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18.3457 · Interpellanza · 2018-06-06

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Nel quadro della svolta energetica, dal 2009 le lampadine classiche sono progressivamente sostituite da nuove lampadine, che tuttavia non sono inoffensive o perché contengono mercurio (che dovrebbe essere ritirato dal commercio secondo la Convenzione di Minamata) o perché possono causare problemi di salute. I rischi dell'attuale tecnologia LED, particolarmente controversa, sono elencati in una scheda informativa dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP 2016). Il divieto delle lampadine alogene, previsto per l'autunno 2018, accentua il problema.

Qual è la luce migliore? Quella del sole, ovviamente! La luce artificiale moderna è molto diversa da quella rivitalizzante del sole. Diverse legislazioni vigenti non tengono conto degli aspetti legati alla salute. Sarebbe pertanto auspicabile che fossero introdotti perlomeno requisiti minimi per la qualità delle lampadine a risparmio energetico.

Mentre il sole presenta un buono spettro cromatico, le fonti luminose moderne spesso si discostano molto dalla luce naturale. Ultimamente emergono sempre di più gli aspetti nocivi per la salute e l'ambiente delle nuove lampade e lampadine, che diventano sempre più problematiche. Si pongono quindi le seguenti domande:

1. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per garantire ai nostri cittadini e alle nostre cittadine una luce innocua nelle scuole, negli uffici e nelle abitazioni private?

2. È disposto a investire mezzi finanziari nella ricerca e nello sviluppo di una luce innocua e sana?

3. La ricerca svizzera sta già considerando i cristalli fotonici?

Stellungnahme des Bundesrates

1. I dispositivi di illuminazione sottostanno alle prescrizioni per i prodotti elettrici a bassa tensione (OPBT; RS 734.26). La responsabilità di garantire l'innocuità della luce artificiale incombe pertanto ai fabbricanti e agli importatori, i quali possono immettere sul mercato soltanto prodotti rispondenti alle norme tecniche riconosciute e che non mettono in pericolo la sicurezza delle persone, degli animali domestici e delle cose se installati, manutenuti e utilizzati in modo appropriato. I requisiti corrispondenti sono descritti in norme armonizzate a livello europeo delle quali i fabbricanti devono tenere conto per la valutazione dei loro prodotti. Le norme vigenti sulle lampadine, ad esempio, limitano i possibili rischi per la salute derivanti dalla radiazione UV o da un eccesso di luce blu. L'osservanza di questi requisiti garantisce che le moderne lampadine a LED retrofit o le lampadine a risparmio energetico con attacco a vite possano essere impiegate senza timori. Altri dispositivi di illuminazione innovativi, se utilizzati in modo errato, possono tuttavia rappresentare un pericolo e sono quindi classificati in un gruppo di rischio e appositamente contrassegnati, affinché i consumatori possano adottare le misure di sicurezza indicate dai fabbricanti.

2. Lo sviluppo di prodotti sicuri è essenzialmente compito dei fabbricanti. Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca nel campo delle scienze naturali e della medicina ha portato a nuove e fondamentali conoscenze sull'influsso della luce sulla salute umana, non soltanto riguardo a specifici prodotti, ma alla luce artificiale e naturale in generale. Sono stati studiati, ad esempio, gli effetti della luce sui processi fisiologici umani regolati dagli ormoni e i rischi, per la salute della retina, rappresentati dalla luce blu. Tali conoscenze vanno ora consolidate, soprattutto per quanto riguarda i possibili effetti a lungo termine. Il Consiglio federale è disposto a sostenere ulteriori accertamenti su questi temi entro i limiti dei fondi già stanziati nel preventivo e nel piano finanziario e segue inoltre con grande interesse la ricerca internazionale in tale ambito.

3. Al Consiglio federale non sono noti progetti di ricerca finanziati dalla Confederazione, riguardanti l'idoneità dei cristalli fotonici alla produzione di luce artificiale innocua destinata all'illuminazione.

Risposta del Consiglio federale.