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18.3339 · Interpellanza · 2018-03-16

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale ritiene che la distribuzione dell'utile della BNS, come prevista dalla stessa banca, sia conforme alla Costituzione?

Begründung

Nel suo comunicato stampa del 9 gennaio 2018, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha dichiarato di aspettarsi un utile di 54 miliardi di franchi per l'esercizio 2017.

In virtù dell'articolo 99 capoverso 4 della Costituzione federale, l'utile netto della BNS spetta per almeno due terzi ai Cantoni. Secondo l'articolo 31 capoverso 1 della legge sulla Banca nazionale (LBN), sull'utile iscritto a bilancio è versato un dividendo pari al 6 per cento al massimo del capitale azionario. In aggiunta, l'importo dell'utile iscritto a bilancio che supera la distribuzione del dividendo è ripartito in ragione di un terzo alla Confederazione e di due terzi ai Cantoni. La legge prevede inoltre che il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e la BNS stipulino per un determinato periodo il volume della ripartizione annuale dell'utile tra Confederazione e Cantoni per garantirne una distribuzione costante a medio termine. Infine, secondo la Convenzione del 9 novembre 2016 tra il DFF e la BNS (valida per gli esercizi 2016-2020), la BNS può distribuire per l'esercizio corrispondente un importo massimo di 2 miliardi di franchi (n. 3 e 7).

In altri termini, sull'utile totale di 54 miliardi, conseguito dalla BNS nel 2017, ai Cantoni spetterebbero soltanto 1,33 miliardi di franchi. Questo importo è comunque molto inferiore rispetto a quanto previsto dall'articolo 99 capoverso 3 della Costituzione federale.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene che la distribuzione dell'utile della BNS sia conforme alla Costituzione. Secondo quest'ultima (art. 99 cpv. 3 Cost.), la BNS deve costituire sufficienti riserve monetarie attingendo ai suoi proventi e lo fa attraverso l'attribuzione di un importo agli accantonamenti per le riserve monetarie. Gli accantonamenti per le riserve monetarie hanno una funzione di riserva generale e fungono da capitale proprio. Essi servono da cuscinetto per tutti i rischi di perdite in cui è incorsa la BNS. L'importo attribuito agli accantonamenti è definito in base allo sviluppo economico della Svizzera e ai rischi di mercato gravanti sul bilancio della BNS. Pertanto, per l'esercizio 2017, a fronte di un utile di 54 miliardi, è stato destinato un importo di 5 miliardi agli accantonamenti per le riserve monetarie. Tale somma fa sì che l'utile d'esercizio distribuibile ammonti a 49 miliardi. Quest'ultimo non corrisponde tuttavia alla distribuzione annua a Confederazione e Cantoni, poiché tale distribuzione è effettuata secondo una ripartizione costante su più anni.

La legge sulla Banca nazionale (art. 31 cpv. 2 LBN) prevede che l'importo dell'utile iscritto a bilancio che supera la distribuzione del dividendo venga ripartito in ragione di un terzo alla Confederazione e di due terzi ai Cantoni e che tali versamenti ai Cantoni e alla Confederazione siano costanti a medio termine. Il DFF e la BNS stipulano, per un determinato periodo, il volume della ripartizione annuale (art. 31 cpv. 2 LBN). Ai sensi della Convenzione del 9 novembre 2016 tra il Dipartimento federale delle finanze e la Banca nazionale svizzera sulla distribuzione dell'utile della Banca nazionale svizzera, i versamenti sono livellati su più anni. A tal fine, si iscrive nel bilancio della BNS una riserva per future ripartizioni. Tale riserva funge in questo contesto da ammortizzatore, ruolo la cui importanza è dettata dal fatto che il risultato della BNS può oscillare in maniera considerevole, sia in negativo sia in positivo, come è avvenuto negli ultimi anni. Secondo la Convenzione valida per gli esercizi 2016-2020, la BNS distribuisce un miliardo di franchi alla Confederazione (1/3) e ai Cantoni (2/3), ammesso che la riserva per future ripartizioni non presenti un saldo negativo in seguito alla destinazione dell'utile. Tale versamento può addirittura raggiungere l'importo di 2 miliardi se, successivamente alla destinazione dell'utile, la riserva supera il valore di 20 miliardi. L'utile d'esercizio non distribuito alimenta la riserva per future ripartizioni.

La Confederazione e i Cantoni hanno ricevuto 1,7 miliardi di franchi in seguito all'esercizio 2016 (1,15 miliardi i Cantoni) e riceveranno 2 miliardi in seguito all'esercizio 2017 (1,33 miliardi i Cantoni). La riserva per future ripartizioni ammonterà dunque a più di 67 miliardi. A condizione che gli utili riportati rimangano (almeno in parte) invariati negli anni a venire o, in altre parole, a condizione che non vengano completamente compensati da perdite future, essi verranno distribuiti secondo le medesime modalità, nel pieno rispetto della Costituzione e della LBN. La riserva per future ripartizioni fungerà allora in questo caso da ammortizzatore, consentendo versamenti più costanti nel tempo ai Cantoni e alla Confederazione.

Risposta del Consiglio federale.