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Preservare il Museo alpino svizzero quale simbolo e centro di competenza per il patrimonio culturale alpino

18.3543 · Interpellanza · 2018-06-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Essendo preoccupato per il futuro del Museo alpino svizzero, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Condivide il parere che, in un Paese alpino come il nostro, il Museo alpino svizzero sia d'importanza nazionale per la politica culturale e che tale circostanza sia stata uno dei motivi che nel 2011 hanno indotto il Parlamento ad aumentare del 50 per cento (da 520 000 a 1 020 000 franchi) i sussidi per le sue spese d'esercizio?

2. Dagli specialisti svizzeri ed esteri il Museo alpino svizzero è oggi considerato un modello di struttura museale innovativa, che affronta e stimola il dibattito su temi sociali, ecologici ed economici di attualità inerenti al mondo alpino. Il Consiglio federale ritiene che il nostro Paese si possa permettere di non disporre di un proprio centro nazionale della cultura alpina?

3. Paese alpino per eccellenza, dal 2019 la Svizzera corre il pericolo di perdere il suo unico museo che illustra l'importanza storica, geografica e politica delle proprie regioni di montagna e che tramite progetti comuni è in contatto con istituzioni culturali regionali e locali svizzere e del resto dell'arco alpino. Condivide l'opinione che la Confederazione, cofondatrice e finanziatrice del Museo alpino svizzero, debba assumersi responsabilità particolari per quanto riguarda la sua salvaguardia quale centro di competenza per il patrimonio culturale alpino?

4. Nel quadro dell'ordinamento legale vigente, è disposto a fare tutto il possibile per garantirne la sopravvivenza e a mettere a disposizione le risorse necessarie?

5. In un'ottica di lungo termine, ritiene possibile riconoscerlo come museo della Confederazione, integrandolo ad esempio nel Museo nazionale svizzero?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale rimanda innanzitutto a quanto dichiarato in risposta alle mozioni Joder 09.3110 e 10.3998 e all'interpellanza Fetz 17.3865, nelle quali prende posizione in merito a diverse domande poste dall'autore dell'interpellanza.

1.-3. Come già affermato nel suo parere in risposta alla mozione Joder 10.3998, riconosce il Museo alpino svizzero (ALPS) "come istituzione che rappresenta per il nostro Paese l'importante tema del mondo alpino". La Confederazione sostiene l'ALPS fin dalla sua fondazione, nel 1933. Negli anni dal 1948 al 1961 e dal 1963 al 1974 l'ALPS non ha tuttavia beneficiato di sussidi federali.

Fino al 2010 l'ALPS è stato sostenuto dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) con un sussidio ammontante, nell'ultimo periodo, a 231 000 franchi all'anno, lo stesso importo erogato anche dal Cantone e dalla Città di Berna per l'esercizio del museo. Nel 2011 la competenza di attribuire aiuti finanziari della Confederazione ai musei è stata conferita all'Ufficio federale della cultura (UFC). Dal 2011 al 2013 l'UFC ha erogato all'ALPS un sussidio annuo di 520 000 franchi destinato al riposizionamento del museo, come il Consiglio federale ha avuto modo di illustrare nel suo parere in risposta alla mozione Joder 10.3998. Questo primo aumento era già stato annunciato come "misura transitoria" nel messaggio sul preventivo 2011. Il successivo raddoppio dell'importo a 1 020 000 franchi era stato voluto dal Parlamento e, come affermato nel dibattito parlamentare, non rappresentava un aumento sistematico bensì una misura limitata agli anni 2014 e 2015. Come previsto dal messaggio sulla cultura 2016-2020, questo importo maggiorato è stato mantenuto immutato negli anni 2016 e 2017, fino a quando il Parlamento ha deciso di anticipare al 2018 l'introduzione del nuovo sistema di attribuzione dei contributi d'esercizio ai musei. Da parte sua il Consiglio federale avrebbe voluto rendere effettivo il nuovo sistema solo dal 2021, ciò che avrebbe dato più tempo ai musei interessati per attuare un eventuale riorientamento.

Dal 2018 i contributi d'esercizio sono attribuiti sulla base di un bando pubblico e di criteri programmatici oggettivi. Questi criteri sono identici per tutti i richiedenti. Di conseguenza, al momento dell'attribuzione dei contributi d'esercizio, non conta che la Confederazione sia stata tempo fa cofondatrice dell'ALPS. Nemmeno l'"importanza nazionale" dell'ALPS può giustificare una preferenza, dato che questo criterio rappresenta una premessa per tutti i musei che intendono beneficiare di un contributo d'esercizio.

Il nuovo sistema di attribuzione della Confederazione può rendere necessaria una verifica delle attuali attività dell'ALPS e delle risorse impiegate. La decisione sulla portata delle attività e su un eventuale riorientamento strategico dell'ALPS spetta al suo consiglio di fondazione.

4. La decisione dell'UFC dell'8 settembre 2017 di erogare all'ALPS, come museo, contributi d'esercizio per gli anni 2018-2020 non è stata impugnata ed è diventata effettiva. D'intesa con il Dipartimento federale dell'interno, l'UFC ha approvato una richiesta dell'ALPS di essere sostenuto in futuro quale "rete" anziché museo come finora. Per un sostegno dell'ALPS come rete la Confederazione dispone, nel quadro del preventivo e del piano finanziario, di 250 000 franchi all'anno fino al 2020. Il sostegno dell'ALPS da parte dell'UFC rimane pertanto invariato.

5. La legge sui musei e le collezioni (LMS; RS 432.30) disciplina i compiti e l'organizzazione dei musei e delle collezioni della Confederazione. L'integrazione dell'ALPS nel Museo nazionale svizzero (MNS) richiederebbe una revisione della LMS, che il Consiglio federale respinge. La composizione del gruppo MNS è stata riesaminata non molto tempo fa; dal 2009 il MNS è retto da una nuova legge che contempla anche il suo ridimensionamento e la precisazione del suo mandato. I musei speciali con un unico contenuto tematico sono stati scorporati dal gruppo. La nuova composizione del MNS ha dimostrato la sua validità. Inoltre i musei e le collezioni gestiti dall'UFC sono essenzialmente posizionati come musei d'arte. Un'integrazione dell'ALPS non sarebbe quindi sensata dal punto di vista dei contenuti e non avrebbe nemmeno effetti sinergici. Del resto, difficoltà puramente finanziarie non possono spingere la Confederazione ad allargare la cerchia dei suoi musei e ad aumentare i fondi necessari per il loro esercizio.

Risposta del Consiglio federale.