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18.3911 · Interpellanza · 2018-09-27

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In materia di pensionamento, il criterio vigente in Svizzera è l'età di riferimento: 65 anni per gli uomini e 64 anni per le donne.

Taluni Paesi hanno sostituito l'età di riferimento con un numero di anni lavorativi identico per tutti (salvo certe situazioni particolari spiegate qui di seguito).

Il Consiglio federale pensa che una riflessione di questo tipo possa essere presa in considerazione per la riforma del sistema svizzero?

Begründung

Questa proposta permetterebbe di uscire dalla logica dell'età, su cui si scaricano tutte le tensioni. Ogni progetto di innalzamento dell'età di pensionamento (65, 67 anni) irrita la popolazione e divide il mondo politico tra chi la ritiene una misura troppo severa o insufficiente oppure ingiusta per le donne, ecc.

Abbandonare il criterio dell'età permetterebbe di depoliticizzare la discussione e di riconsiderare la riforma pensionistica da un punto di vista più moderno, dando nuovo slancio all'elaborazione di una riforma dell'AVS.

Uscendo dalla logica dell'età, si potrebbe tenere conto della grande varietà dei percorsi professionali: lavori usuranti, entrata precoce o tardiva nella vita attiva, anni sabbatici.

La Germania ha adottato una durata lavorativa di riferimento di 45 anni. Secondo un recente studio Eurostat, attualmente in Svizzera si lavora in media 42,4 anni. Il numero di anni di riferimento andrebbe determinato in funzione delle peculiarità del nostro Paese. E dovrebbe ovviamente sempre tener conto di determinate situazioni particolari: delle persone che svolgono un'attività lavorativa usurante o che dedicano il proprio tempo alla collettività, come di quelle che smettono di lavorare per educare i figli.

Infine, bisognerebbe valutare gli effetti di un tale cambiamento sul funzionamento dell'AVS e del secondo pilastro.

Riassumendo, sostituire l'età di riferimento per il pensionamento con una durata lavorativa di riferimento permetterebbe probabilmente di mettere tutti nelle stesse condizioni di fronte alla sfida costituita dal finanziamento del pensionamento.

Stellungnahme des Bundesrates

Nell'ambito dei lavori preliminari degli ultimi progetti di revisione, il Consiglio federale ha analizzato diversi modelli, tra cui quello della durata del lavoro calcolata sull'arco della vita, per poi respingerli. Introdurre un tale modello senza determinati criteri comporterebbe per molte persone un'età di pensionamento più bassa. Non è facile determinare a quali condizioni si possa computare un anno lavorativo. Per accertare l'adempimento del periodo di vita attiva, cioè per determinare il numero di anni lavorativi, sono decisivi in particolare il grado d'occupazione e il tipo di attività lucrativa. Bisognerebbe inoltre trovare soluzioni per le interruzioni dell'attività professionale e i cambiamenti di carriera. Infine, la durata del lavoro calcolata sull'arco della vita penalizzerebbe le persone con redditi modesti. Con la riduzione della carriera lavorativa, le persone che entrano presto nel mondo del lavoro accumulerebbero meno capitale di vecchiaia nel secondo pilastro. Inoltre, in un tale modello si dovrebbero prendere in considerazione i periodi di attività lucrativa compiuti all'estero, il che accrescerebbe ulteriormente i complessi criteri di delimitazione.

Il 27 giugno 2018, il Consiglio federale ha avviato la consultazione sull'avamprogetto di stabilizzazione dell'AVS (AVS 21), che durerà fino al 17 ottobre 2018. Il progetto si prefigge principalmente di mantenere il livello delle prestazioni, garantire l'equilibrio finanziario, flessibilizzare la riscossione delle rendite e introdurre un'età di riferimento in sostituzione dell'età di pensionamento. L'età legale di pensionamento è solo uno dei diversi fattori che determinano l'età pensionabile effettiva. Pertanto, in base al progetto, tra i 62 e i 70 anni sarà possibile riscuotere tutta la rendita AVS oppure soltanto una parte, vale a dire passare gradualmente al pensionamento. Nell'ambito della flessibilizzazione della riscossione della rendita si effettuerà anche il passaggio dall'età di pensionamento all'età di riferimento. Per età di riferimento s'intende il momento in cui una rendita ordinaria di vecchiaia può essere percepita senza riduzioni o supplementi. Questo nuovo concetto permette di distinguere meglio tra riscossione della rendita e partecipazione al mercato del lavoro, in quanto l'età di riferimento determina sì il momento in cui vengono percepite le prestazioni di vecchiaia senza riduzioni o supplementi, ma non sempre coincide con il ritiro dall'attività lucrativa. Le modifiche previste tengono già conto di questioni fondamentali sollevate nell'interpellanza. Il progetto risponde alle tendenze della società e mira a staccarsi da un rigido limite di età nella previdenza per la vecchiaia.

Risposta del Consiglio federale.