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18.1013 · Interrogazione · 2018-03-15

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

L'epatite C è curabile. Ciononostante, in Svizzera ogni giorno muore almeno una persona affetta da questa malattia. Il numero delle vittime è dunque il doppio rispetto a quelle della strada.

La campagna di prevenzione dell'HIV è esemplare e molto efficace. Negli ultimi decenni è stato svolto un lavoro eccellente in questo campo. Tuttavia, benché siano gli stessi, i gruppi a rischio di fatto non sono molto informati sull'epatite C.

1. Perché l'epatite C è poco considerata in questo lavoro di prevenzione benché l'elevata mortalità desti preoccupazione?

2. Il Consiglio federale è disposto a integrare a tutti gli effetti l'epatite C nelle future campagne di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e dell'HIV?

Se no, che cosa intende fare per informare meglio e in modo più trasparente i gruppi a rischio e il personale medico sull'epatite C?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale prende molto sul serio la lotta all'epatite C. La Svizzera attua da anni misure efficaci ai più diversi livelli. Tra queste rientrano le misure di prevenzione nel settore ospedaliero e sanitario e i provvedimenti per la riduzione dei danni fra i consumatori di stupefacenti, che in Svizzera rappresentano il gruppo della popolazione più colpito dalla diffusione del virus dell'epatite C (HCV). Di conseguenza, alcuni indicatori rilevanti per il carico di malattia come l'incidenza, i ricoveri ospedalieri, i trapianti di fegato, la mortalità ecc. sono stabili da anni o sono addirittura regrediti.

Un'analisi della statistica delle cause di morte effettuata nel 2016 su incarico dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha mostrato che in Svizzera i decessi dovuti a infezione da HCV sono costanti dal 2003, con circa 200 casi all'anno. Nello stesso periodo, per i tassi di mortalità delle infezioni da virus HI (HIV) e HBV (il virus dell'epatite B) si osserva una lieve tendenza alla diminuzione. Ultimamente si sono aggirati costantemente intorno a un valore all'incirca cinque volte inferiore rispetto all'HCV. Nei prossimi anni queste cifre dovrebbero ulteriormente migliorare, poiché dal 2017 tutte le persone con infezione cronica da HCV hanno accesso ai più recenti medicamenti antivirali, con una probabilità di guarigione di oltre il 90 per cento.

2. Tutte le misure per la lotta alle malattie trasmissibili sostenute dal Consiglio federale nell'ambito delle dipendenze includono consapevolmente la prevenzione dell'HCV. Dal 2008 è in corso una campagna nazionale per l'informazione e la sensibilizzazione dei consumatori di stupefacenti e degli specialisti (www.hepch.ch). Tuttavia la trasmissione dell'HCV per via sessuale avviene solo sporadicamente e soprattutto tra uomini positivi all'HIV. Per questo, pur essendovi tematizzato, l'HCV non è tra le priorità del Programma nazionale "HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili". La campagna Love Life (www.lovelife.ch) intende veicolare messaggi concernenti la protezione dall'HIV e da altre infezioni sessualmente trasmissibili che abbiano un'elevata rilevanza per il maggior numero possibile di persone.

Oltre alle misure descritte sopra, il 2 dicembre 2016 il Consiglio federale, nel quadro della Strategia nazionale Dipendenze, ha deciso nuove misure di lotta all'HBV e all'HCV destinate ai consumatori di stupefacenti, per le quali sta elaborando direttive pratiche per gli specialisti.

Risposta del Consiglio federale.