consiglio nazionale accettando a larga maggioranza - 177 voti a 3 - la modifica della Legge federale sulla protezione dell'ambiente (LPAmb).
In questo modo, la Confederazione si allinea all'Unione europea, dove esistono già norme - regolamento denominato EUTR - che impediscono l'immissione sul mercato di legname ottenuto con tagli "selvaggi". Ora toccherà al Consiglio degli Stati esprimersi sull'oggetto.
Chi mette in commercio per la prima volta legno e prodotti da esso derivati deve quindi attestare il rispetto dell'obbligo di diligenza. Va provata la legalità dello sfruttamento delle foreste nel Paese d'origine, così come quella del processo di trasformazione. Gli operatori devono pure garantire la tracciabilità di acquisti e vendite.
La Camera del popolo, seguendo quanto deciso in fase preparatoria dalla sua Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia, è addirittura andata oltre l'originale proposta governativa. Ha infatti optato per introdurre una disposizione che obbliga i commercianti a informare i consumatori in merito al genere e alla provenienza del legname. Resta in vigore l'obbligo di dichiarazione.
In principio, tutti i partiti erano d'accordo sulla modifica legislativa, per ragioni economiche ma anche ecologiche. La deforestazione rappresenta il 20% del riscaldamento climatico, ha ricordato in aula Bastien Girod (Verdi/ZH).
Con questa novità, le esportazioni potranno "battersi ad armi pari" sul mercato continentale, ha sottolineato Thomas Ammann (PPD/SG). Quasi il 95% del legno svizzero è venduto nell'Ue, il che rappresenta affari per 1,5 miliardi di franchi all'anno. In casa ecologista si è fatto notare come l'impegno dei Verdi in Parlamento sul tema risalga al 2002.
Il Nazionale ha inoltre deciso, per 101 voti a 76, di attribuire al Consiglio federale la competenza di richiedere l'adempimento di determinate condizioni per la commercializzazione di altre materie prime o prodotti. In sostanza, l'esecutivo ha la facoltà impedire che qualcosa venga messo sul mercato se coltivazione, raccolta o fabbricazione fossero fortemente nocive per l'ambiente, oppure se dovessero pregiudicare l'uso sostenibile di materie prime naturali. Ciò riguarda in particolare la problematica legata al controverso olio di palma: ampie aree di foresta pluviale vengono eliminate per far spazio alle piantagioni.
La destra ha provato ad opporsi, evocando il rischio di cozzare contro le esigenze del settore e di estendere troppo la legislazione. Il governo ha invece sostenuto questa aggiunta. "La preservazione dell'ambiente non deve inquietarci solo quando sono in gioco i nostri interessi economici", ha dichiarato la ministra Simonetta Sommaruga.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.09.2019
No commercio legname ottenuto illegalmente
Anche il Consiglio degli Stati, come già il Nazionale lo scorso giugno, intende vietare in Svizzera il commercio di legname proveniente da disboscamenti illegali.
È quanto prevede una modifica della legge sulla protezione dell'ambiente, approvata oggi dal plenum senza voti contrari. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per l'eliminazione di alcune divergenze.
La modifica di legge consentirebbe alla Confederazione di adeguarsi all'Unione europea, dove esistono già norme - regolamento denominato EUTR - che impediscono l'immissione sul mercato di legname ottenuto con tagli "selvaggi".
Gli Stati, come il Nazionale, prevedono un obbligo di dichiarazione del tipo e della provenienza del legno. Infine, il Consiglio federale deve essere autorizzato a stabilire requisiti per la messa in commercio di altre materie prime o prodotti oppure vietarne la messa in commercio se la loro coltura, estrazione o produzione rappresenta un carico notevole per l'ambiente o compromette seriamente l'utilizzo sostenibile delle risorse naturali.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 12.09.2019
CN: basta commercio legname tagliato illegalmente
Il commercio in Svizzera di legname proveniente da disboscamenti illegali va vietato. È quanto prevede una modifica della Legge federale sulla protezione dell'ambiente, approvata oggi definitivamente dal Consiglio nazionale dopo che quest'ultimo ha eliminato le ultime divergenze minori con gli Stati. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
In questo modo, la Confederazione si allinea all'Unione europea, dove esistono già norme - regolamento denominato EUTR - che impediscono l'immissione sul mercato di legname ottenuto con tagli "selvaggi".
Chiunque metta in commercio per la prima volta legno e prodotti da esso derivati dovrà quindi attestare il rispetto dell'obbligo di diligenza. Va provata la legalità dello sfruttamento delle foreste nel Paese d'origine, così come quella del processo di trasformazione. Gli operatori dovranno pure garantire la tracciabilità di acquisti e vendite.
I commercianti dovranno inoltre a informare i consumatori in merito al genere e alla provenienza del legname. Resta in vigore l'obbligo di dichiarazione.
Tutti i partiti erano d'accordo sulla modifica legislativa per ragioni economiche, ma anche ecologiche. La deforestazione rappresenta il 20% del riscaldamento climatico. Oltre a ciò, con questa novità gli esportatori di legname svizzeri potranno battersi ad armi pari sul mercato continentale. Quasi il 95% del legno svizzero è venduto nell'Ue, il che rappresenta affari per 1,5 miliardi di franchi all'anno.
Il Consiglio federale avrà anche la competenza di richiedere l'adempimento di determinate condizioni per la commercializzazione di altre materie prime o prodotti. In sostanza, l'esecutivo ha la facoltà di vietare che qualcosa venga messo sul mercato se coltivazione, raccolta o fabbricazione fossero fortemente nocive per l'ambiente, oppure se dovessero pregiudicare l'uso sostenibile di materie prime naturali.
Ciò riguarda in particolare la problematica legata al controverso olio di palma: ampie aree di foresta pluviale vengono eliminate per far spazio alle piantagioni.