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18.3868 · Interpellanza · 2018-09-26

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il trasporto di cloro in Svizzera solleva numerose domande e talvolta preoccupazioni nella popolazione, le quali hanno indotto, ad esempio, il varo di un'iniziativa inoltrata dal Cantone di Ginevra, discussa dal nostro Consiglio nella seduta del 13 dicembre 2016. Tre misure in particolare avevano allora attirato la nostra attenzione: la riduzione della velocità di trasporto a 40 chilometri l'ora nelle zone densamente popolate, il miglioramento della qualità dei carri e il trasporto durante i momenti di traffico ridotto, soprattutto di notte.

Il cloro gassoso è infatti un prodotto chimico altamente tossico importato in Svizzera in grandi quantità con la ferrovia. Inoltre, secondo le statistiche doganali, nel 2017 le importazioni di cloro sono state pari a 25 314 464 chilogrammi. Questi fatti giustificano l'obbligo di fornire maggiori informazioni in materia e mi inducono a chiedere quanto segue:

1. Il cloro è soggetto al normale regime doganale di importazione o a un regime doganale favorevole, ad esempio al regime di perfezionamento attivo che facilita l'importazione di prodotti prima trasformati e poi esportati?

2. In particolare, il cloro importato in Svizzera è utilizzato per la produzione di prodotti fitosanitari?

3. In che misura il cloro importato in Svizzera è utilizzato per fabbricare prodotti poi esportati? In caso affermativo, di che tipo di prodotti si tratta e in che quantità?

4. Se del caso, i prodotti esportati sono conformi alle norme che ne regolano l'uso sul territorio svizzero? In caso affermativo, di quali prodotti si tratta?

Stellungnahme des Bundesrates

Il cloro è una sostanza chimica di base indispensabile per l'industria chimico-farmaceutica in Svizzera ed è utilizzato in molti processi di fabbricazione differenti per prodotti intermedi e finali. L'uso del cloro nell'industria è fondamentale per garantire processi a elevato valore aggiunto e innovativi. Il fabbisogno produttivo degli stabilimenti chimici svizzeri di Pratteln, Monthey e Visp richiede circa 60 000 tonnellate di cloro all'anno, di cui quasi due terzi possono essere prodotti a Pratteln.

1. Il cloro importato dall'Unione europea beneficia di agevolazioni doganali e non sono previsti dazi all'importazione. Per le imprese gli scambi di cloro con il regime di perfezionamento attivo non sono dunque economicamente vantaggiosi e non costituiscono una realtà effettiva. Le statistiche del commercio estero tengono conto di tutti gli scambi nei dati sulle importazioni e sulle esportazioni, indipendentemente dal regime doganale.

2. Parte del cloro importato è utilizzato per fabbricare prodotti fitosanitari.

3. Il cloro importato è utilizzato in molti processi di produzione intermedia e finale. Una quantità minore è riutilizzata in Svizzera, il resto viene esportato. Il cloro è utilizzato per produrre sostanze chimiche necessarie come prodotti intermedi per la sintesi chimica e, in ultima analisi, copre un ampio spettro di prodotti finali diversi, quali resine polimeriche, pigmenti, sbiancanti ottici e principi attivi per prodotti fitosanitari. La Confederazione non dispone di dati precisi sulle quantità di prodotti esportati fabbricati con il cloro.

4. La legislazione svizzera in materia di prodotti chimici è ampiamente armonizzata con quella europea nell'intento di prevenire ostacoli al commercio e garantire un livello comparabile di protezione dell'uomo e dell'ambiente. Le restrizioni e i divieti svizzeri in materia di immissione sul mercato di prodotti chimici sono identici a quelli del principale partner commerciale elvetico. I prodotti chimici soggetti in Svizzera a restrizioni o divieti estesi possono essere esportati, ma devono essere notificati alle autorità del Paese importatore conformemente alle disposizioni dell'ordinanza PIC (RS 814.82).

Risposta del Consiglio federale.