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I pagamenti all'UE nell'ordine di miliardi per l'aiuto allo sviluppo devono essere approvati dal popolo

18.3247 · Mozione · 2018-03-15

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento i contributi di coesione pagati all'UE sotto forma di un disegno di legge che possa essere sottoposto a referendum. Il popolo deve avere l'opportunità di decidere in merito a tali somme recandosi alle urne.

Begründung

Non è possibile che la Svizzera trasferisca un altro miliardo di contributi di coesione all'UE senza alcuna controprestazione significativa. Tanto più che Bruxelles mette attualmente la Svizzera sotto pressione in maniera unilaterale e, per esempio, ha anche rifiutato di riconoscere l'equivalenza della Borsa svizzera per ragioni puramente politiche. In questa situazione sarebbe un enorme segno di debolezza effettuare comunque ulteriori pagamenti nell'incauta speranza di ricevere, a un certo punto, un ritorno. Inoltre, proprio gli Stati dell'Est oggi registrano una crescita economica considerevole, che supera addirittura chiaramente quella della Svizzera, e non hanno quindi più bisogno di un sostegno finanziario di questo tipo. Data l'enorme portata dal punto di vista della politica estera e le ingenti implicazioni finanziarie, il Consiglio federale è chiamato a presentare al popolo i risultati della sua trattativa per approvazione. È imperativo che il Governo prepari una proposta sulla quale gli elettori e contribuenti possano esprimere la loro opinione in merito ad altri pagamenti nell'ordine di miliardi di franchi all'UE. A tal fine, deve essere presentata al Parlamento una proposta di legge che possa essere sottoposta a referendum. Ciò è necessario in particolare in considerazione del fatto che l'importo previsto dal Consiglio federale si basa non solo sulla legge sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est, ma anche sulla legge sull'asilo, il che equivale a una combinazione di obiettivi estranei fra loro e giustifica la formulazione di una nuova base giuridica.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il nostro benessere a lungo termine dipende da un'Europa sicura, stabile e prospera.

Per il secondo contributo svizzero, pari a 1,3 miliardi di franchi ripartiti su dieci anni (ossia 130 milioni di franchi all'anno), il Consiglio federale ha fissato tra l'altro due priorità tematiche, formazione professionale e migrazione. Per la formazione professionale saranno stanziati fino a 200 milioni di franchi (incluse le spese proprie della Svizzera) e per la migrazione fino a 250 milioni (200 milioni di franchi dal credito quadro "migrazione" e fino a 50 milioni di franchi per progetti nell'ambito della migrazione dal credito quadro "coesione"). Attraverso il suo contributo la Svizzera potrà contribuire ad affrontare le sfide attuali che riguardano l'Europa ma anche il nostro Paese. Attraverso il proprio contributo autonomo la Svizzera rafforza e approfondisce le relazioni bilaterali con una serie di Stati UE e con l'Unione Europea nel suo complesso. Il contributo viene versato tuttavia direttamente agli Stati selezionati e non alle istituzioni UE.

Le basi legali per il finanziamento dei due crediti quadro - coesione e migrazione - sono costituite dalla legge federale del 30 settembre 2016 sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est (LF Est; RS 974.1) e dalla legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi; RS 142.31). Con l'approvazione della revisione della LF Est, un anno e mezzo fa sono state rinnovate le basi legali per la parte relativa alla coesione del secondo contributo. Benché questa legge federale sottostasse al referendum facoltativo, non si è fatto ricorso a quest'ultimo. Secondo il Consiglio federale l'elaborazione di una nuova base legale per lo stesso ambito non è una soluzione efficiente né adeguata.

In base all'articolo 113 della legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (RS 142.31) la Confederazione partecipa già oggi all'armonizzazione della politica europea in materia di rifugiati e alla soluzione dei problemi dei rifugiati all'estero. La priorità attribuita alla migrazione nel secondo contributo mira ad affrontare meglio i flussi migratori e a ridurre il rischio di migrazione secondaria (cfr. anche art. 91 cpv. 7, art. 93 cpv. 1 lett. c e cpv. 2 LAsi). Questo approccio porta avanti senza soluzione di continuità la politica svizzera condotta finora. La legge sull'asilo, come tutte le leggi federali, poteva essere sottoposta al referendum facoltativo.

I due distinti decreti federali concernenti il credito quadro coesione e il credito quadro migrazione non sottostanno invece a referendum in quanto hanno la forma di decreti federali semplici (cfr. art. 10 LF Est e art. 25 della legge sull'Assemblea federale, RS 171.10).

Come dichiarato dal Consiglio federale nel suo parere negativo riguardo alla mozione Minder 17.4318, il Parlamento ha affrontato "ripetutamente la questione riguardante il rafforzamento dei diritti popolari a livello federale per mezzo di un referendum finanziario. Un'iniziativa parlamentare di simile tenore (03.401), depositata dal Gruppo dell'Unione democratica di Centro, è stata tolta dal ruolo nel 2008, dopo che l'introduzione di un referendum finanziario era stata respinta a maggioranza nell'ambito della consultazione".

Il secondo contributo svizzero è un contributo autonomo, corrisponde agli interessi del nostro Paese e non è direttamente connesso ad altri dossier. Poiché costituisce un aspetto delle relazioni tra la Svizzera e l'UE è tuttavia legato al contesto politico generale. Alla fine della procedura di consultazione il Consiglio federale ne analizzerà i risultati e, tenendo conto dei progressi fatti nell'ambito delle relazioni con l'UE e in particolare degli sviluppi nel campo del riconoscimento dell'equivalenza della borsa svizzera, definirà i prossimi passi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.