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18.3142 · Interpellanza · 2018-03-13

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Da diversi anni ormai il numero di persone reclutate nella protezione civile è in costante diminuzione, e nel 2017 è addirittura sceso nettamente sotto la soglia dei 6000 militi. Questo però è il quantitativo minimo necessario per garantire a lungo termine l'effettivo della protezione civile.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Quali sono, secondo il Consiglio federale, i motivi del netto e costante calo di reclutamenti nella protezione civile?

2. Quali provvedimenti intende adottare affinché i reclutamenti nella protezione civile ricomincino ad aumentare?

3. Come vede il Consiglio federale la possibilità di fare assolvere alle persone che prestano servizio civile una parte del loro servizio nella protezione civile?

4. Il Consiglio federale vede una possibilità di incrementare il numero di donne volontarie nella protezione civile?

Stellungnahme des Bundesrates

L'attuale revisione della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) prevede anche un adeguamento del sistema dell'obbligo di prestare servizio di protezione civile (dall'1° dicembre 2020). Per raggiungere gli effettivi pianificati di 72 000 militi della protezione civile e una durata dell'obbligo di prestare servizio di 12 anni, occorrerebbe reclutare ogni anno circa 6000 persone. Fino al 2013 questo numero è stato raggiunto o superato. Negli anni 2014, 2015 e 2016 non è stato raggiunto per poco. Nel 2017 è calato notevolmente a circa 4800. Anche tenuto conto di un numero supplementare di uomini e donne che prestano servizio su base volontaria e dell'aumento previsto della durata di servizio per i quadri, questo tasso di reclutamento mette fortemente a rischio il raggiungimento degli effettivi auspicati.

1. Le ragioni di questo calo risiedono in vari fattori. Il primo è di ordine puramente demografico, dato che in quegli anni il numero complessivo di persone soggette all'obbligo di prestare servizio era inferiore alla media degli anni precedenti. Al contempo la quota di idoneità al servizio militare è aumentata. L'apprezzamento medico più approfondito al momento del reclutamento ha infatti comportato il passaggio di un numero inferiore di coscritti dalla scuola reclute alla protezione civile. Stiamo inoltre subendo le conseguenze dell'introduzione, nell'esercito, dell'idoneità differenziata, che ha portato al reclutamento anche di persone che in passato erano inabili al servizio militare, ma abili al servizio di protezione civile.

2. Un adeguamento dei criteri medici per l'idoneità al servizio di protezione civile non è possibile. Dato che sono i Cantoni a fissare gli effettivi, una diminuzione degli effettivi per tutta la Svizzera non è un'alternativa. L'unica soluzione possibile a breve termine, quindi, è aumentare la durata prevista dell'obbligo di prestare servizio da 12 a 13 o 14 anni nell'ambito dell'attuale revisione della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile.

3. Il 28 giugno 2017 il Consiglio federale ha affidato al DDPS vari incarichi volti a sviluppare a lungo termine il sistema dell'obbligo di prestare servizio di protezione civile. Il Dipartimento federale della difensa, della protezione della popolazione e dello sport deve tra l'altro analizzare entro la fine del 2020 come reclutare a medio e lungo termine persone soggette all'obbligo di prestare servizio di protezione civile e volontari le cui competenze e il cui numero corrispondano alle esigenze della protezione civile. La valutazione terrà conto anche delle persone che prestano servizio civile.

4. La possibilità attualmente in discussione di estendere la partecipazione alle giornate informative alle donne potrebbe contribuire ad aumentare il tasso delle donne nella protezione civile.

Risposta del Consiglio federale.

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