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18.3539 · Interpellanza · 2018-06-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

L'11 giugno 2018, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha pubblicato sul suo sito Internet il "Rapporto supplementare Kellerhals Carrard 2016-2018" concernente le malversazioni commesse in seno a Auto postale a partire dal 2016. Il rapporto, disponibile solo in tedesco, stranamente non presentava nessuna conclusione.

A pagina 33/34 sono riportate le informazioni qui di seguito.

Una bozza del rapporto di revisione della Posta è stata spedita il 25 luglio 2016 a otto persone:

Daniel Landolf, responsabile di Auto postale;

Urs Schwaller, presidente del consiglio di amministrazione della Posta;

Adriano Vassalli, vicepresidente del consiglio di amministrazione della Posta;

Philippe Milliet e Myriam Meyer, membri del consiglio di amministrazione della Posta;

Kerstin Büchel, segretario generale della Posta;

Susanne Ruoff, direttrice generale della Posta;

Alex Glanzmann, responsabile finanze della Posta.

Nella bozza del rapporto di revisione si osserva che:

a. le esigenze del regolamento in vigore, le prestazioni che beneficiano di sussidi da parte della collettività nell'ambito traffico regionale viaggiatori devono avere una reddittività pari a zero;

b. gli obiettivi finanziari stabiliti dalla Posta per Auto postale contravvengono a queste esigenze;

c. se Auto postale si fosse limitata a coprire i costi dovuti alle prestazioni fornite, non avrebbe potuto raggiungere gli obiettivi finanziari fissati dalla Posta.

Questa bozza del progetto è stata discussa durante la seduta del 23 agosto 2016 del comitato "Audit, Risk e Compliance" della Posta, alla presenza di Urs Schwaller, Adriano Vassalli, Philippe Milliet e Myriam Meyer, tutti membri del comitato.

1. Quali sono le misure correttive prese nel 2016 dal consiglio di amministrazione della Posta per far sì che gli obiettivi finanziari fissati per Auto postale siano conformi alle esigenze regolamentari vigenti?

2. Se non è stata presa nessuna misura correttiva, il Consiglio federale ritiene accettabile il fatto che il consiglio di amministrazione della Posta tolleri, in piena cognizione di causa, che gli obiettivi finanziari fissati per Auto postale violino le esigenze regolamentari vigenti?

3. Il consiglio di amministrazione della Posta ha informato l'Ufficio federale dei trasporti, nella sua funzione di fornitore di sussidi, delle constatazioni contenute nella bozza del rapporto di revisione del 25 luglio 2016?

4. Il verbale della seduta del comitato "Audit, Risk e Compliance" del 23 agosto 2016 non dovrebbe essere disponibile integralmente?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel 2016 l'organo di revisione interno della Posta ha verificato il "processo di ordinazione nel traffico regionale". Nella bozza del rapporto del 25 luglio 2016, sotto il titolo "Tone at the top" si faceva riferimento al conflitto di obiettivi tra le direttive regolatorie dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT) e le prescrizioni EBIT del gruppo Posta. I passaggi contestati del rapporto non contenevano tuttavia nessuna indicazione circa un comportamento illecito o una prassi contabile indebita fino al 2015, ma presentavano piuttosto la possibilità di trovare una soluzione duratura tramite il progetto Impresa avviato nel 2016. Nella bozza del rapporto la necessità d'intervento è stata espressa solo per il settore Auto postale.

Il 23 agosto 2016, in occasione della seduta del comitato "Audit, Risk & Compliance" del consiglio di amministrazione, si è deliberato che, sulla base della bozza del rapporto, per il consiglio di amministrazione non sussisteva nessuna necessità di intervento.

Durante la sua conferenza stampa dell'11 giugno 2018, il presidente del consiglio di amministrazione della Posta ha menzionato esplicitamente il rapporto e in un suo intervento pubblico si è espresso, facendo autocritica, nel modo seguente: "Recentemente sono stato informato dell'esistenza di un rapporto dell'organo di revisione interno destinato alla direzione di Auto postale. Figuravo inoltre tra i destinatari di comunicazioni a diversi organi e servizi. Questo rapporto avrebbe rivelato i veri obiettivi di Impresa. Il rapporto datava 25 luglio 2016, vale a dire poco più di un mese dopo la mia entrata in funzione. Con il senno di poi e le conoscenze emerse dalle indagini, avrei interpretato diversamente i passaggi contestati. Mi assumo le mie responsabilità per la mia posizione che si è dimostrata non sufficientemente critica alla luce delle conoscenze odierne ..."

2. Conformemente alle prescrizioni della Confederazione sul governo d'Impresa, il Consiglio federale dirige la Posta fissandone gli obiettivi strategici, ma non interferisce sulla sua attività operativa. Secondo il diritto della società anonima, in qualità di società anonima di diritto speciale l'alta direzione della Posta spetta al consiglio d'amministrazione.

Come già esposto nella risposta alla domanda 1, sulla base della bozza del rapporto del 25 luglio 2016 dell'organo di revisione interno il consiglio di amministrazione della Posta è partito dal presupposto che i conflitti sugli obiettivi emersi potessero essere risolti con il progetto Impresa.

3. Dopo che il consiglio di amministrazione non ha riconosciuto nessuna necessità di intervento sulla base del rapporto dell'organo di revisione interno, non ha nemmeno ritenuto necessario informare l'UFT o il proprietario.

La Posta ha intrattenuto contatti con l'UFT già nel 2014 in merito al progetto Impresa. Secondo la Posta, in quel momento non vi erano motivi per fornire ulteriori informazioni alle autorità di vigilanza.

4. La parte pubblicata del rapporto supplementare dello studio legale Kellerhals Carrard destinato al proprietario contiene tutti i passaggi rilevanti del verbale riguardanti il punto all'ordine del giorno "processo di ordinazione nel traffico regionale". I passaggi protetti dal segreto d'Impresa riprendono esclusivamente informazioni su altri settori di attività della Posta, al di fuori di Auto postale.

Risposta del Consiglio federale.