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18.3870 · Interpellanza · 2018-09-26

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Quali strumenti e iniziative dei poteri pubblici nel campo del lavoro con uomini e ragazzi gli sono noti? L'offerta è sufficiente?

2. Che possibilità vede per la Confederazione di intervenire, nel quadro delle sue competenze, contro i modelli patriarcali di ripartizione dei ruoli?

3. Come giudica l'offerta delle attività scolastiche per ragazzi? La Confederazione ha la possibilità di sostenere i Cantoni nell'allestimento di tali attività scolastiche?

4. La ripartizione dei sessi nella scelta della professione riflette determinati modelli di ripartizione dei ruoli e li rafforza. La gamma delle professioni scelte dalle giovani donne è nettamente più limitata di quella dei loro coetanei maschi. Come si può ovviare a questo fenomeno?

5. Vede possibilità di affrontare il problema dei modelli patriarcali di virilità in tutte le occasioni in cui gruppi di (giovani) uomini si trovano riuniti nel quadro di misure degli enti pubblici? Per esempio nella scuola dell'obbligo, nelle scuole professionali, nelle offerte del livello terziario, nella scuola reclute, nell'esercito o in programmi d'integrazione? Se sì, quali?

6. Vede possibilità di promuovere l'armonizzazione dell'educazione sessuale e del lavoro sugli stereotipi di ruolo nelle scuole e di sostenere i Cantoni nell'allestimento dei necessari strumenti didattici?

7. Vede relazioni tra i modelli di virilità e la violenza degli uomini su sé stessi (suicidio, scarsa attenzione alla propria salute)? Se sì, esistono studi sulle dimensioni di questo fenomeno?

Begründung

La violenza sulle donne è soprattutto violenza maschile. Tutte le rilevazioni statistiche sugli autori lo confermano, indipendentemente dall'origine, da fattori culturali o dalla classe sociale. A quanto pare nella nostra società dominano modelli di virilità caratterizzati da comportamenti gerarchici, patriarcali e in parte violenti nei confronti delle donne e dei maschi non eterosessuali. La violenza maschile genera ogni anno costi sanitari diretti e indiretti - per uomini e donne. L'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo stima i costi annuali della sola violenza domestica a un importo compreso tra i 218 e i 383 milioni di franchi.

Stellungnahme des Bundesrates

1.A livello federale e cantonale sono stati avviati i lavori d'attuazione della Convenzione di Istanbul. Il 13 novembre 2018 si è svolto un convegno nazionale in occasione del quale Confederazione e Cantoni hanno presentato una serie di misure in corso. La Convenzione di Istanbul obbliga le parti contraenti ad adottare le misure necessarie per incoraggiare tutti i membri della società, e in particolar modo gli uomini e i ragazzi, a contribuire attivamente alla prevenzione di ogni forma di violenza che rientra nel campo di applicazione del trattato. Sia la Confederazione che i Cantoni hanno però adottato misure di questo tipo già prima dell'entrata in vigore della convenzione (cfr. le risposte che seguono). Tali sforzi sono illustrati anche nel messaggio concernente l'approvazione della Convenzione di Istanbul (FF 2017 143). Va tuttavia precisato che sia la formazione nel campo del lavoro educativo con uomini e ragazzi sia la prevenzione stessa rientrano nelle competenze dei Cantoni. Per tale ragione la Confederazione non dispone di una visione d'insieme in questo ambito e non può dunque nemmeno esprimersi sul grado di sufficienza dell'offerta.

2./5.Nel quadro delle sue competenze, la Confederazione ha sancito in un'ordinanza la realizzazione delle pari opportunità per le persone in formazione di entrambi i sessi (ordinanza della SEFRI sulle prescrizioni minime in materia di cultura generale nella formazione professionale di base; RS 412.101.241). La trattazione di questo argomento è inoltre prevista anche dai programmi quadro d'insegnamento attuati dalle scuole professionali cantonali. A livello di formazione professionale superiore, la Confederazione vigila affinché i profili di competenza non siano connessi a ruoli di genere. Inoltre, in conformità con la legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU; RS 414.20), contribuisce con sussidi vincolati a progetti alle misure per promuovere le pari opportunità tra uomo e donna. Nel quadro dei piani d'azione specifici per le scuole universitarie vengono inoltre sostenute attività di sensibilizzazione su modelli e stereotipi inconsci di ripartizione dei ruoli. Diverse istituzioni, in particolare quelle del settore dei Politecnici federali, si adoperano per motivare un maggior numero di giovani donne a intraprendere studi negli ambiti delle scienze naturali e della tecnica (MINT) e a scegliere percorsi professionali in questi settori. Nell'esercito svizzero, in base all'articolo 59 della Costituzione federale le donne possono decidere volontariamente di prestare servizio. In questo contesto hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri degli uomini astretti al servizio militare e sono quindi loro parificate. In caso di idoneità possono inoltre assumere tutte le funzioni e raggiungere tutti i gradi militari. Nel settore della migrazione, l'informazione e la consulenza sono elementi fondamentali dei programmi d'integrazione cantonali 2018-2021, finanziati da Confederazione e Cantoni. In particolare vengono fornite informazioni destinate agli uomini su questioni quali la parità tra i sessi, la protezione contro la violenza e la discriminazione.

3./6. In virtù dell'articolo 62 della Costituzione federale (sovranità nel settore scolastico), il lavoro educativo con ragazzi è di competenza dei Cantoni. Il Consiglio federale non è pertanto in grado di valutare l'offerta disponibile. Lo stesso vale per l'educazione sessuale. Nel suo rapporto in adempimento del postulato Regazzi 14.4115 "Far valutare da una commissione indipendente le basi teoriche su cui poggiano le tesi della Fondazione Salute sessuale Svizzera sullo sviluppo sessuale di bambini e adolescenti" (in tedesco), il Consiglio federale ha affermato che l'educazione sessuale dovrebbe iniziare nella famiglia e proseguire a scuola a scopo di prevenzione e per garantire le pari opportunità.

4.Secondo il rapporto sul sistema educativo svizzero 2018 la ripartizione disuguale tra donne e uomini nei singoli settori di tirocinio è dovuta a diversi fattori, tra cui gli interessi personali, le influenze e i modelli di riferimento, le specificità regionali e l'offerta di posti di tirocinio. Ogni anno viene pertanto organizzata la giornata nazionale "Nuovo futuro. Prospettive diverse per ragazze e ragazzi", cofinanziata dalla Confederazione, che mira tra l'altro a promuovere una scelta professionale indipendente dagli schemi di genere. Va anche ricordata la campagna Formazioneprofessionaleplus.ch, avviata da Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro e imperniata su una presentazione neutrale, in termini di genere, delle professioni. Anche gli enti responsabili delle formazioni professionali riconosciute si impegnano a favore della parità di genere nel reclutamento degli apprendisti. La legge federale sulla parità dei sessi (LPar; RS 151.1) prevede la concessione di aiuti finanziari per programmi che promuovono l'uguaglianza effettiva fra donna e uomo nella vita professionale. Diversi progetti si rivolgono miratamente agli uomini e li sostengono nel conciliare famiglia e lavoro oppure contribuiscono a motivare gli uomini a scegliere professioni quali educatore, docente di scuola elementare, pedagogista curativo, ecc.

7. Come esposto nel rapporto del Consiglio federale in adempimento della mozione Ingold 11.3973 "Prevenzione del suicidio. Sfruttare maggiormente il margine di manovra a disposizione", l'elevata quota di suicidi maschili può essere ricondotta anche all'immagine sociale dell'uomo associata a caratteristiche quali la durezza, il successo e il rendimento. Secondo l'analisi della statistica delle cause di morte 2015 dell'Ufficio federale di statistica, gli uomini scelgono metodi di suicidio con un elevato grado di letalità come l'impiccagione e il colpo d'arma da fuoco. I suicidi con armi da fuoco vengono commessi quasi esclusivamente da uomini. Tra i possibili motivi alla base della disponibilità di armi da fuoco vi sono quelli privati, come nel caso di cacciatori, tiratori sportivi o collezionisti, ma anche l'obbligo di prestare servizio militare (Ufficio federale della sanità pubblica, 2016).

Risposta del Consiglio federale.