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18.316 · Iniziativa cantonale · 2018-08-16

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Ausgangslage

Le basi legali a livello federale devono essere modificate in modo che per ogni importazione privata di merci per cui viene rimborsata l'IVA estera debba essere pagata l'IVA svizzera.

Wortlaut

Le basi legali a livello federale devono essere modificate in modo che per ogni importazione privata di merci per cui viene rimborsata l'IVA estera debba essere pagata l'IVA svizzera.

Begründung

Equità fiscale: la regolamentazione vigente crea una vasta zona esente da imposta, in quanto prevede il limite di franchigia per le importazioni di merci fino a un valore massimo di 300 franchi e consente nei Paesi limitrofi il rimborso dell'IVA, che solitamente viene richiesto (Germania: 19 per cento, per i generi alimentari 7 per cento). A differenza di chi effettua acquisti in Svizzera, il consumatore che fa la spesa all'estero (fino a un valore massimo di 300 franchi per persona) non paga l'IVA. Questa assenza di equità fiscale va a danno del commercio al dettaglio del nostro Paese. Inoltre, per il fisco svizzero, tale situazione comporta una perdita di entrate fiscali dell'ordine di milioni di franchi che occorre coprire in altro modo.

Commercio al dettaglio: come riporta la "NZZ", secondo le stime di Credit Suisse, gli acquisti effettuati all'estero ammontanto attualmente a circa 10 miliardi di franchi (cfr. "NZZ", 4 gennaio 2017). Mentre ad esempio a Kreuzlingen numerosi negozi lamentano un calo drastico delle cifre di vendita, a Costanza il sabato si registra un vero e proprio boom degli acquisti: come riferisce la "Stuttgarter Zeitung", fino al 50 per cento del fatturato nel commercio al dettaglio di Costanza viene dalla Svizzera e, per la città, questi soldi sono fonte di cambiamento (cfr. "Stuttgarter Zeitung", 1° marzo 2017). Solo a Costanza ogni giorno vengono timbrati oltre 10 000 moduli d'esportazione (cfr. "NZZ", 11 gennaio 2016).

Il turismo degli acquisti ovviamente non è l'unica causa dei problemi del commercio al dettaglio. Tuttavia, il commercio on line o i prezzi elevati della Svizzera non sono argomenti contrari a una nuova regolamentazione doganale che consenta ai nostri dettaglianti di non essere più penalizzati.

Traffico e ambiente: l'eccessivo turismo degli acquisti genera un traffico automobilistico importante che comporta, di conseguenza, un impatto ambientale. È significativo il fatto che sulle assi verso la Germania il traffico abbia superato notevolmente la media cantonale: se per l'intero Cantone si è registrato un incremento del traffico dello 0,8 per cento, sulla H470 (Berg) e sulla H471 (Langrickenbach) il traffico è aumentato rispettivamente del 7,2 e del 6,9 per cento (2015, TBA Turgovia).

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.09.2019

Il Consiglio degli Stati ha respinto - con 19 voti a 18 e 1 astenuto - un'iniziativa cantonale turgoviese che chiedeva un'eliminazione del limite di franchigia per i turisti degli acquisti. Qualora anche il Nazionale si allineasse agli Stati, i turisti che fanno gli acquisti oltre frontiera dovrebbero continuare a essere esonerati dal pagamento dell'IVA se le loro spese non superano i 300 franchi per persona e al giorno.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 30.10.2020

Abbassare limite di franchigia IVA per acquisti all'estero

In futuro il limite di franchigia sull'IVA per acquisti all'estero potrebbe essere abbassato. Oggi il Consiglio nazionale ha approvato una mozione e due iniziative cantonali in tal senso.

L'obiettivo della mozione è migliorare l'uguaglianza fiscale per quel che concerne lo shopping transfrontaliero. Le possibilità tecniche attuali, come l'applicazione per smartphone QuickZoll (che implica l'utilizzo di dati in roaming, ndr.), facilitano il pagamento dell'Imposta sul valore aggiunto. È quindi immaginabile rivedere la prassi e abbassare il valore della franchigia e/o adattarlo alla soglia di esenzione del Paese di provenienza, ha spiegato Jacques Bourgeois (PLR/FR) a nome della commissione.

La sinistra ha invece sottolineato come il problema del turismo degli acquisti non trovi origine nel limite di franchigia, quanto invece nel livello dei prezzi molto più elevato in Svizzera, come affermato da Mattea Meyer (PS/ZH). L'abbassamento della franchigia comporterà inoltre un notevole onere amministrativo per il personale doganale per importi spesso molto modesti, anche con QuickZoll.

Il turismo dello shopping pone grossi problemi ai cantoni di confine, ha ammesso il ministro delle finanze Ueli Maurer. Ma questa mozione non avrà l'effetto desiderato e il rapporto costi-benefici non è garantito, ha sostenuto il consigliere federale.

Al voto la mozione è però stata adottata con 115 voti contro 54 e 10 astenuti. Il Nazionale ha in seguito anche approvato - con 108 voti contro 60 e 14 astenuti - due iniziative cantonali di Turgovia e San Gallo che chiedevano l'eliminazione totale del limite di franchigia per i turisti degli acquisti.

La mozione passa ora al vaglio del Consiglio degli Stati. A quest'ultima camera tornano anche le due iniziative cantonali. Visto che i "senatori" le avevano già bocciate in prima lettura; qualora dovessero confermare il loro rifiuto, questo sarebbe definitivo.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 21.09.2021

Iva, abbassare limite di franchigia per acquisti all'estero

In futuro il limite di franchigia sull'IVA per acquisti all'estero dovrebbe essere abbassato. Dopo il Consiglio nazionale, anche gli Stati hanno approvato oggi una mozione e due iniziative cantonali in tal senso.

L'obiettivo della mozione è migliorare l'equità fiscale per quel che concerne lo shopping transfrontaliero. Le possibilità tecniche attuali, come l'applicazione per smartphone QuickZoll (che implica l'utilizzo di dati in roaming ndr.), facilitano il pagamento dell'Imposta sul valore aggiunto. È quindi immaginabile rivedere la prassi e abbassare il valore della franchigia e/o adattarlo alla soglia di esenzione del Paese di provenienza, ha spiegato Brigitte Haeberli-Koller (Centro/TG) a nome della minoranza.

Pirmin Bischof (Centro/SO), a nome della maggioranza commissionale, ha invece sottolineato come il problema del turismo degli acquisti non trovi origine nel limite di franchigia, quanto invece nel livello dei prezzi molto più elevato in Svizzera. L'abbassamento della franchigia comporterà inoltre un notevole onere amministrativo per il personale doganale per importi spesso molto modesti, anche con QuickZoll, ha aggiunto il "senatore" solettese.

Il turismo dello shopping pone grossi problemi ai cantoni di confine e alle loro economie, ha ammesso il ministro delle finanze Ueli Maurer. Ma questa mozione non avrà l'effetto desiderato e il rapporto costi-benefici non è garantito, ha sostenuto invano il consigliere federale.

Al voto la mozione è infatti stata adottata con 27 voti contro 11 e 3 astenuti. Il plenum ha in seguito anche approvato - rispettivamente con 28 voti contro 11 e 4 astenuti nonché 28 voti contro 10 e 5 astenuti - due iniziative cantonali di Turgovia e San Gallo che chiedevano l'eliminazione totale del limite di franchigia per i turisti degli acquisti.

La mozione era già stata accolta dal Nazionale nell'ottobre 2020. La Camera del popolo aveva pure dato seguito alle due iniziative cantonali. Dal canto loro, gli Stati avevano bocciato in prima lettura le due iniziative di Turgovia e San Gallo. Oggi i "senatori" hanno invece seguito le proposte delle minoranze, difese in aula da Jakob Stark (UDC/TG) e Benedikt Würth (Centro/SG).

Il Consiglio federale è così incaricato di elaborare un progetto di legge che migliori l'equità fiscale nel flusso di merci del piccolo traffico di confine.

Attualmente i turisti che fanno gli acquisti oltre frontiera sono esonerati dal pagamento dell'IVA se le loro spese non superano i 300 franchi per persona e al giorno. Secondo i calcoli degli economisti del Credit Suisse, nel 2019 - prima della pandemia - gli Svizzeri hanno acquistato beni per un valore di 8 miliardi di franchi nei negozi oltre confine.

Vedi anche: 19.3975 Mo. Consiglio nazionale (CdF-N). Migliorare l'equità fiscale nel flusso di merci del piccolo traffico di confine