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Cooperazione internazionale e neutralità. Quali sono le possibilità e come se ne tiene conto nella nostra politica di sicurezza?

18.3135 · Interpellanza · 2018-03-12

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Considerando l'importanza che riveste il pilastro "cooperazione" nella nostra politica di sicurezza e le possibilità offerte dal diritto e dalla nostra politica di neutralità (parere del DDPS di fine novembre 2017), il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:

1. In quale misura le numerose possibilità di cooperazione internazionale proposte saranno prese in considerazione nell'ambito della politica di sicurezza/sicurezza aerea e in particolare nei lavori in corso volti ad acquistare nuovi aerei da combattimento? Questo elemento sarà integrato nel messaggio che accompagnerà il decreto federale contenente la decisione programmatica relativa a Air 2030?

2. Più in generale, in quale misura si terrà conto di questi potenziali di cooperazione internazionale per il funzionamento e lo sviluppo degli altri ambiti del nostro esercito e della sicurezza?

Begründung

Nel 2016, nel suo rapporto di riferimento, il Consiglio federale fa della "cooperazione" uno dei tre pilastri della politica di sicurezza. Eppure, tenendo conto della nostra tradizione di "neutralità", il Consiglio federale, ma anche le Camere federali, continuano a porsi il problema del margine di manovra di cui disponiamo al fine di una cooperazione internazionale nell'ambito della sicurezza. Spesso possiamo notare che la neutralità impone forti restrizioni alla cooperazione. Lo scorso mese di settembre la Commissione della politica di sicurezza ha incaricato il DDPS di riferirle le possibilità di cooperazione internazionale in materia di protezione dello spazio aereo svizzero senza pregiudicare la neutralità.

In sintesi l'interessante analisi del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport di fine novembre 2017 giunge alla conclusione che sarebbero possibili numerose estensioni della cooperazione rispettando sia il diritto della neutralità che la politica di neutralità. Le estensioni possibili riguardano soprattutto l'acquisto congiunto di aerei militari; la condivisione della logistica e della manutenzione degli aerei militari; lo scambio di piloti militari; lo svolgimento di alcuni allenamenti in comune; lo scambio di dati sulla situazione aerea; l'interoperabilità.

Di conseguenza l'affermazione secondo la quale l'aspetto della neutralità predominerebbe sulle possibilità di cooperazione nell'ambito della sicurezza non è più avvalorata.

Stellungnahme des Bundesrates

L'Esercito svizzero coopera in diversi ambiti con altri eserciti. Le Forze aeree si allenano insieme ad altre aviazioni militari, ad esempio in Francia, Germania e Gran Bretagna, e scambiano dati sulla situazione aerea con i Paesi limitrofi; in futuro è previsto anche lo scambio di dati con la NATO tramite Air Situation Data Exchange. Nel 2004 con Francia, Italia, Germania e Austria sono stati conclusi accordi per il servizio di polizia aerea transfrontaliero contro le minacce aeree non militari.

Un acquisto comune di aerei da combattimento non sarebbe sensato. In questo modo la libertà d'azione della Svizzera sarebbe limitata massicciamente poiché le esigenze militari e le tabelle di marcia dovrebbero adeguarsi a quelle dello Stato partner. Inoltre la Svizzera non sarebbe particolarmente attrattiva come partner: solo nel nostro Paese esiste la possibilità che in seguito a una votazione popolare ci si troverebbe costretti ad abbandonare un progetto già in stadio avanzato.

Il potenziale delle cooperazioni internazionali viene esaminato nel Programma Air 2030. Tuttavia il diritto in materia di neutralità è alquanto vincolante: la logistica, la manutenzione e l'allenamento comuni, lo scambio di piloti e il servizio di polizia aereo collettivo transfrontaliero sono compatibili con il diritto in materia di neutralità solo se lo Stato partner non è coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tale limitazione è accettabile per le attività e gli ambiti in cui una cooperazione è utile e un'interruzione non provoca gravi conseguenze. Per quanto riguarda le attività fondamentali per l'esercizio delle Forze aeree (logistica, manutenzione), in caso di emergenza è tuttavia necessario poterle svolgere con risorse nazionali.

La cooperazione internazionale è necessaria e utile. Per quanto riguarda le capacità e le infrastrutture critiche per l'impiego dell'esercito, a causa del diritto in materia di neutralità e della necessità di indipendenza la Svizzera non può tuttavia dipendere completamente dalla cooperazione internazionale. Al pari della cooperazione anche l'indipendenza è concetto chiave della nostra politica di sicurezza.

Risposta del Consiglio federale.