No ai sussidi a chi assume rifugiati. Si promuova invece l'assunzione di cittadini svizzeri, troppo spesso discriminati in casa propria
18.3787 · Mozione · 2018-09-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Con la seguente mozione si chiede al Consiglio federale di abbandonare subito l'idea di versare sussidi a chi assume rifugiati, e dedicare invece le risorse che la Segretaria di Stato della migrazione (SEM) immagina di destinare a tale scopo alla promozione dell'assunzione di cittadini svizzeri. Mentre i migranti a carico dell'assistenza sociale vanno rimpatriati quanto prima.
Begründung
Si torna a parlare di asilanti con permesso B a carico dello stato sociale. In effetti, nel 2017 a livello nazionale solo il 25 per cento di essi svolgeva un'attività professionale. In Ticino la percentuale è ancora più bassa, e si aggira attorno al 15 per cento. A seconda delle etnie, il tasso di occupati è ancora inferiore, fino a scendere a livelli irrisori. Basti pensare che, nel giro di 8 anni, i cittadini eritrei a carico dell'assistenza sociale sono aumentati di circa il 2300 per cento. Ciò conferma come la stragrande maggioranza di queste persone non siano né integrate né integrabili nel nostro Paese.
Ora la Segreteria di Stato della migrazione SEM avrebbe approntato una serie di misure, tra cui l'introduzione di aiuti finanziari, per incoraggiare le aziende ad assumere rifugiati.
Vista la difficile situazione occupazionale nelle regioni di frontiera svizzere, ed in particolare in Ticino, a causa della libera circolazione delle persone e conseguente sostituzione di lavoratori svizzeri/residenti con frontalieri, risulta incomprensibile un ulteriore sforzo finanziario, a carico del contribuente, con l'obiettivo - le cui chance di riuscita sono peraltro minime, data la scarsa quando non nulla integrabilità professionale delle persone in oggetto - di promuovere l'assunzione di rifugiati.
Tale iniziativa comporterebbe, evidentemente, una discriminazione dei cittadini svizzeri e residenti ad opera dello Stato. Occorre invece concentrare gli sforzi dell'ente pubblico nell'inserimento professionale dei cittadini elvetici.
Gli asilanti a carico dell'assistenza sociale vanno per contro rimpatriati quanto prima: ed è su questo obiettivo che la SEM dovrebbe semmai intensificare gli sforzi. Questo anche allo scopo di conseguire importanti risparmi per tutti gli enti pubblici (Confederazione, Cantoni, Comuni), oltre che di scoraggiare l'immigrazione clandestina.
Chiedo pertanto che i fondi che la SEM immagina di destinare all'integrazione professionale dei rifugiati vengano invece impiegati per promuovere l'assunzione di cittadini svizzeri.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Confederazione, Cantoni e Comuni sono tenuti a creare condizioni quadro favorevoli per le pari opportunità e la partecipazione degli stranieri alla vita pubblica e in particolare a incoraggiare l'apprendimento della lingua, l'avanzamento professionale e la previdenza per la salute nonché la convivenza (art. 53 della legge federale sugli stranieri).
I Cantoni attuano, con il sostegno finanziario della Confederazione, le misure di promozione dell'integrazione nel quadro dei programmi d'integrazione cantonali (PIC). Le misure si propongono di aumentare il tasso di attività lucrativa dei rifugiati e quindi di diminuire i costi di aiuto sociale. L'accento è posto sui corsi di lingua, sulla formazione e la formazione continua nonché sull'accompagnamento durante il processo di integrazione. Di norma gli assegni per il periodo di introduzione ("aiuti finanziari") versati dai Cantoni alle imprese non svolgono alcun ruolo nei PIC.
I cittadini svizzeri che hanno bisogno di un aiuto per entrare o reinserirsi nel mondo professionale possono beneficiare delle misure ordinarie del sistema formativo, nonché dell'aiuto sociale, dei servizi pubblici di collocamento e dell'assicurazione invalidità. Assegni per il periodo di introduzione sono previsti dall'assicurazione contro la disoccupazione per gli assicurati difficilmente collocabili (art. 65 della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione) e dall'assicurazione invalidità per le persone assicurate nel quadro del collocamento (art. 18b della legge sull'assicurazione per l'invalidità). Inoltre, la Confederazione, i Cantoni e le parti sociali si impegnano, nel quadro dell'iniziativa sul personale qualificato, a utilizzare in maniera ottimale il potenziale della popolazione residente per soddisfare il fabbisogno di personale qualificato.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.