Lexipedia

18.3566 · Mozione · 2018-06-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto ex ante sugli effetti dell'accordo di libero scambio AELS-Mercosur (Human Rights Impact Assessment) che illustri in particolare l'impatto della produzione industriale di carne e soia sui diritti dei piccoli agricoltori e sull'ambiente. I risultati del rapporto devono essere tenuti in considerazione durante i negoziati. Inoltre, l'accordo deve poter essere concluso soltanto se tutti gli Stati partner hanno firmato i principali accordi internazionali in materia di ambiente, diritti dell'uomo e diritti del lavoro (OIL) e si sono impegnati ad applicarli. Affinché queste condizioni siano garantite è necessario introdurre un processo di monitoraggio efficace. Infine, i prodotti agricoli che beneficiano di un migliore accesso al mercato devono essere coltivati e raccolti secondo standard di sostenibilità riconosciuti a livello internazionale (modello di accreditamento).

Begründung

L'articolo costituzionale 104a lettera d prevede che il commercio sia finalizzato a un'agricoltura sostenibile, sia in Svizzera che all'estero. La Svizzera è inoltre tenuta a realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile, di cui occorre tenere conto nei negoziati con gli Stati del Mercosur. Senza criteri di sostenibilità l'accordo comporta infatti grandi rischi, soprattutto per la piccola agricoltura negli Stati del Mercosur. La domanda d'esportazione di carne aggrava la speculazione fondiaria in questi Paesi, con il rischio di provocare un allontanamento dei piccoli contadini dalla terra, che è la loro unica fonte di sostentamento. Gli attivisti che oppongono resistenza sono vittime di minacce o addirittura di assassinii. Nell'accordo con gli Stati del Mercosur sono quindi in gioco anche i diritti umani.

Tra gli aspetti problematici della produzione di carne ci sono anche la protezione degli animali (assenza di basi legali e applicazione lacunosa) e la sicurezza alimentare (scandali sulla carne in Brasile e impiego di mangimi geneticamente modificati che aumentano le prestazioni degli animali). Allo stesso tempo l'importazione in Svizzera provoca una forte pressione sui prezzi per i produttori nazionali.

Il nostro Paese deve assumersi la propria responsabilità e rispettare il suo impegno di impedire che gli accordi commerciali abbiano ripercussioni negative per l'uomo e l'ambiente.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene che lo sviluppo del commercio internazionale sia un elemento determinante per la realizzazione di gran parte degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite.

Nei negoziati per la conclusione di accordi di libero scambio (ALS) la Svizzera si adopera affinché vengano incluse disposizioni concernenti il commercio e lo sviluppo sostenibile che sostengano gli OSS e contribuiscano alla loro realizzazione. Tali disposizioni sanciscono tra l'altro l'impegno a rispettare e ad attuare gli obblighi internazionali delle parti in materia di protezione ambientale e standard di lavoro, inclusa l'attuazione dell'Agenda dell'OIL per il lavoro dignitoso per tutti. Altre disposizioni mirano alla gestione sostenibile delle risorse forestali e delle risorse della pesca nonché alla diffusione delle certificazioni di sostenibilità che promuovono metodi di produzione rispettosi dell'ambiente e delle norme sociali. Sono inoltre integrati alcuni riferimenti ai principali strumenti internazionali che disciplinano i diritti dell'uomo e ai principi della responsabilità sociale d'impresa (RSI). Queste disposizioni di sostenibilità si applicano a tutti i settori produttivi, fra cui quello agroalimentare.

A livello istituzionale gli ALS prevedono l'istituzione di organi di vigilanza (comitati misti) che consentano di risolvere eventuali problemi legati all'attuazione degli impegni assunti dalle parti negli ambiti summenzionati e di discutere sullo stato di ratifica dei vari strumenti internazionali pertinenti.

Questo approccio segue una linea di cooperazione e di dialogo. La Svizzera non intende utilizzare gli accordi commerciali per cercare di imporre agli altri Stati gli strumenti internazionali in materia di ambiente, lavoro o diritti umani che devono ratificare o le organizzazioni alle quali devono aderire. Si tratta piuttosto di vegliare affinché gli impegni assunti dalle parti in questi ambiti siano rispettati ed effettivamente applicati nel quadro delle loro relazioni commerciali preferenziali.

Per quanto riguarda la richiesta dell'autore della mozione di vincolare la concessione di preferenze tariffali per i beni agricoli alla presentazione di certificati basati su standard internazionali, il Consiglio federale rileva che non esiste uno standard internazionale per la produzione di beni agricoli sostenibili. L'evoluzione degli standard privati indica tuttavia una dinamica positiva in materia di sostenibilità, dovuta alle esigenze sempre più elevate dei consumatori. Il Consiglio federale accoglie favorevolmente questi sviluppi positivi e ritiene che le preferenze tariffali non vadano vincolate a determinati marchi perché così facendo si rischierebbe di compromettere l'evoluzione in corso e il costante miglioramento dei marchi. Non ritiene inoltre opportuno iscrivere negli accordi commerciali interstatali marchi privati la cui attuazione ed evoluzione potrebbero sfuggire al controllo dei governi.

Tuttavia, attraverso un dialogo costruttivo, la Svizzera può incoraggiare i suoi partner a far sì che in futuro le esportazioni di prodotti agricoli rispondano agli obiettivi di sostenibilità e alle preferenze dei consumatori svizzeri. In quest'ottica il nostro Paese intende proporre, nel quadro dei negoziati per un ALS con il Mercosur, l'avvio di un dialogo sull'agricoltura sostenibile finalizzato tra l'altro a instaurare un meccanismo di vigilanza e di valutazione della sostenibilità del commercio bilaterale dei prodotti agricoli e dei relativi sistemi di produzione. Inoltre, vuole porre sul tavolo dei negoziati alcune disposizioni relative al benessere degli animali.

In questo contesto va inoltre rilevato che le prescrizioni legali vigenti in Svizzera (ad es. in materia sanitaria e fitosanitaria) per l'autorizzazione e l'immissione sul mercato interno dei prodotti esteri rimangono pienamente applicabili con gli ALS. Il nostro Paese applica inoltre norme severe in materia di e tracciabilità delle derrate alimentari di origine animale provenienti da Paesi terzi le cui prescrizioni legali sulla produzione differiscono da quelle vigenti in Svizzera. Il consumatore è quindi messo in condizione di prendere le proprie decisioni di acquisto e di assumersi le proprie responsabilità. L'obbligo di dichiarazione è già previsto e non è toccato dagli accordi di libero scambio.

Per quanto riguarda gli studi d'impatto degli ALS, infine, il Consiglio federale si è più volte espresso in proposito. Recentemente ha precisato la propria prassi nel parere del 22 settembre 2017 facente seguito al rapporto di valutazione della Commissione della gestione del Consiglio nazionale (FF 2017 6575). In particolare, spiega i motivi per i quali ritiene che, nonostante i costi elevati, gli esami d'impatto in materia sociale o di diritti umani non forniscono risultati soddisfacenti. Nel quadro dei negoziati con il Mercosur il Consiglio federale farà realizzare esternamente un esame d'impatto mirato sulle conseguenze ambientali di una liberalizzazione di alcuni prodotti, in particolare agricoli. I risultati di questa analisi saranno resi pubblici.

In sintesi, nei negoziati per un ALS con il Mercosur il Consiglio federale dispiega tutta una serie di misure concrete per favorire le relazioni commerciali con i Paesi interessati e contribuire allo sviluppo sostenibile, incluso l'obiettivo dell'agricoltura sostenibile. Le misure richieste dall'autore della mozione oltrepassano invece i limiti di ciò che si può realizzare nel quadro degli ALS e renderebbero impossibile la conclusione di simili accordi, non soltanto con gli Stati del Mercosur ma anche con altri futuri partner.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.