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18.3115 · Mozione · 2018-03-08

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato, nel quadro del rinnovo previsto della concessione SSR, a compiere un primo passo per ridurre la dipendenza dalla pubblicità. Nella pratica occorre procedere agli adeguamenti seguenti:

1. Rinunciare alle interruzioni pubblicitarie (adeguamento degli articoli 18 a 22 ORTV).

2. In generale, rinunciare alle sponsorizzazioni alla radio. Siccome solitamente la radio non viene ascoltata in differita via Internet, è difficile evitare le sponsorizzazioni nei programmi radiofonici della SSR, che ricordano sempre di più la pubblicità. Questo mina il carattere di servizio pubblico delle radio finanziate tramite il canone.

3. Occorre garantire dei programmi SSR in quattro lingue come li abbiamo oggi, e questo attraverso sufficienti finanziamenti provenienti dal canone e nuove possibilità di generare introiti (ad es. tramite il principio della ripartizione dei ricavi per i contenuti condivisi).

Begründung

Una progressiva riduzione della pubblicità favorisce la differenziazione tra il servizio pubblico che beneficia dei proventi del canone e le offerte private senza mandato di prestazioni. Ciò è anche nell'interesse del pubblico.

Secondo l'Ufficio federale di statistica, tra il 2000 e il 2014 il numero di ore di pubblicità sulle emittenti televisive della SSR è aumentato del 66,5 per cento, raggiungendo le 2848 ore. La crescente commercializzazione della SSR non è né opportuna né sostenibile.

Il rapporto sulle ripercussioni delle restrizioni in materia di pubblicità presso la SSR, denominato "Conséquences d'éventuelles restrictions en matière de publicité à la SSR" e pubblicato dall'Ufficio federale delle comunicazioni il 22 gennaio 2018, mostra che fino al 2023 si prevede un leggero aumento della pubblicità alla televisione, dopodiché "a lungo termine i ricavi dell'intero settore televisivo dovrebbero diminuire al pari di quanto avvenuto per la stampa negli ultimi anni". Tale sviluppo richiede una strategia chiara. Da un lato i programmi della SSR non devono aumentare la propria dipendenza dalla pubblicità. Dall'altro occorre avviare uno smantellamento mirato della pubblicità, integrandolo nella pianificazione finanziaria della SSR.

Una riduzione della pubblicità nei media del servizio pubblico che beneficiano dei proventi del canone è possibile soltanto se l'attuale finanziamento tramite il canone, in particolare per la SSR, non subirà diminuzioni e si esamineranno nuove possibilità per generare introiti. Se la SSR rinunciasse alle pubblicità e alle sponsorizzazioni in favore del pubblico e dei privati, sarebbe indispensabile poter contare su un finanziamento sufficiente mediante il canone. Altrimenti il mandato di prestazioni inserito nella Costituzione non potrebbe più essere adempiuto.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La Concessione SSR del 28 novembre 2007 (Concessione SSR; FF 2011 7089, 2012 7991, 2013 2747, 2016 55, 2016 4105) e l'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV; RS 784.401), che disciplina aspetti legati alla pubblicità e allo sponsoring, sono in fase di revisione. I partiti e le cerchie interessate hanno avuto la possibilità di esprimersi al riguardo nell'ambito di consultazioni pubbliche. È previsto che il Consiglio federale prenda una decisione in merito ai due progetti nella seconda metà dell'anno.

Già il 18 ottobre 2017 ha però stabilito l'importo del nuovo canone per le economie domestiche e le imprese dal 2019 e fissato a un tetto massimo di 1,2 miliardi di franchi i proventi destinati alla SSR per il finanziamento del suo mandato di servizio pubblico in quattro lingue. Per prendere tale decisione è partito dal presupposto che anche in futuro la SSR cofinanzierà le sue prestazioni tramite introiti commerciali. Al contempo, il Consiglio federale ha deciso di esaminare l'importo del canone radiotelevisivo già nel 2020, e in seguito ogni due anni, con l'obiettivo di ridurlo ulteriormente.

Le discussioni in merito al rapporto sul servizio pubblico e anche all'iniziativa "No Billag" hanno portato alla luce le elevate aspettative nei confronti della SSR. Pertanto, a causa del tetto massimo fissato per la sua quota dei proventi del canone, agli introiti pubblicitari tendenzialmente in calo e alle esigenze più elevate nei confronti del servizio pubblico, nei prossimi anni la SSR sarà sottoposta a una notevole pressione al risparmio. Un'ulteriore riduzione delle possibilità di finanziamento commerciali potrebbe aggravare la situazione della SSR e infine portare a uno smantellamento delle prestazioni.

Se le possibilità pubblicitarie nei programmi della SSR dovessero in ampia misura venire meno, secondo alcuni esperti si assisterebbe a un indebolimento del mercato pubblicitario televisivo in Svizzera e a una perdita di potenziale economico. Il denaro confluirebbe per la maggior parte nei prodotti mediatici che non apportano prestazioni giornalistiche alla Svizzera, in particolare finirebbero in finestre pubblicitarie televisive estere o media sociali come Google, Facebook ecc. (rapporto dell'UFCOM all'attenzione della CTT-N del 22 gennaio 2018: "Ripercussioni delle limitazioni pubblicitarie per la SSR"; https://www.parlament.ch/centers/documents/fr/mm-kvf-n-2018-03-20-beilage-f.PDF, in francese). In determinate circostanze le limitazioni pubblicitarie per i consumatori condurrebbero a prezzi più elevati e un aumento della pubblicità su altri canali.

Considerata la difficile situazione finanziaria, la SSR ha annunciato per il 2019 un piano di aumento dell'efficienza e di reinvestimento per 100 milioni di franchi. Il piano comprende anche una rinuncia volontaria a intermezzi pubblicitari durante i film di fiction. Spetta alla SSR rinunciare totalmente o in parte a questa fonte di finanziamento e compensare i mancati ricavi attesi di circa 5 a 10 milioni di franchi mediante misure di risparmio. Un divieto generale di interruzioni pubblicitarie porterebbe a perdite annuali di proventi da 10 a 15 milioni di franchi, un divieto di sponsorizzazioni radiofoniche invece causerebbe perdite annue per 6 milioni di franchi.

Nella sua decisione in merito alla nuova concessione SSR il Consiglio federale si esprimerà anche sulle disposizioni relative ai contenuti condivisi. L'avamprogetto della nuova legge federale sui media elettronici prevedrà inoltre una possibile commercializzazione dei contenuti condivisi. Sulla base delle prime esperienze, anche secondo ipotesi ottimistiche, a medio e lungo termine gli introiti dei contenuti condivisi non potrebbero minimamente compensare le perdite di proventi pubblicitari. Decisioni pregiudiziali non vanno però prese ora, bensì discusse nell'ambito della preparazione della nuova legge. In tal senso le richieste espresse nella mozione saranno esaminate a tempo debito. Al momento vanno però respinte.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.