18.3204 · Interpellanza · 2018-03-14
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. A quanto sono ammontati nel 2016 gli aiuti e i crediti d'investimento versati da Confederazione e Cantoni per la costruzione e la trasformazione di edifici di economia rurale in relazione a stalle per vacche da latte, suini e pollame e come è sono stati ripartiti in base a SSRA e livello L/OPAn? Come si pone il Consiglio federale di fronte all'idea di vincolare questi contributi strutturali alle prescrizioni URA o di differenziarli in maniera corrispondente?
2. A quanto si è elevata nel 2016 la partecipazione ai programmi SSRA e URA riferita al numero di UBG e di aziende per tutte le vacche da latte e le aziende con bestiame da latte con oltre 100 vacche, per tutte le rimonte/tutti i suini da ingrasso e per le aziende con 2000 o più rimonte/suini da ingrasso, per tutte le ovaiole e per le aziende con oltre 15 000 ovaiole. Quali provvedimenti propone il Consiglio federale affinché anche le aziende con mandrie di bestiame da latte grandi e molto grandi tornino a dedicarsi maggiormente al pascolo?
3. Come valuta il Consiglio federale la proposta di assoggettare tutte le categorie animali alla OEMas o di ridurre gli effettivi massimi di pollame e suini?
4. Quali provvedimenti propone il Consiglio federale affinché la produzione indigena non sia pregiudicata dalla concorrenza sleale esercitata dalle importazioni da allevamenti intensivi esteri?
Begründung
Visto che per latte, uova e carne i contadini oggi ricevono decisamente meno per ogni franco speso dai consumatori rispetto a 15 a 20 anni fa, in Svizzera gli animali da reddito sono sempre più frequentemente detenuti in mandrie grandi e molto grandi. A fronte del calo del profitto per animale, per preservare il reddito si punta a incrementare il numero di animali per azienda. Alcune fasce della popolazione percepiscono sempre più questo meccanismo di adeguamento economico come una tendenza all'allevamento intensivo, non da ultimo a causa delle prescrizioni in materia di protezione degli animali talvolta permissive (p. es. suini/bovini da ingrasso, vacche da latte) e perché evidentemente l'uscita all'aperto e al pascolo garantita alle mandrie molto grandi è decisamente al di sotto della media.
La quota URA delle vacche da latte di mandrie con oltre 100 capi ammonta soltanto al 68 per cento, mentre la media è pari all'83 per cento.
Gli svantaggi in termini d'immagine dovuti alla percepita tendenza all'allevamento intensivo potrebbero diventare un problema per i contadini svizzeri ma anche per le strutture a monte e a valle.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La Confederazione non dispone di dati statistici riguardo all'ammontare dei contributi erogati dai Cantoni. Tuttavia, affinché la Confederazione conceda un contributo, i Cantoni devono stanziare precedentemente un contributo cantonale equivalente. Per gli edifici di economia rurale, nel 2016 la Confederazione ha approvato gli aiuti agli investimenti riportati nella tabella seguente.
Categoria di animali da redditoContributi mio. di franchiCrediti d'investimento mio. di franchiPer cento SSRAAnimali che consumano foraggio grezzo21,770,495Pollame1)11,798Suini1)3,090
1) Non sono concessi contributi per questa categoria di animali da reddito.
Gli aiuti agli investimenti sono accordati a titolo forfettario, indipendentemente dalla partecipazione delle aziende al programma URA. Essi mirano a sostenere una produzione dipendente dal suolo. Nel calcolo dell'ammontare degli aiuti agli investimenti non si tiene conto dei contratti di ritiro di concime aziendale. La creazione di un volume maggiore dipenderà dalla possibilità di ottenere una licenza edilizia secondo le disposizioni del diritto in materia di pianificazione del territorio.
Vincolare la concessione di aiuti agli investimenti alla partecipazione al programma URA penalizzerebbe finanziariamente le aziende agricole che dovrebbero migliorare i loro strumenti di produzione, ma che non dispongono di sufficienti superfici da pascolo in prossimità degli edifici di economia rurale. In caso d'inosservanza dell'obbligo di partecipare al programma URA, il rimborso degli aiuti agli investimenti federali potrebbe determinare casi di rigore. I due strumenti della politica agricola mirano a conseguire obiettivi diversi. Non è quindi opportuno collegarli.
2. Nel 2016, la partecipazione al programma SSRA e URA è stata la seguente:
Vacche da latte (UBG): SSRA 48 per cento; URA 84 per cento
Aziende con più di 100 vacche da latte: SSRA 95 per cento; URA 72 per cento.
Rimonte / suini da ingrasso (UBG): SSRA 66 per cento; URA 62 per cento.
Aziende con più di 2000 rimonte / suini da ingrasso (due aziende con più di 2000 rimonte / suini da ingrasso): SSRA 50 per cento; URA 50 per cento
Galline ovaiole (UBG): SSRA 92 per cento; URA 76 per cento
Aziende con più di 15 000 galline ovaiole (20 aziende con più di 15 000 galline ovaiole): SSRA 100 per cento; URA 75 per cento.
La tenuta al pascolo di una mandria di bestiame da latte presuppone sufficienti superfici da pascolo in prossimità della stalla e una strategia di foraggiamento basata sul pascolo. La Confederazione promuove questo tipo di strategia di foraggiamento da 25 anni tramite il programma volontario di incentivi URA. Esso presenta un'elevata partecipazione e ha un impatto positivo. Il Consiglio federale non prevede misure specifiche per promuovere ulteriormente il pascolo di mandrie molto grandi di bestiame da latte, in quanto l'attuale sistema è giudicato sufficiente.
3. Nel 1979, nella LAgr è stata creata la base legale per le disposizioni sugli effettivi massimi e per l'ordinanza sulla costruzione di stalle. Entrambe le ordinanze miravano a limitare gli effettivi di animali in questione per ovviare alle temute eccedenze nella produzione di carne e di uova e alla comparsa di aziende non dipendenti dal suolo. Si è puntato su una gestione della produzione e delle strutture; gli aspetti relativi all'ambiente o al benessere degli animali non erano prioritari. L'ordinanza sulla costruzione di stalle è stata abrogata nel 1994. Le disposizioni sugli effettivi massimi sono invece state finora mantenute per via di riflessioni sociopolitiche.
Un'estensione degli effettivi massimi a tutte le categorie di animali limiterebbe ulteriormente la libertà imprenditoriale, indebolendo quindi la competitività dell'agricoltura svizzera e ostacolando opportune forme di collaborazione. L'esecuzione delle vigenti disposizioni sugli effettivi massimi si rivela sempre più difficoltosa a causa delle forme di collaborazione interaziendali e delle aziende sotto forma di persone giuridiche. Pertanto l'inclusione di tutte le categorie di animali nell'ordinanza sugli effettivi massimi comporterebbe un dispendio amministrativo sproporzionato a livello di esecuzione.
Una diminuzione degli effettivi massimi di pollame e di suini porterebbe molte aziende a dovere ridurre gli effettivi attuali e quindi numerosi edifici già esistenti non potrebbero più essere utilizzati o lo sarebbero soltanto parzialmente.
Il Consiglio federale non ritiene quindi opportuno ridurre gli effettivi massimi o includere ulteriori categorie di animali.
4. Il Consiglio federale è consapevole che in altri Paesi non vi sono restrizioni relative agli effettivi massimi e che il numero di animali per azienda non è limitato.
Il diritto commerciale internazionale (la legislazione dell'OMC, in particolare l'Accordo generale del 30 ottobre 1947 sulle tariffe doganali e il commercio, GATT) si basa tuttavia sul principio della non discriminazione. Questo principio richiede ai 164 membri dell'OMC che le merci estere non siano trattate in modo più sfavorevole rispetto a quelle indigene dello stesso tipo. Vietando o ostacolando l'importazione di prodotti agricoli che non soddisfano gli standard svizzeri si ha, di fatto, un impatto extraterritoriale. Simili prescrizioni potrebbero facilmente essere considerate un ostacolo al commercio e una discriminazione eccessivi e sono in conflitto con la politica commerciale nazionale e internazionale nonché con gli obblighi della Svizzera nei confronti dell'OMC, dell'UE e degli Stati con cui ha concluso accordi di libero scambio. Anche altri Paesi potrebbero, per analogia, emanare prescrizioni tese a limitare il commercio che avrebbero un duro impatto sulla Svizzera e sui lavoratori. Sarebbero messi a repentaglio i vantaggi (posti di lavoro e benessere) di cui gode oggi la Svizzera, Paese fortemente dipendente dalle esportazioni, in ragione degli accordi internazionali.
La classificazione degli ostacoli alle importazioni secondo la legislazione dell'OMC è stata illustrata dettagliatamente nell'ambito del messaggio del 26 ottobre 2016 concernente l'iniziativa per alimenti equi (FF 2016 7479, n. 6.2).
Inoltre, a livello di esecuzione sarebbe estremamente difficile verificare se i prodotti agricoli importati corrispondono effettivamente alle esigenze degli effettivi massimi.
Il Consiglio federale ritiene pertanto che non si possano limitare le importazioni provenienti da allevamenti intensivi esteri. Riconosce tuttavia la possibilità, per l'agricoltura svizzera, di sensibilizzare i consumatori sui vantaggi e sul valore aggiunto della produzione indigena.
Risposta del Consiglio federale.