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18.3020 · Interpellanza · 2018-02-26

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Da vari anni l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani osserva con preoccupazione la situazione politica e umanitaria in Turchia. Nel suo rapporto del febbraio 2017 sulla situazione dei diritti umani nel sudest della Turchia parla di arresti di massa di presunti terroristi, di distruzione di ampi territori abitati da civili e di sfollamenti nonché di elementi che attestano l'uccisione di molti civili nel quadro del conflitto tra lo Stato turco e i separatisti curdi. Non ha potuto tuttavia accedere alla zona di conflitto perché lo Stato turco non ha concesso l'autorizzazione. La repressione dei movimenti curdi si estende anche al di là delle frontiere dello Stato turco fino a toccare la Siria. Il 20 gennaio 2018 la Turchia ha bombardato e invaso con truppe di terra Afrin, una regione curda della Siria. Lo Stato turco sta pertanto iniziando una vera e propria invasione. Tutto ciò fa pensare che l'esportazione di materiale bellico svizzero verso la Turchia non sia più conforme alle norme svizzere né agli impegni internazionali della Svizzera. L'articolo 5 dell'ordinanza sul materiale bellico (OMB)stabilisce che "l'autorizzazione per affari con l'estero e la conclusione di contratti conformemente all'articolo 20 Legge federale sul materiale bellico (LMB) non è rilasciata se: a. il Paese destinatario è implicato in un conflitto armato interno o internazionale, b. il Paese destinatario viola in modo grave e sistematico i diritti umani, d. esiste un forte rischio che, nel Paese destinatario, il materiale bellico da esportare sia impiegato contro la popolazione civile; o e. esiste un forte rischio che, nel Paese destinatario, il materiale bellico da esportare sia trasferito a un destinatario finale indesiderato".

Dalle statistiche relative al 2016 sull'esportazione di armi svizzere emerge tuttavia che sono state esportate armi in Turchia, benché per importi ridotti. Alla luce di quanto esposto chiedo al Consiglio federale:

1. Come valuta la situazione in Turchia visto quanto stabilito dalle lettere a, b, c, d, ed e dell'articolo 5 OMB?

2. Dal 2016 sono state esportate armi o materiale bellico e se sì, con quale valutazione delle condizioni dell'articolo 5 OMB?

3. In base alla risposta fornita alla domanda 1, potranno essere esportate armi o materiale da guerra anche in futuro?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide le preoccupazioni dell'autore dell'interpellanza sugli sviluppi in Turchia e nel nord della Siria. Per quanto riguarda la sua posizione generale in merito alla situazione in Turchia rimanda alla risposta all'interrogazione urgente del Gruppo dei Verdi 16.1072, "Come reagisce la Svizzera ai preoccupanti sviluppi della situazione in Turchia? Che cosa può fare per contribuire alla tutela dei diritti umani e alla soluzione pacifica dei conflitti?".

Le richieste di esportazione di materiale bellico verso la Turchia vengono valutate caso per caso dalla Segreteria di Stato dell'economia SECO, d'intesa con il Dipartimento federale degli affari esteri DFAE, sulla base dell'articolo 22 della LMB (RS 514.51) in combinato disposto con l'articolo 5 OMB (RS 514.511). Per quanto riguarda le esportazioni di materiale bellico verso la Turchia, la Svizzera si dimostra quindi restrittiva da anni.

La Turchia è implicata in un conflitto armato ai sensi dell'articolo 5 capoverso 2 lettera a OMB e di conseguenza le richieste di esportazione di materiale bellico vengono in linea di massima respinte. Sulla base rispettivamente dell'articolo 23 LMB e dell'articolo 5 capoverso 3 OMB sono state autorizzate soltanto singole forniture di pezzi di ricambio per sistemi di difesa antiaerea esportati in precedenza e l'esportazione di singole armi da fuoco per diplomatici turchi che rientravano in Turchia. Queste operazioni sono conformi ai criteri giuridici definiti nella legislazione sul materiale bellico. Nel caso del materiale bellico in questione il rischio che possa essere utilizzato per violare i diritti umani o contro la popolazione civile è praticamente inesistente.

Il Consiglio federale segue attentamente l'evolversi della situazione in Turchia.

Risposta del Consiglio federale.