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Il Consiglio federale può impedire l'esportazione nei Paesi del Sud di insetticidi vietati in Svizzera e nell'Unione europea?

18.3892 · Interpellanza · 2018-09-27

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Come è possibile che un prodotto la cui tossicità è chiaramente riconosciuta possa essere ancora prodotto da un'industria nel nostro Paese?

2. Come si può permettere a questa azienda di vendere i propri prodotti a Paesi i cui agricoltori non dispongono di dispositivi di protezione adeguati e non sono sufficientemente informati dei pericoli correlati all'impiego di tali prodotti?

3. Il Consiglio federale può vietare che questo commercio continui? È disposto a farlo?

Begründung

Nel settembre del 2017 in India 20 braccianti agricoli sono morti e diverse centinaia sono stati ricoverati per intossicazione dopo aver spruzzato insetticidi su alcuni campi di cotone. Sembra che l'intossicazione sia stata causata dall'insetticida Polo, prodotto in Svizzera da Syngenta, ma il cui uso è vietato in Svizzera e nell'Unione europea. L'ONG Public Eye si è recata in India nello Stato del Maharashtra nel luglio del 2018. È proprio in questa regione che nel settembre del 2017 si sono registrati 20 decessi e quasi 800 intossicati. Secondo l'ONG, nel 2018 si sono verificati altri casi di intossicazione. Tra i prodotti incriminati figura il Polo (diafentiuron), un insetticida prodotto da Syngenta ed esportato nei Paesi del Sud, sebbene vietato in Svizzera e nell'Unione europea dal 2009 a causa dei suoi effetti nocivi per la salute e l'ambiente. Secondo l'Agenzia europea per le sostanze chimiche, il diafentiuron è tossico se inalato e può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta.

L'ONG ritiene che l'uso dell'insetticida prodotto da Syngenta sia la causa di questi problemi sanitari e ha chiesto alla Confederazione di vietarne l'esportazione. Nel 2017 la Svizzera ha esportato 126 tonnellate di Polo, 75 delle quali in India. Gli agricoltori di queste regioni, che vivono in condizioni di grande precarietà, non dispongono di dispositivi di protezione adeguati e non sono sufficientemente informati dei pericoli correlati all'impiego di tali prodotti. Se si espone la popolazione di altri Paesi a sostanze tossiche di cui è accertato che causano gravi problemi di salute e persino la morte si commette una violazione dei diritti umani.

Stellungnahme des Bundesrates

L'uso di insetticidi serve a proteggere le colture da organismi nocivi che causano perdite di raccolto. Come tutti i pesticidi, tali sostanze sono biologicamente attive e, pertanto, possono avere effetti collaterali sulla salute umana e sull'ambiente. Per questo motivo in Svizzera i prodotti fitosanitari con principi attivi possono essere commercializzati e utilizzati soltanto se autorizzati dalle autorità federali nell'ambito della procedura di omologazione a seguito dell'analisi delle proprietà pericolose di tali prodotti e dei rischi possibili che ne derivano.

1. Attualmente il diritto in materia di prodotti chimici non prevede un divieto di produzione del principio attivo del prodotto "Polo", l'insetticida diafentiuron. Il Consiglio federale emana un divieto generale di produzione e utilizzo di prodotti chimici pericolosi soltanto se in Svizzera si prevedono effetti non accettabili sugli esseri umani o sull'ambiente, oppure se tale divieto è imposto alla Svizzera quale parte contraente di un accordo internazionale, ad esempio la Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti.

2. La competenza per le misure di protezione necessarie per l'uso di prodotti fitosanitari spetta alle autorità del Paese in cui il prodotto fitosanitario è utilizzato. Conformemente all'ordinanza PIC, nella scheda di dati di sicurezza occorre riportare informazioni concrete sulle misure di protezione adeguate (dispositivi di protezione personali compresi). Il produttore di un prodotto chimico pericoloso deve elaborare la scheda di dati di sicurezza e metterla a disposizione del destinatario di ogni esportazione. Sull'etichetta del prodotto occorre inoltre riportare la caratterizzazione di pericolo corrispondente e consigli di prudenza per la gestione del prodotto. La caratterizzazione e la scheda di dati di sicurezza devono essere redatte in una lingua ufficiale o nella lingua più diffusa nel Paese importatore.

3. Nel suo parere del 21 febbraio 2018 sulla mozione 17.4094 Mazzone, il Consiglio federale afferma di ritenere sproporzionato un divieto generale di esportazione dei pesticidi non commerciabili in Svizzera a causa dei loro effetti sulla salute umana o sull'ambiente, se la protezione degli esseri umani e dell'ambiente può essere garantita con altri provvedimenti che limitano in misura meno incisiva la libertà economica. Il Consiglio federale si dichiara comunque disposto a far elaborare un progetto di disposizione di ordinanza che sottoponga l'esportazione di determinati pesticidi pericolosi per la salute umana e l'ambiente, la cui commercializzazione è vietata in Svizzera, a un assenso preliminare in conoscenza di causa da parte del Paese importatore.

Risposta del Consiglio federale.

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