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18.3229 · Mozione · 2018-03-15

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un progetto di legge che preveda, analogamente all'obbligo di revisione per le imprese, la classificazione della partecipazione dei collaboratori in base a tre livelli, ossia quello delle aziende quotate in borsa, quello delle grandi imprese e quello delle PMI.

Begründung

Nel 2013 l'Amministrazione federale delle contribuzioni ha approvato la circolare numero 37, che descrive la fattispecie delle partecipazioni di collaboratore.

Nella circolare non si parla, come si potrebbe supporre dal titolo, della cessione di azioni da parte della società a un collaboratore, bensì essenzialmente di successione aziendale.

Aspetti importanti della circolare sono costituiti dalle definizioni (pagg. 3 e 4):

- la parola "collaboratori" fa riferimento a chi lavorava, lavora o lavorerà nell'azienda;

- con "datori di lavoro" si intendono la società, aziende vicine alla società (stabilimenti d'impresa, holding ecc.) e persone fisiche (titolari della società).

Esempio esplicativo del problema:

Hans Fischer (65 anni) è titolare di una piccola impresa che conta cinque dipendenti e non ha figli a cui poter un domani passare il testimone.

Presso la sua azienda lavora da anni Max Muster. Max Muster avrebbe le capacità per salire al comando dell'impresa, oltre a essere intenzionato a farlo.

Dal momento in cui l'azienda non è quotata in borsa, bisogna determinarne il valore venale. Secondo la circolare numero 28, entrambi le attribuiscono un valore pari a 1,2 milioni di franchi.

Entrambi riconoscono che Max Muster non potrà mai sostenere una tale spesa.

Hans Fischer ha dunque tre possibilità: o chiude l'impresa o la vende a un terzo o abbassa il prezzo.

Hans Fischer non vorrebbe dare l'azienda in mano a un estraneo e decide dunque di abbassare il prezzo, mettendo in conto un minore utile da capitale esente da imposta.

Hans Fischer e Max Muster si accordano su un prezzo d'acquisto pari a 800 000 franchi. Secondo la circolare numero 37 non si tratta tuttavia di una rinuncia volontaria alla sostanza, bensì di una prestazione valutabile in denaro.

L'ufficio delle imposte qualifica la differenza di 400 000 franchi come reddito imponibile di Max Muster e la sottopone a tassazione. Inoltre, da questa somma vengono dedotte le prestazioni sociali.

Max Muster paga dunque circa 100 000 franchi di tasse, mentre l'azienda ne versa circa 40 000 in contributi alle assicurazioni sociali.

Come mostra l'esempio, una tale prassi ostacola fortemente la successione aziendale presso le PMI o addirittura non la rende possibile. Bisogna pertanto prendere dei provvedimenti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

In caso di successione d'impresa generalmente l'acquirente non dispone di mezzi sufficienti per finanziare da sé l'intero acquisto. In questi casi l'acquisto può essere finanziato in parte da terzi. I futuri redditi derivanti dall'impresa sono utilizzati per pagare gli interessi sul prestito e ammortizzarlo entro un termine utile. Le azioni dell'impresa possono inoltre essere costituite in pegno a titolo di garanzia. In siffatti casi non è necessario cedere l'impresa a un prezzo di favore, ovvero a un prezzo inferiore al valore di mercato.

Ciononostante esistono situazioni nelle quali un'impresa è venduta a un prezzo di favore. La successione d'impresa all'interno della famiglia o il "management buyout" rappresentano esempi tipici di queste situazioni. In questi casi sull'acquirente può ricadere l'imposta sulle donazioni (ad es. se si tratta di un membro della famiglia) o l'imposta sul reddito (se si tratta di un dipendente). Nell'apprezzamento della congruità del prezzo d'acquisto le autorità fiscali usano prudenza sicché le conseguenze fiscali menzionate dall'autore della mozione intervengono soltanto in caso di evidente sproporzione tra il valore dell'impresa e il suo prezzo d'acquisto. Per ottenere la certezza del diritto, le parti possono sottoporre previamente la transazione alle autorità fiscali affinché le conseguenze fiscali siano chiarite in anticipo in modo vincolante.

Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale non ritiene opportuno intervenire. La prassi dimostra anche che le successioni d'impresa sono senz'altro fattibili e non falliscono a causa di ostacoli fiscali.

L'autore della mozione auspica una nuova regolamentazione legale per i casi in cui l'impresa è venduta a un prezzo di favore a collaboratori. Al riguardo, chiede l'introduzione di una distinzione tra i datori di lavoro, a seconda che si tratti di imprese quotate in borsa, grandi imprese o PMI, senza precisare quali regole debbano applicarsi a queste diverse categorie di imprese. A prescindere dalla sua impostazione concreta, una tale regolamentazione sarebbe contraria ai principi costituzionali dell'uguaglianza giuridica e dell'imposizione secondo la capacità economica poiché i dipendenti delle grandi imprese sarebbero svantaggiati. I criteri qualitativi di delimitazione tra grandi imprese e PMI sarebbero immancabilmente connotati da un certa arbitrarietà. Questa situazione non è paragonabile alle prescrizioni riguardanti l'obbligo di revisione, dove sono previste soltanto agevolazioni amministrative.

Per questi motivi, e in particolare alla luce dell'uguaglianza giuridica garantita dalla regolamentazione legale attuale, non vi è la necessità di elaborare un ulteriore atto normativo in questo ambito.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.