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18.3575 · Interpellanza · 2018-06-14

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Secondo varie organizzazioni umanitarie e vari articoli di giornale (p. es. https://www.nzz.ch/digital/kobalt-smartphones-kinderarbeit-amnesty-international-ld.4301 le materie prime per le pile degli smartphone e dei laptop di noti produttori sono estratte da minori nella Repubblica democratica del Congo. I bambini devono lavorare con uno stipendio giornaliero inferiore ai 2 dollari statunitensi e sono esposti a diversi rischi per la salute. Secondo l'Unicef, solo nella Repubblica democratica del Congo lavorano 40 000 minori (cfr. https://www.unicef.ch/sites/default/files/documents/unicef_fs_kinderarbeit_drk_2011.pdf). L'Amministrazione federale ha una particolare responsabilità, poiché essa stessa dispone di migliaia di apparecchiature informatiche e la Confederazione si impegna a combattere il lavoro infantile a livello internazionale. Nel promemoria contenente le raccomandazioni sugli acquisti sostenibili (https://www.bkb.admin.ch/bkb/it/home/hilfsmittel/merkblaetter.html) si legge: "se la prestazione è fornita all'estero l'offerente deve almeno garantire l'osservanza degli accordi di base dell'OIL di cui all'allegato 2a dell'OAPub (art. 7 cpv. 2 OAPub)". Vi rientrano le due convenzioni seguenti: la n. 138 del 26 giugno 1973 concernente l'età minima di ammissione all'impiego (RS 0.822.723.8) e la n. 182 del 17 giugno 1999 concernente il divieto delle forme più manifeste di sfruttamento del fanciullo sul lavoro e l'azione immediata volta alla loro abolizione (RS 0.822.728.2).

Le domande che emergono sono le seguenti:

1. Il Consiglio federale può garantire che le apparecchiature informatiche dell'Amministrazione federale non contengano materie prime estratte in condizioni che violano i diritti umani?

2. Le convenzioni fondamentali dell'OIL sono rispettate per quanto riguarda l'acquisto di apparecchiature informatiche da parte dell'Amministrazione federale?

3. Questo come viene verificato?

4. Il Consiglio federale s'impegna a livello internazionale per l'osservanza delle convenzioni fondamentali dell'OIL nel settore degli acquisti pubblici?

5. Come viene giudicato, nell'accordo dell'OMC sugli appalti pubblici, l'acquisto di materie prime estratte in condizioni che ledono i diritti umani?

6. Il Consiglio federale intravede una contraddizione nel fatto che la Confederazione lotta contro il lavoro infantile a livello internazionale, mentre l'Amministrazione federale stessa acquista apparecchiature informatiche che potrebbero essere prodotte anche mediante il lavoro infantile?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Come l'autrice dell'interpellanza, anche il Consiglio federale ritiene che l'Amministrazione federale rivesta una responsabilità particolare in qualità di committente e quindi di consumatore. L'ha ribadito nelle proprie strategie sullo sviluppo sostenibile e, nel 2010, ha creato le basi giuridiche affinché il rispetto di standard minimi nel processo lavorativo e produttivo potesse essere dichiarato la condizione necessaria, anche all'estero, per partecipare alle procedure di aggiudicazione (cfr. art. 8 della legge sugli acquisti pubblici, LAPub; RS 172.056.1 e art. 7 cpv. 2 dell'ordinanza sugli acquisti pubblici, OAPub, RS 172.056.11). Il rapporto peritale sulla responsabilità sociale d'impresa e il ruolo della Confederazione in qualità di acquirente (Corporate Social Responsability, CSR, Der Bund als Beschaffer), pubblicato nel 2018, fornisce informazioni sullo stato di attuazione.

I componenti delle apparecchiature informatiche sono numerosissimi. Uno smartphone, per esempio, contiene circa 60 sostanze, fra cui anche metalli per cavi e batteria. Poiché le catene di fornitura delle apparecchiature informatiche possono essere molto lunghe, il servizio d'acquisto non riesce a verificare, con un dispendio di mezzi ragionevole, che le disposizioni delle otto convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) siano di fatto sempre rispettate. Il Consiglio federale non può dunque dare alcuna garanzia in merito alle materie prime contenute nelle apparecchiature informatiche dell'Amministrazione federale.

2. Sì, il rispetto delle otto convenzioni fondamentali dell'OIL è la condizione di partecipazione necessaria per tutti gli offerenti come pure per i loro subappaltatori e subfornitori che forniscono prestazioni all'estero. L'Amministrazione bada all'osservanza di queste disposizioni. A tale scopo vengono istruiti i collaboratori dell'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL), l'Ufficio competente per l'acquisto di apparecchiature informatiche, e gli addetti agli acquisti strategici degli altri Uffici federali. Nella prassi si richiede sistematicamente agli offerenti di presentare un'autodichiarazione che confermi il rispetto delle convenzioni fondamentali dell'OIL. Se non firma l'autodichiarazione o se non si dichiara disposto a rispettare le suddette convenzioni, l'offerente è escluso dalla procedura. Inoltre, l'UFCL effettua un'analisi dei rischi, al fine di richiedere ulteriori prove qualora non fossero disponibili certificati o audit positivi.

Il "Monitoraggio degli acquisti sostenibili", uno strumento introdotto nel 2013, è applicato anche all'acquisto di apparecchiature informatiche. Una delle questioni poste in relazione al monitoraggio è quella del Paese di produzione. È attualmente oggetto di esame l'opportunità di inserire gli aspetti del monitoraggio legati alla sostenibilità in una lista di criteri da rispettare imperativamente per i bandi di concorso OMC e in direttive per gli audit da eseguire nel periodo di validità del contratto.

3. La maggior parte dei produttori di hardware che forniscono all'Amministrazione federale apparecchiature informatiche per le cosiddette postazioni di lavoro standard sono membri della Responsible Business Alliance (RBA, http://www.responsiblebusiness.org/). Il codice di condotta della RBA "contiene una serie di norme volte a garantire che le condizioni di lavoro nell'industria elettronica" e nelle "relative filiere di fornitura siano ... improntate al rispetto e alla dignità dei lavoratori e che l'attività d'impresa sia basata sull'etica e sulla responsabilità ambientale" (cfr. http://www.responsiblebusiness.org/media/docs/RBACodeofConduct6.0_Italian.pdf). "Il lavoro minorile", ovvero di persone di età inferiore ai 15 anni, "non deve essere utilizzato in nessuna fase della produzione". I membri della RBA si sottopongono periodicamente ad audit reciproci per verificare che il codice di condotta sia rispettato. Se si riscontra una violazione, viene data al subfornitore la possibilità di rimediare. Invece, se ciò si ripete in occasione del controllo successivo, il subfornitore inadempiente viene escluso dalla catena di produzione ("supply chain").

4. Nel quadro dei bandi di concorso dell'OMC e degli accordi bilaterali di libero scambio, il Consiglio federale si è sempre impegnato affinché gli aspetti sociali ed ecologici venissero adeguatamente considerati. Durante le trattative per la revisione dell'Accordo del 15 aprile 1994 sugli appalti pubblici (GPA 1994) dell'OMC, la Svizzera ha per esempio rammentato che dal 2010 applica autonomamente le otto convenzioni fondamentali dell'OIL come quadro di riferimento per valutare le prestazioni fornite all'estero nel settore degli acquisti pubblici. Ha inoltre proposto di utilizzare le otto convenzioni fondamentali dell'OIL come base per ottenere il consenso degli Stati membri del GPA sugli aspetti sociali negli acquisti pubblici.

5. In seno agli Stati membri dell'Accordo riveduto (GPA 2012) è in corso il programma di lavoro da essi concordato sugli aspetti dello sviluppo sostenibile rilevanti ai fini degli appalti pubblici (art. XXII: 8 lett. a, ii). La Svizzera vi partecipa attivamente e, al pari dell'UE, s'impegna affinché in futuro, nel settore degli acquisti pubblici, sia data maggiore importanza agli aspetti sociali come il rispetto dei diritti umani.

6. L'Amministrazione federale necessita di apparecchiature informatiche per espletare i propri compiti. I servizi d'acquisto si attengono alle prescrizioni giuridiche e s'impegnano ad acquistare apparecchiature informatiche che non siano frutto di lavoro infantile. Come già menzionato più sopra, non è possibile escludere il rischio residuo dovuto alla complessità della catena di produzione. Il Consiglio federale ritiene che sia un compito importante della Svizzera, e non una contraddizione, adoperarsi per abolire il lavoro infantile mediante la diplomazia e la cooperazione allo sviluppo.

Risposta del Consiglio federale.