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18.3842 · Interpellanza · 2018-09-26

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale ha espresso l'intenzione di firmare il Patto ONU per la migrazione nel mese di dicembre 2018 a Marrakech. A causa delle numerose richieste ivi contenute che presentano gradi di dettaglio e orientamenti in parte assurdi, urge chiarire se il Collegio intende applicarle in Svizzera. Siccome il Consiglio federale non ha approfondito la questione nell'ora delle domande del 24 settembre 2018, viene invitato con la presente interpellanza a rispondere a quanto segue:

1. Secondo quale procedura sarà ratificato il Patto ONU per la migrazione, se la Svizzera decidesse di firmarlo? Quali possibilità concrete di partecipazione saranno conferite all'Assemblea federale, al Popolo e alle Camere?

2. Quale sarà l'applicabilità del Patto ONU sul piano nazionale?

3. Quali sono le correlazioni politiche e giuridiche tra il Patto ONU per la migrazione e i Patti internazionali dell'ONU I e II?

4. Come spiega che i Paesi di immigrazione tradizionali, come gli USA e l'Australia, abbiano preso le distanze dal Patto ONU?

5. Intende attuare le richieste del Patto ONU per la migrazione secondo le quali le notizie sui migranti diffuse da media e siti Internet debbano essere sorvegliate e le sovvenzioni statali debbano essere sospese nel caso in cui tali notizie non fossero obiettive? In caso affermativo, in che modo?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Il Patto ONU per la migrazione non è un trattato internazionale e non prevede obblighi giuridici per la Svizzera. Ai sensi dell'articolo 184 capoverso 1 della Costituzione federale, il Consiglio federale ha la competenza per approvare questo strumento di carattere politico. L'Assemblea federale sarà coinvolta, a seconda della decisione del Consiglio federale, attraverso la consultazione delle commissioni parlamentari competenti.

La natura del Patto ONU per la migrazione è politica. Il Patto funge da linea di condotta per gli Stati e il suo scopo è far sì che la comunità internazionale adotti un comportamento (azione o omissione). I 23 obiettivi del Patto sono compatibili con l'ordinamento giuridico svizzero: la maggior parte delle raccomandazioni del Patto globale sulla migrazione sono già applicate dalla Svizzera. Il Consiglio federale ha tuttavia preso atto ed è consapevole del fatto che il Parlamento ritenga ancora necessario discutere sul Patto per la migrazione e avere chiarimenti al riguardo. Per questo motivo rinuncia a partecipare alla Conferenza degli Stati, che si terrà a Marrakech il 10 e l'11 dicembre 2018, e ad approvare formalmente il Patto in quell'occasione.

3. Il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali (Patto I, RS 0.103.1) e il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (Patto II, RS 0.103.2) sono trattati internazionali ratificati dalla Svizzera e sono giuridicamente vincolanti per il nostro Paese. Il Patto ONU per la migrazione non è invece vincolante; è uno strumento di soft law.

4. Il Consiglio federale ha preso atto della decisione degli Stati Uniti e dell'Ungheria di non sottoscrivere il Patto ONU per la migrazione.

5. Il Patto ONU per la migrazione non contiene raccomandazioni relative alla sorveglianza dei media. Raccomandazioni del genere si porrebbero in contraddizione con la libertà di stampa e di espressione, invece esplicitamente menzionata nel Patto. Intorno a tutti gli aspetti inerenti alla migrazione deve piuttosto essere promosso un dibattito libero, aperto e basato sui fatti.

Nello strumento di attuazione volontario c) dell'obiettivo 17 viene raccomandata la sospensione delle sovvenzioni pubbliche o degli aiuti materiali ai media che promuovono sistematicamente l'intolleranza, la xenofobia, il razzismo e altre forme di discriminazione nei confronti dei migranti. La legge svizzera prevede chiare limitazioni e sanzioni di diritto penale e civile per le dichiarazioni di matrice razzista. La base giuridica vincolante in materia di lotta contro il razzismo è, soprattutto, l'articolo 261bis del Codice penale. Non vi è quindi nessuna necessità di intervenire a livello interno in Svizzera e la libertà dei media, come base dell'ordinamento democratico del Paese, non sarà in alcun modo affetta dal Patto per la migrazione.

Risposta del Consiglio federale.