Rafforzare la pluralità mediatica svizzera grazie a una politica mediatica solida e lungimirante
18.3070 · Mozione · 2018-03-05
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato ad adottare le misure e gli adeguamenti di legge seguenti:
1. Il tetto di 1,2 miliardi di franchi per i proventi del canone destinati alla SSR, già deciso dal Consiglio federale, e un aumento della quota del canone destinata ai media elettronici regionali e locali, sono attuati e sanciti nella nuova legge sui media.
2. Il sostegno indiretto ai media stampati regionali e locali è rafforzato attraverso l'impiego a tale scopo di una parte adeguata del canone radiotelevisivo.
3. L'espansione della SSR nel mercato pubblicitario a spese dei media privati svizzeri è bloccata mediante misure adeguate (restrizioni pubblicitarie dalle ore 19.30 e determinazione di un limite massimo, collaborazione priva di discriminazioni nell'ambito delle piattaforme pubblicitarie).
4. L'espansione dell'offerta on line della SSR e dei media privati finanziati mediante il canone è fortemente limitata nel settore scritto, allo scopo di dare un'opportunità commerciale agli abbonamenti digitali dei media stampati regionali e di altri giornali.
Begründung
Nell'ambito delle discussioni concernenti l'iniziativa "No Billag" si è riusciti a garantire e rafforzare la comprovata combinazione dei contenuti mediatici finanziati tramite fondi pubblici e quelli dei media privati. La politica mediatica della Svizzera, in quanto fondamento di un servizio pubblico funzionante, ha saputo mobilitare la gente creando una solida maggioranza a favore di una pluralità mediatica costruttiva e lungimirante. Questa maggioranza ha opposto un rifiuto allo smantellamento. Si fida delle dichiarazioni rilasciate dal Consiglio federale e dalla SSR durante la campagna sulla votazione.
Ora è quindi essenziale che alle parole seguano i fatti: il canone annuale per la SSR deve essere ridotto a 365 franchi, come approvato dal Consiglio federale. Per ripristinare la fiducia nel finanziamento della SSR, il tetto massimo dei proventi del canone destinati alla SSR, fissato dal Consiglio federale a 1,2 miliardi, deve essere sancito nella legge sulla radiotelevisione. Inoltre, i media elettronici regionali e locali devono poter beneficiare di quote del canone più elevate. La promessa che la SSR non accederà a nuove forme digitali di pubblicità deve essere mantenuta concretamente.
Le limitazioni pubblicitarie applicate alla SSR (ad es. nessuno spot dalle ore 19.30 e un tetto massimo per la pubblicità) devono essere attuate il più presto possibile, in linea con le considerazioni esposte dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Vonlanthen 17.4207, "L'opzione No Billag è da escludere, ma come evitare il disastro?", del 14 dicembre 2017. Quanto alle piattaforme pubblicitarie della SSR come ad esempio Admeira, occorre fare in modo che sia garantita una partecipazione senza discriminazione per tutti i media interessati e che questi contribuiscano al rafforzamento della pluralità mediatica svizzera.
In aggiunta, per il futuro della pluralità mediatica in Svizzera è determinante che a livello economico vi sia la possibilità di finanziare i media on line tramite abbonamenti e introiti pubblicitari. In linea di principio ciò è però realizzabile soltanto se le informazioni non sono messe a disposizione gratuitamente. Occorre pertanto limitare la SSR e i media privati che beneficiano di proventi del canone: infatti, essendo sempre più attivi nel settore giornalistico on line, mettono a repentaglio la sopravvivenza economica dei media stampati regionali tradizionali, quella dei nuovi e promettenti media on line (ad es. watson.ch, nau.ch) e quella della stampa quotidiana sovraregionale che vende sempre più abbonamenti digitali, impedendo loro di sviluppare un modello commerciale sostenibile.
La SSR e le radio e televisioni regionali finanziate tramite il canone devono ridurre la propria offerta scritta on line, ma al contempo devono poter diffondere i propri contributi radiotelevisivi con tecniche moderne. È ipotizzabile una soluzione comprovata come quella del Teletext, con testi limitati a circa 650 caratteri o un tetto finanziario per le spese destinate alle offerte on line. Grazie alla pubblicità e agli altri accessi a pagamento i fornitori privati avrebbero maggiori possibilità di realizzare un margine commerciale. Per le piccole regioni linguistiche in cui non vi sono alternative private all'offerta giornalistica on line della SSR e di altri media che beneficiano di quote del canone, il Consiglio federale può eventualmente prevedere deroghe volte a garantire un servizio pubblico adeguato in ambito mediatico.
I media stampati regionali e locali costituiscono un pilastro essenziale della pluralità mediatica svizzera e, grazie ai loro rendiconti, svolgono un compito di politica statale estremamente importante. Da alcuni anni sono confrontati con una forte pressione economica e in alcuni casi lottano persino per la sopravvivenza. Gli introiti pubblicitari sono in continuo calo e la pressione esercitata dai concorrenti on line finanziati dal canone nonché da alcune misure della SSR (Admeira) aggravano la situazione. A ciò si aggiunge il fatto che anche la Posta, nell'ambito del limitato sostegno indiretto alla stampa, contribuisce in modo insufficiente a far sì che i media stampati possano continuare ad adempiere ai propri importanti compiti di servizio pubblico a livello regionale e locale.
Lo sviluppo di offerte on line fa parte del futuro. Al momento attuale questi modelli non possono ancora essere esercitati in modo economico. Ci vorrà ancora un po' di tempo prima che questa fruizione on line di contenuti mediatici si affermi su larga scala. È possibile rafforzare la pluralità mediatica sfruttando una parte del canone radiotelevisivo, che può essere trasformato in un canone sui media. Al contempo, i media in questione dispongono del margine di manovra finanziario necessario per testare autonomamente la redditività e la sopravvivenza a lungo termine di modelli on line concreti. L'aiuto è consapevolmente orientato al sostegno indiretto alla stampa e non dovrebbe rompere gli argini istituzionali dei sussidi diretti dei media privati.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
I lavori preparatori per la futura legge sui media elettronici sono in corso. Questa legge dovrebbe un giorno sostituire la legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40). Le richieste dell'autore della mozione sono per la maggior parte trattate nell'ambito di tali lavori legislativi. L'apertura della consultazione pubblica in merito alla nuova legge è prevista per giugno 2018. Successivamente, in occasione delle deliberazioni relative al messaggio sull'avamprogetto di legge, il Parlamento potrà affrontare la tematica dell'assetto e del finanziamento di un servizio pubblico in ambito mediatico orientato al futuro. Il Consiglio federale ritiene prematuro e inutilmente pregiudizievole stabilire già ora direttive vincolanti quanto al contenuto della futura legge.
1. Il Consiglio federale ha fissato un tetto di 1,2 miliardi di franchi per la quota dei proventi del canone radiotelevisivo destinata alla SSR per il periodo 2019-2022. Le emittenti locali e regionali riceveranno già un importo massimo del 6 per cento come previsto dalla LRTV. La possibilità di stabilire un limite massimo potrebbe essere sancita espressamente nella nuova legge. Tuttavia, secondo il Consiglio federale stabilire una quota massima a livello legislativo renderebbe il tutto troppo rigido, poiché anche in futuro la quota destinata alla SSR continuerà a dipendere da diversi fattori, in particolare dall'estensione del mandato di prestazioni e dalla portata finanziaria delle limitazioni e dei divieti in materia di pubblicità a scapito della SSR. La determinazione della futura quota per i fornitori di media locali e regionali dipenderà anch'essa dalla definizione dei loro mandati di prestazioni in ambito mediatico. Di conseguenza, nella prevista legge sui media elettronici la chiave di ripartizione proporzionale può essere adeguata.
2. Il sostegno indiretto alla stampa e il canone radiotelevisivo hanno orientamenti completamente diversi: il primo è a favore della stampa scritta e si fonda sull'articolo 92 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101), mentre il secondo garantisce il servizio pubblico nell'ambito dei media elettronici sulla base dell'articolo 93 della Costituzione. In base all'articolo 16 capoverso 7 della legge sulle poste del 17 dicembre 2010 (LPO; RS 783.0), per il sostegno indiretto alla stampa sono a disposizione 50 milioni di franchi (30 milioni a favore della stampa locale e regionale, 20 milioni per la stampa associativa e delle fondazioni). Un'ulteriore estensione del sostegno indiretto alla stampa o un trasferimento dei fondi da una categoria all'altra necessiterebbero di un adeguamento della legge sulle poste. Sebbene l'effetto del sostegno indiretto alla stampa sia controverso, l'accoglimento della mozione Bulliard-Marbach 13.3048, "Contro la soppressione del sovvenzionamento indiretto della stampa in mancanza di una proposta alternativa convincente", garantisce il mantenimento di tale sostegno fintanto che non vi sarà un'alternativa convincente. In mancanza di basi costituzionali, un aumento del sostegno indiretto alla stampa mediante mezzi finanziari provenienti dal canone radiotelevisivo non può essere preso in considerazione.
3. Come è già il caso per la LRTV, anche la futura legge sui media elettronici sarà strutturata in modo tale da garantire alla stampa il dovuto rispetto previsto dalla Costituzione. Le misure richieste dall'autore della mozione (limite massimo e restrizioni in materia di pubblicità) sono esaminate in tale ambito. Si constata che le entrate pubblicitarie della stampa, attualmente in calo, non finiscono alla SSR. La cifra d'affari conseguita dalla SSR tramite la pubblicità ammonta così a circa 360 milioni di franchi l'anno e rimane stabile, mentre nel settore on line, in forte crescita, si raggiunge in Svizzera un fatturato di oltre un miliardo di franchi l'anno. Di questi introiti beneficiano soprattutto le grandi piattaforme estere. Nell'interesse della piazza economica svizzera occorre quindi esaminare attentamente ulteriori restrizioni in materia di pubblicità.
Infine, anche la collaborazione della SSR con altri attori nel settore giornalistico e pubblicitario sarà un tema della futura legge sui media elettronici.
4. Oggi per la SSR vige una limitazione del numero di caratteri per l'offerta on line. Il progetto per una nuova concessione SSR, attualmente in fase di consultazione pubblica, riprende tale regolamentazione. L'offerta on line delle emittenti radiotelevisive locali e regionali che beneficiano di proventi del canone non è invece disciplinata dalla LRTV, salvo per il fatto che può essere finanziata mediante proventi del canone solamente se può dimostrare l'esistenza di un riferimento diretto alla trasmissione. Poiché in base alla futura legge sui media elettronici anche i media on line adempiono a un mandato di prestazioni e possono essere sostenuti mediante il canone sui media, il Consiglio federale proporrà misure adeguate a tutela della stampa. Come per le richieste precedenti è tuttavia ancora prematuro vincolarsi a misure concrete.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.