18.3641 · Interpellanza · 2018-06-15
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
1.Il malcontento a cui ha dato voce il quotidiano "Le Temps" nell'edizione del 13 aprile 2018 è reale? In caso affermativo, non sarebbe il caso di prenderlo sul serio?
2. A quasi un anno dall'entrata in vigore della LAIn, le procedure previste da quest'ultima per attuare le misure autorizzate dal settembre 2017 risultano adeguate alla minaccia o sono invece laboriose a tal punto da impedirne l'applicazione o comunque da renderla inefficace?
Begründung
L'edizione del 13 aprile 2018 del quotidiano "Le Temps" ha dato risalto al malcontento che, secondo le sue fonti, regna all'interno del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) a causa delle procedure previste dalla nuova legge sulle attività informative (approvata dal popolo il 25 settembre 2016 ed entrata in vigore il 1° settembre 2017) ritenute eccessivamente laboriose e burocratiche.
Stando a quanto riportato dal quotidiano, sia il DDPS che la delegazione parlamentare incaricata di sorvegliare il SIC respingono le lamentele dei collaboratori del SIC.
Ciò non toglie che se, dopo una campagna per la votazione impegnata prevalentemente a neutralizzare gli argomenti di chi denunciava il carattere eccessivamente intrusivo dei mezzi ora autorizzati, il 65,5 per cento dei votanti ha comunque approvato la legge attualmente in vigore, certamente non lo ha fatto affinché quest'ultima non permetta di adottare le misure necessarie per garantire la sicurezza.
Se il malcontento del personale del SIC incaricato dell'esecuzione delle missioni volute dal popolo è fondato, è necessario prenderlo sul serio. È in gioco l'efficacia del SIC e di una legge che non deve essere una "tigre di carta".
Stellungnahme des Bundesrates
1. Al Dipartimento competente e al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) non risulta un malcontento diffuso nei confronti della nuova legge sulle attività informative (LAIn; RS 121). Le poche fonti citate dal giornale nel suo articolo del 13 aprile 2018 non sono rappresentative del sentimento generale.
Il Parlamento ha definito le procedure applicate nel quadro della LAIn; la LAIn è stata accettata dal Popolo e dai Cantoni. In questo contesto il Consiglio federale accoglie positivamente la nuova possibilità di applicare misure di acquisizione soggette ad autorizzazione, nell'interesse della sicurezza interna ed esterna della Svizzera.
2. Affinché il nostro Paese possa preservare la propria sicurezza, è indispensabile impiegare in modo costante e mirato la gamma di mezzi preventivi e repressivi a disposizione. Dal 1° settembre 2017 il SIC utilizza le misure di acquisizione soggette ad autorizzazione previste, a condizioni molto restrittive, dagli articoli 26 a 33 della LAIn. Fino alla fine del 2017, ovvero nell'arco di quattro mesi dall'entrata in vigore della LAIn, il SIC ha avviato quattro operazioni, associate a 40 misure per le quali ha presentato una domanda agli organi giudiziari e politici competenti. I mezzi disponibili sono stati pertanto impiegati rapidamente.
La legge prevede anche una procedura in caso di urgenza, che consente di ordinare l'esecuzione immediata di misure di acquisizione soggette ad autorizzazione, a condizione che il Tribunale amministrativo federale le approvi (art. 31 LAIn). Il rapporto sulla situazione pubblicato nel maggio 2018 dal SIC illustra come i nuovi mezzi siano più che mai necessari in considerazione delle minacce attuali. La loro utilizzazione è focalizzata sulle minacce più gravi (terrorismo, spionaggio).
L'esperienza indicherà se sarà necessario ottimizzare il sistema e adeguare la legge. A tale riguardo occorrerà però ancora attendere qualche tempo. In caso di necessità il Consiglio federale proporrà al Parlamento modifiche puntuali della LAIn.
Risposta del Consiglio federale.