18.3427 · Interpellanza · 2018-05-31
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Protocollo di Nagoya è stato ratificato dalla Svizzera nel 2014, la corrispondente legislazione in Svizzera è entrata in vigore nel 2014 e la relativa ordinanza nel 2016. A livello internazionale, in seno agli organi competenti è in corso una discussione volta a modificare ulteriormente il campo di applicazione per i meccanismi di accesso e condivisione dei benefici (Access and Benefit Sharing). In questo contesto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Qual è la posizione della Svizzera nella discussione a livello internazionale in merito alla modifica e all'ampliamento del campo di applicazione per i meccanismi di accesso e condivisione dei benefici?
2. Tramite tale ampliamento non si rischia di mettere in discussione il consenso internazionale raggiunto con il Protocollo di Nagoya?
3. Il Consiglio federale come reputa la possibile estensione del campo di applicazione del Protocollo di Nagoya dalle risorse genetiche materiali all'informazione digitale immateriale sulla sequenza genetica e le sue conseguenze sulla ricerca in generale e sulla Svizzera come polo di ricerca in particolare?
4. Condivide il parere che un accesso limitato alle informazioni potrebbe ritardare o rendere più difficili i progressi nella ricerca nel caso in cui l'utilizzo di informazioni sequenziali digitali accessibili pubblicamente fosse soggetto a ulteriori restrizioni?
5. Come avviene la formazione delle opinioni all'interno dell'Amministrazione federale per quanto concerne la discussione a livello internazionale su un'ulteriore modifica del campo di applicazione del Protocollo di Nagoya? La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione è coinvolta direttamente?
6. È vero che nei negoziati internazionali la decisione sulla posizione in merito alla modifica del campo di attività del Protocollo di Nagoya è stata lasciata alla rispettiva delegazione tecnica svizzera e che non è stata espressa alcuna valutazione politica da parte del Consiglio federale?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Protocollo di Nagoya, negoziato nel quadro della Convenzione sulla diversità biologica (Convention on Biological Diversity, CBD), regola sia l'accesso alle risorse genetiche sia l'equa condivisione dei benefici derivanti dall'utilizzo di queste ultime. Contribuisce in questo modo alla conservazione della biodiversità e all'utilizzo sostenibile dei suoi componenti.
1./2. La Svizzera non prevede estensioni o modifiche dei meccanismi di accesso e condivisione dei benefici nel quadro del Protocollo di Nagoya. Nelle discussioni a livello internazionale continuerà a sottolineare che i Paesi devono attuare a livello nazionale le disposizioni del Protocollo di Nagoya. Farà notare che per risorsa genetica, secondo l'articolo 2 della Convenzione sulla diversità biologica, si intende una risorsa materiale, ossia fisica e tangibile. Ritiene, quindi, che le informazioni sequenziali digitali non soddisfino questo criterio e perciò non sostiene un'estensione della definizione di risorse genetiche alle informazioni sequenziali digitali. Inoltre, finora non esiste ancora una definizione unitaria di informazione sequenziale digitale. Il rapido sviluppo tecnologico nelle biotecnologie influisce sull'utilizzo delle risorse genetiche e sulla sua digitalizzazione. È attualmente oggetto di discussione a livello internazionale quali siano le conseguenze di questo sviluppo sugli obiettivi della Convenzione sulla diversità biologica. A tale riguardo in seno agli organismi internazionali si stanno creando le basi per il futuro. Per esempio, la tematica delle informazioni sequenziali digitali è all'ordine del giorno dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura e dell'Organizzazione mondiale della sanità (FAO e OMS). Infine, lo stesso Protocollo di Nagoya all'articolo 10 contiene una disposizione secondo cui occorre considerare la necessità di un meccanismo multilaterale di condivisione dei benefici a livello globale.
3./4. Un'estensione dell'attuale campo di applicazione del Protocollo di Nagoya alle informazioni sequenziali digitali potrebbe avere delle conseguenze sulla ricerca in merito all'accesso e all'utilizzo di sequenze di informazioni geneticamente modificate. L'attrattiva della Svizzera come polo di ricerca dipende però da diversi fattori. È inoltre da considerare che la legislazione dei Paesi fornitori delle risorse genetiche, con o senza il Protocollo di Nagoya, può prevedere norme sulla misura in cui le informazioni sequenziali digitali possono essere pubblicate. Conformemente al sistema bilaterale del Protocollo di Nagoya, è possibile disciplinare il trattamento delle informazioni sequenziali digitali nel quadro di contratti di condivisione dei benefici o di disposizioni relative all'accesso. Le collaborazioni a livello internazionale sulla ricerca forniscono un importante contributo all'avanzamento delle conoscenze scientifiche sia per i Paesi fornitori che per i Paesi utenti di risorse genetiche e quindi anche alla protezione e alla conservazione della biodiversità.
5./6. Il Consiglio federale approverà un mandato negoziale per la Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica di novembre 2018. Per l'elaborazione di questo mandato il DATEC collabora in quanto dipartimento responsabile con gli altri servizi federali competenti, inclusa la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione, e si orienta anche in base al mandato negoziale precedente del 2016. In questo modo è possibile garantire gli interessi della Svizzera come polo di ricerca. Parallelamente, il DEFR si occupa di approfondire in seno alla FAO la tematica riguardante il rapporto tra risorse genetiche, alimentazione e agricoltura. Anche nell'ultima Conferenza delle Parti di dicembre 2016 il Consiglio federale ha stabilito in un mandato negoziale la posizione della Svizzera circa la questione del campo di applicazione e circa altri punti all'ordine del giorno riguardanti il Protocollo di Nagoya.
Risposta del Consiglio federale.