18.3459 · Mozione · 2018-06-06
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di estendere l'articolo 16 della legge sulle lingue in modo che la Confederazione possa concedere aiuti finanziari ai Cantoni per la creazione dei presupposti, lo sviluppo e l'attuazione di modelli d'insegnamento in due lingue nazionali a tutti i livelli scolastici. Con questi aiuti, la Confederazione dovrà sostenere i notevoli sforzi profusi da molti Cantoni, che con il loro impegno volontario promuovono la comprensione tra le comunità linguistiche e rafforzano la coesione nazionale.
Begründung
Dagli anni 1990, numerosi Cantoni si sono impegnati per introdurre modelli d'insegnamento bilingue e ampliare così le competenze linguistiche degli allievi. Dal punto di vista della coesione nazionale e della comprensione reciproca tra le regioni linguistiche i modelli d'insegnamento in due lingue nazionali rivestono particolare importanza e concretizzano l'opinione ampiamente condivisa che in Svizzera il potenziale di competenze ed esperienze insito nelle diverse lingue nazionali dovrebbe essere sfruttato meglio. Grazie al loro impegno, i Cantoni che hanno introdotto modelli di questo tipo forniscono un significativo contributo alla comprensione tra le comunità linguistiche. Al contrario dei progetti in ambito scolastico, anch'essi di grande utilità, ma che possono essere svolti su larga scala soltanto sporadicamente e per una durata limitata, i modelli d'insegnamento bilingue hanno un effetto duraturo impossibile da ottenere altrimenti nella stessa misura.
Modelli d'insegnamento in due lingue nazionali sono praticati a tutti i livelli scolastici, anche se al momento nella scuola dell'obbligo sono ancora meno diffusi che al livello secondario II e nella formazione professionale. Secondo una rilevazione della CDPE, nell'anno scolastico 2015/16, nella scuola dell'obbligo sei Cantoni hanno offerto modelli d'insegnamento in due lingue nazionali. Nella formazione professionale questi modelli avevano più o meno la stessa diffusione. Per quanto riguarda il livello secondario II, i dati attuali della SEFRI attestano che in 14 Cantoni (AG, BE, BL, FR, GE, GR, JU, LU, NE, TG, TI, VD, VS, ZH) 67 tra scuole medie e licei offrono modelli d'insegnamento in due lingue nazionali. In diverse scuole universitarie possono inoltre essere seguiti cicli di formazione in due lingue nazionali. Negli ultimi anni la domanda di offerte di questo tipo è costantemente aumentata. Quest'innovazione può dunque essere vista come un successo della politica formativa del nostro Paese.
Per i Cantoni, lo sviluppo e l'attuazione di modelli d'insegnamento bilingue significano costi supplementari elevati, dovuti in particolare alla formazione e alla formazione continua degli insegnanti, che devono soddisfare requisiti specifici, e all'assistenza pedagogica agli allievi. Anche l'elaborazione di nuovi programmi scolastici, che vanno coordinati con i programmi di riferimento, e l'organizzazione e il coordinamento dei corsi di formazione sono fonte di nuovi costi. Gli aiuti finanziari erogati dalla Confederazione in applicazione dell'articolo 22 della legge sulle lingue si sono finora essenzialmente limitati al romancio. Nel quadro dell'attuazione della mozione 14.3143, "Strategia per promuovere le scuole in cui s'insegna in due lingue nazionali", nel 2016 la Confederazione ha concesso per la prima volta mezzi per promuovere l'italiano al di fuori dei territori in cui è tradizionalmente parlato. Un'estensione dell'articolo 16 della legge sulle lingue sarebbe un mezzo adeguato per sostenere gli sforzi dei Cantoni per offrire modelli d'insegnamento bilingue indipendentemente dalla seconda lingua nazionale scelta. Corrisponderebbe infatti al postulato dell'articolo 70 della Costituzione federale, che prevede la promozione della comprensione e degli scambi tra le comunità linguistiche, e non rappresenterebbe quindi un'ingerenza nella sovranità dei Cantoni nel settore scolastico.
È comprovato che le competenze linguistiche agevolano la comprensione reciproca e la coesione nazionale. Inoltre accrescono sensibilmente le possibilità di sviluppo professionale e sociale dei giovani. Nonostante l'importanza dell'inglese come lingua di comunicazione internazionale, la conoscenza delle lingue nazionali è tuttora un fattore decisivo per trovare lavoro. Il suo significato economico per la Svizzera è fuor di dubbio. Secondo la statistica del commercio estero, i Paesi limitrofi Germania, Francia e Italia sono tra i principali partner commerciali della Svizzera. In particolare per le PMI, la spina dorsale della nostra economia, le relazioni commerciali con i Paesi vicini e con le altre regioni linguistiche sono estremamente importanti. La promozione delle competenze linguistiche rafforza quindi anche la piazza economica e le imprese.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Anche il Consiglio federale è dell'avviso che i modelli d'insegnamento bilingue costituiscano un importante elemento dell'insegnamento delle lingue nazionali e contribuiscano pertanto alla comprensione reciproca e alla coesione nazionale. Il settore scolastico resta di competenza cantonale. In virtù dell'articolo 16 lettera a della legge sulle lingue (LLing; RS 441.1), la Confederazione può tuttavia già oggi sostenere progetti (in particolare lo sviluppo di piani d'insegnamento e strumenti didattici) che promuovono l'apprendimento di una lingua nazionale tramite l'insegnamento bilingue.
Per il periodo 2016-2020 il Parlamento ha già stanziato mezzi supplementari per promuovere l'italiano al di fuori della Svizzera italiana, previsti tra l'altro anche per introdurre modelli d'insegnamento bilingue con l'italiano, in particolare a livello liceale. In questo modo, tramite un aiuto finanziario forfettario unico, nel periodo in corso la Confederazione ha potuto sostenere l'introduzione di maturità bilingui con l'italiano nei Cantoni di Berna e di Vaud.
Il Consiglio federale ritiene che le basi legali vigenti (art. 16 lett. a LLing) siano sufficienti a promuovere modelli d'insegnamento bilingue. Tenuto conto della competenza cantonale in ambito educativo, dopo la fase introduttiva il normale insegnamento scolastico dovrebbe però rimanere un compito esclusivo dei Cantoni e non essere (co)finanziato dalla Confederazione, come proposto dall'autore della mozione. Un'estensione generalizzata ad altre lingue nazionali o altri livelli scolastici (elementare, secondario I, formazione professionale di base) presupporrebbe inoltre notevoli mezzi supplementari e non sarebbe praticamente fattibile senza compensazioni in altri ambiti di attività.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.