Il nuovo sistema dell'UE di imposta sulle società deve tenere conto della presenza digitale. Ripercussioni sulla piazza economica Svizzera
18.3259 · Interpellanza · 2018-03-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Oggi il Parlamento europeo ha espresso il proprio sostegno a favore di nuovi progetti fiscali, volti a fare sì che le aziende paghino le tasse dove vengono generati gli utili. Ai fini del calcolo dell'imposta, devono essere considerate le attività in rete di aziende digitali.
A tale proposito chiedo:
1. Come viene valutato questo nuovo sistema fiscale?
2. Quali sono le ripercussioni di questo nuovo sistema sul sistema fiscale svizzero?
3. È necessario agire per tutelare gli interessi della piazza economica Svizzera? Se sì, quali misure vengono adottate?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il 15 marzo 2018 il Parlamento europeo ha presentato il suo parere riguardante l'armonizzazione, a livello europeo, della base imponibile comune consolidata per l'imposta sulle società (la cosiddetta Common Corporate Consolidated Tax Base, CCCTB; RIF. 20180309IPR99422, disponibile sul sito Internet del Parlamento europeo: http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99422/tassazione-aziende-includere-anche-le-imprese-digitali). Approva le direttive presentate dalla Commissione europea nel 2016 e propone, tra l'altro, di completare le normative sull'imposizione delle aziende digitali. Il metodo della CCCTB prevede essenzialmente di suddividere tra i singoli Stati l'imposizione dell'utile consolidato di un'impresa secondo una chiave di ripartizione, ad esempio sulla base dei fatturati realizzati nei singoli Stati interessati. Attualmente, l'utile di ogni società di un gruppo viene calcolato e tassato sulla base del cosiddetto confronto con terzi. L'attuazione del metodo CCCTB determinerebbe una ripartizione del substrato fiscale, dalla quale ne trarrebbero profitto tendenzialmente gli Stati con grandi mercati di sbocco. Gli Stati con piccoli mercati di sbocco, invece, risulterebbero essere i perdenti. Il parere del Parlamento europeo non ha carattere giuridicamente vincolante.
Il 21 marzo 2018 la Commissione europea ha pubblicato entrambe le sue proposte relative all'imposizione dell'economia digitalizzata (RIF. COM, 2018, 147 final e COM, 2018, 148, disponibili sul sito Internet del Parlamento europeo: https://ec.europa.eu/taxation_customs/sites/taxation/files/proposal_significant_digital_presence_21032018_fr.pdf e https://ec.europa.eu/taxation_customs/sites/taxation/files/proposal_common_system_digital_services_tax_21032018_fr.pdf ). Le proposte prevedono sia una possibile soluzione a lungo termine, basata ad esempio sulla CCCTB (con caratteristiche simili alla summenzionata proposta complementare del Parlamento europeo) sia l'introduzione a breve termine di un'imposizione provvisoria sui ricavi derivanti da determinate attività digitali. La Commissione europea ritiene che quest'ultima imposizione provvisoria debba essere mantenuta fino a quando entrerà in vigore una soluzione a lungo termine che terrà anche conto dei Paesi terzi. Quest'ultima soluzione comporta un adeguamento delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni (CDI). Occorre osservare che la modifica delle regole fiscali richiede l'approvazione all'unanimità di tutti gli Stati membri dell'Unione europea (UE). Il Parlamento europeo sarà consultato, ma non avrà alcun diritto di codecisione.
2. Se l'UE introducesse la soluzione a lungo termine concernente l'imposizione dell'economia digitalizzata, proposta dalla Commissione europea, ciò non avrebbe essenzialmente alcun effetto diretto sul sistema fiscale svizzero. La Svizzera ha infatti concluso con tutti gli Stati membri dell'UE delle CDI che si basano sull'attuale regime d'imposizione degli utili di aziende internazionali e che prevalgono sulla normativa europea. Ciononostante è importante precisare che, la proposta della Commissione europea raccomanda al tempo stesso agli Stati membri di adeguare le CDI, affinché le nuove norme di imposizione dell'economia digitalizzata possano essere applicate anche nei confronti di Paesi terzi. Se le nuove norme proposte per il lungo termine verranno introdotte nell'area dell'UE, gli Stati membri dell'UE potrebbero richiedere alla Svizzera negoziati per adeguare le loro CDI. È comunque prematuro prevedere gli effetti di eventuali nuovi negoziati. Qualora nel breve periodo venga già riscossa una tassa provvisoria su ricavi derivanti da determinate attività digitali, non sono da escludere ripercussioni leggermente negative sul substrato fiscale svizzero. Questo in particolare perché le aziende che forniscono prestazioni soggette all'imposizione provvisoria potrebbero far valere tale imposta in Svizzera come onere.
3. La Svizzera si impegna a tutelare gli interessi della sua piazza economica e a trovare una soluzione globale condivisa nell'ambito dell'OCSE. L'OCSE prevede di elaborare entro il 2020 proposte su come adeguare l'imposizione delle imprese ai nuovi sviluppi (digitalizzazione). La Svizzera valuterà i risultati e adeguerà il suo sistema fiscale alla luce dei propri interessi.
Risposta del Consiglio federale.